“La morte è solo temporanea, ma l’oblio dura per sempre”: potremmo riassumere con questa frase l’intero primo volume di Adventureman, la nuova opera scritta da Matt Fraction e disegnata da Terry e Rachel Dodson, edita da Image Comics e pubblicata in Italia, a partire dal 24 giugno, da Saldapress.

Decenni or sono, il più grande eroe di tutti i tempi è scomparso dal mondo della fiction con un cliffhanger micidiale: stava per affrontare la sua esecuzione. Ma, dopo tanto tempo, quando il mondo ha quasi del tutto dimenticato Adventureman e le sue imprese, qualcosa di incredibile sta per succedere: il piccolo Tommy e sua madre, grazie alla loro passione per quell’eroe del passato, stanno per accendere la scintilla che porterà alla rinascita di Adventureman e alla scoperta di ciò che è accaduto dopo quel fatidico momento, così da dare un seguito alla storia del loro eroe. Ma, se i buoni stanno per riemergere dalle sabbie del tempo, ovviamente anche i cattivi faranno la loro ricomparsa, dando origine a uno scontro in grado di far tremare entrambe le dimensioni, quella del reale e quella del racconto.

Un concetto ed una tematica semplice, quella dell’oblio e dell’essere dimenticati, che si incastra alla grande, su più livelli, in questo primo volume, intitolato La fine e tutto ciò che succede dopo che, come lecito aspettarsi, ci introduce alle vicende immaginate da Fraction, ma lo fa in maniera decisamente insolita. Nelle prime pagine, infatti, conosciamo Adventureman, il più grande eroe del mondo, ed i suoi alleati, intenti a fermare il diabolico piano del Barone Bizarre, deciso ad offrire la terra all’Ultravuoto: le vicende che, mentre sfogliamo le prime strepitose pagine disegnate da Dodson, scopriamo essere tratte da un romanzo letto da un giovane ragazzo e da sua madre, si interrompono in maniera repentina, con Adventureman alla mercé del temibile Bizarre. Da questa fine che, come dice lo stesso titolo del volume, è solo l’inizio, facciamo la conoscenza dei nostri protagonisti: Tommy, intelligentissimo ragazzino figlio di Claire, giovane donna costretta all’utilizzo di un apparecchio acustico per sentire suoni e voci intorno a sé. I due fanno parte di una famiglia decisamente particolare, che conosceremo strada facendo e che, viste le premesse di questo primo volume, avranno un ruolo ben più che fondamentale nel proseguire della vicenda.

Senza eccedere in spoiler poco graditi, Claire scoprirà che Adventureman non è effettivamente morto come si poteva temere dalle prime pagine, e che la minaccia dell’Ultravuoto non è relegata alle pagine di un libro d’avventura: in tutto questo, la nostra protagonista acquisirà abilità fuori dal comune e si ritroverà all’interno di una vicenda che getta le proprie radici proprio nel passato del grande eroe e della sua battaglia con il Barone Bizarre.

Presentato così, questo primo volume di Adventureman potrebbe sembrare banale, ma si tratterebbe di un giudizio oltre modo affrettato: Matt Fraction, che i più conosceranno soprattutto per la run di Hawkeye svolge infatti un lavoro decisamente valido, soprattutto in fase di world building, spaziando sapientemente tra realtà e finzione e tra passato e presente, tratteggiando in maniera precisa i personaggi principali grazie a dialoghi brillanti, alternati a didascalie che ci mostrano eventi che, man mano che proseguiamo nella lettura, mettono insieme alcuni pezzi del puzzle che, almeno in minima parte, viene costruito in questo primo volume.

Quello che però, ed era prevedibile visti i nomi coinvolti, colpisce in maniera notevole, sono i disegni di Terry Dodson, coadiuvato agli inchiostri dalla moglie, e collaboratrice di lungo corso, Rachel, che impreziosisce le solite, elegantissime tavole del marito, autentico maestro di storytelling per immagini e ancor più maestro nel disegnare le figure femminili, marchio di fabbrica fin dai primi passi dello storico disegnatore. Nel primo volume di Adventureman, i Dodson possono scatenarsi, passando da atmosfere Art Nouveau che ricordano in egual misura opere come Metropolis di Fritz Lang, il videogioco Bioshock e Il Grande Gatsby, con una spruzzatina di La Lega degli Straordinari Gentlemen, ad atmosfere cupe, ambientate in epoca moderna, che a chi vi scrive hanno ricordato, soprattutto nelle scelte cromatiche, alcune storie dell’Hellboy di Mike Mignola ed alcune soluzioni grafiche viste nelle tavole di un altro grandissimo artista, Chris Bachalo; il tutto, ovviamente, declinato dall’inconfondibile eleganza del tratto di Dodson, un artista così fenomenale da rendere interessante anche una storia noiosa. Ma, come avrete ormai intuito, non è certamente questo il caso.

Questo primo volume edito da Saldapress contiene intoltre diversi studi e sketch di Terry Dodson e alcune riflessioni di Matt Fraction, che ci racconta la genesi della serie, che nasce diversi anni prima dell’effettiva pubblicazione (ironia della sorte, anche in questo caso, il passato è centrale) e ci stuzzica con alcuni -quasi- spoiler su quello che possiamo aspettarci nei prossimi volumi.

Un’avventura che nasce nella finzione e nel passato e prende vita nel presente e nella realtà: Adventureman, di Matt Fraction, Terry Dodson e Rachel Dodson, si presenta con un primo volume elegante, scoppiettante, ricco di spunti interessanti, colpi di scena e, soprattutto, un’estetica accattivante ed un comparto grafico che vale, da solo, il prezzo del corposo volume. Una lettura assolutamente obbligata per chiunque sia alla ricerca di una sana dose di avventura, mistero e disegni strepitosi.


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