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animosity evolution

Animosity: Evolution 1 di Marguerite Bennet, Juan Doe e Eric Gapstur | Recensione

  • di Nicolò Beretta
  • 12 Febbraio 2019
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Dal momento dell’acquisizione dei diritti Aftershock Comics, tra tutti i titoli che Saldapress ha portato nel nostro paese Animosity è probabilmente quello che si è rivelato più interessante, non tanto per il suo concept, quanto più per lo sviluppo della serie stessa. Tale successo ha portato la sceneggiatrice, Marguerite Bennet, ad espandere ulteriormente il mondo di Animosity, scrivendo anche lo spin off Animosity: Evolution.

animosity evolutionCosa accadrebbe se un giorno, all’improvviso, gli animali cominciassero a parlare, acquisendo intelletto e coscienza di se? Quelle che erano vittime abusate si ribellerebbero agli umani, altre specie, magari proprio quelle dall’apparenza più docile e mansueta, potrebbero cogliere l’occasione per mettersi in cima alla piramide del comando. Ma potrebbe anche accadere che alcuni animali provino un senso di riconoscenza nei confronti dei propri padroni umani, esattamente come è accaduto per il cane Sandor e la sua padroncina Jesse, deciso a proteggere con tutte le sue forze la ragazzina, separata dai genitori durante il “Risveglio”, a raggiungere il fratello maggiore dall’altra parte dell’America.

In realtà, potrebbe però verificarsi un’altra situazione, vedendo in questo Risveglio l’occasione per tentare una convivenza pacifica e produttiva fra animali e umani. Alcuni branchi di animali hanno deciso di mettere in ginocchio alcune fra le città più grandi del mondo, ma altri hanno invece considerato che fosse più importante sfruttarle per creare dei luoghi come questi. E’ il caso del regno di Invernomuto, leader della rinata San Francisco, che decide di accogliere fra la sua gente anche il veterinario Adam, sperando che questi possa aiutarlo a rendere sempre più reale questa sua utopia.

Quello che Marguerite Bennet ha cercato di comunicare ideando l’universo di Animosity, oltre a dare letteralmente voce a quegli animali che non posso difendersi e per questo non in grado di farsi valere, è quanto in realtà le due specie, se poste in determinate situazioni, non siano molto diverse. Questo messaggio rimane costante anche in questi primi episodi dello spin off Evolution, anzi, risuona forse più forte proprio in questo volume. Rispetto alla serie principale, questo da molto più spazio agli animali, sebbene venga sempre e comunque visto e raccontato dal punto di vista umano. Particolare rilievo ha ovviamente la leader Invernomuto, personaggio mosso da nobili intenti, ma sempre caratterizzato da una particolare ambiguità, caratteristica che per questo rende non facilmente decifrabile quale sia il suo effettivo scopo.

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Proprio per questo, la sua leadership (o dittatura) si scontra spesso e volentieri con le necessità e i desideri, ma anche il malcontento e la frustrazione, dei suoi protetti, mostrando ancora una volta non solo quanto sia difficile essere una guida, ma, visto il caso specifico, anche quanto sia difficile rendere possibile un’utopia come la convivenza tra due specie. Nonostante ciò, la lettura scorre piacevolmente anche grazie a degli inevitabili giochi di parole e siparietti che la alleggeriscono.

A sostituire il disegnatore Rafael  De La Torre, che ritroveremo nel corso della serie regolare, sono stati chiamati altri due artisti, Juan Doe e Eric Gapstur. Il primo è una “vecchia” conoscenza dei lettori After Shock, avendo infatti illustrato American Monster, scritto da Brian Azzarello e pubblicato nel nostro paese sempre da Saldapress: le sue pagine sono forse quelle che ho preferito di più, per via del suo stile molto personale, a tratti cartoonesco, a tratti invece inquietante (la prima apparizione del pipistrello gigante che fa da guardiano al protagonista fa proprio quest’effetto). Dal canto suo, invece, Gapstur realizza delle tavole molto pulite, forse meno iconiche di quelle di Doe, ma riuscendo a dare una buona espressività agli animali, cosa non sempre facile in titoli del genere.

Ampliandosi ulteriormente, Animosity riesce comunque a confermarsi come un fumetto discreto, ricco di spunti di riflessione, ma che sa anche divertire il lettore, confermando Marguerie Bennet come un’ottima sceneggiatrice.

Animosity Evolution 1

L'universo di Animosity si espande ulteriormente con questo spin off, sceneggiato ovviamente da Marguerite Bennett. Mentre Jesse e il suo cane Sandor sono in viaggio attraverso l'America, scopriamo una comunità, guidata dalla mezza lupa Invernomuto, un'utopia per uomini e animali, diventati coscienti e in grado di parlare in seguito al Risveglio. La Bennett, dando parola agli animali, ci mostra ancora una volta quanto le nostre due razze non siano così tanto diverse, mettendo anche in luce quanto sia difficile essere un capo come Invernomuto, dalle ambizioni alquanto ambigue; il tutto, viene sempre narrato con una certa vena ironica e divertente. Juan Doe e Eric Gapstur sostituiscono il disegnatore della serie principale, dando entrambi la propria visione di questo mondo sconvolto, idee molto diverse ma che appagano l'occhio del lettore.
7.5
Ottimo
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