Re per una notte

Una delle pellicole meno conosciute di scorsese, è il film a cui Todd Philipps più si rifà per il suo Joker. Re per una notte è una encomiabile pellicola capeggiata da un De Niro in splendida forma che viene affiancato da quel mostro sacro di Jerry Lewis. La pellicola di Scorsese è di fondo una commedia che, con tinte nere, non vuole mai davvero far ridere lo spettatore ma metterlo di fronte ad una precisa critica della società dell’epoca. Rupert Pupkin è un uomo di trentaquattro anni che sogna di diventare un comico affermato, sebbene viva ancora con sua madre e non abbia trovato moglie. Accanito fan del comico e presentatore Jerry Langford, che da anni conduce con successo lo show “The King of Comedy”, dopo un incontro con lui comincia ad assillarlo nel tentativo di ottenere un provino se non anche un’apparizione sugli schermi. Dopo più di un rifiuto da parte di Langford e inopportune intrusioni nella sua vita privata, Pupkin adotta allora uno stratagemma con la complicità della sua amica Marsha, poco più che ventenne e follemente innamorata del comico

Scanners

David Cronenberg è un regista estremamente controverso e conturbante. Scanners è il suo primo, meritato, successo internazionale, una pellicola che porta in scena le sue ossessioni per le mutazioni e i contagi. Caratterizzato dal grottesco, la pellicola è una speculazione sui poteri della mente che più volte sembra un incubo o una vera e propria allucinazione. Straordinari gli effettivi visivi che riescono a dare vita alle mutazioni causate dai telepati.

Snowpiercer

Bong Joon-Ho realizza uno dei blockbuster più sorprendenti e costosi della storia del cinema sud-coreano. Snowpiercer è uno spettacolare action movie che fa invidia alle pellicole di genere hollywoodiane, un film dalle grandi tematiche sociali che coniuga spettacolarità e cinema d’autore magistralmente. Bong Joon-Ho mette in mostra tutto il suo talento confermandosi un regista straordinario. In un futuro non lontano, la Terra conosce una nuova Era Glaciale. Gli ultimi sopravvissuti del genere umano vivono confinati in un treno rompighiaccio in grado di correre perpetuamente attraverso il globo. L’inventore di questa macchina perfetta, il misterioso Wilford, ha anche determinato un sistema sociale su cui si regge l’equilibrio della comunità che abita i vagoni del treno. In coda stanno i miserabili sfruttati che salirono a bordo gratis, verso la testa del treno vivono invece nei privilegi i passeggeri di prima classe.

The Raid

The Raid esce nelle sale nel 2011 e, dopo la sua anteprima mondiale al Toronto film festival, viene conosciuto in tutto il mondo. Da quel momento tutto cambia, e il genere action conosce una nuova linfa. Diretto da Gareth Evans e girato e prodotto in Indonesia, The raid: Redenzione (titolo modificato per il panorama americano, ndr) è un film action duro, violento e drammatico che fa suo il concetto di azione pura e lo proietta verso nuovi orizzonti. Adrenalinico, con una trama ridotta all’osso ma perfettamente curata, personaggi profondi che parlano attraverso le mosse di arti marziali, un cattivo caratterizzato magistralmente e un’ambientazione claustrofobica a tinte horror: questi sono gli elementi che hanno portato The Raid alla ribalta, che hanno portato l’action ad un nuovo livello dove le parole non sono più necessarie ma dove la violenza e i pugni sono l’unico mezzo per comunicare con lo spettatore.

Tom à la ferme

Xavier Dolan in questa pellicola, la quarta, mette in scena tutta l’ormai maturata esperienza e tutta la sua crescita, sia come uomo che come regista. Tom a la ferme è un’opera complessa, il film dove più Dolan nasconde il suo stile all’apparenza, mascherando la pellicola di una superficiale sobrietà. I personaggi e il film, però, sono pregni di quella sua vivacità pop che tanto caratterizza il suo stile. Una pellicola dai toni teatrali, che lavora tanto sull’immagine e sui colori. Come sempre Dolan sorprende lo spettatore. Il giovane Tom si reca in campagna per partecipare al funerale del suo grande amore Guillaume. Qui rimane scioccato nello scoprire che nessuno sa di lui e dell’omosessualità di Guillaume, tranne Francis, fratello di quest’ultimo, che gli impone violentemente il silenzio, suscitando in Tom sgomento e una strana attrazione.

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