Con l’arrivo di STAR, la nuova sezione dedicata ai contenuti per un pubblico maturo di Disney+ sono moltissimi i nuovi (e meno nuovi) prodotti che approderanno nella piattaforma di streaming di casa Disney. QUI vi abbiamo elencato tutti i film e le serie che saranno presenti nel giorno del lancio. Tra prodotti più e meno recenti, e più o meno noti, sono molte le serie definite STAR Original che arriveranno sul servizio. Grazie a Disney abbiamo potuto vedere in anteprima i primi due episodi di Big Sky, nuova serie thriller, creata dal creatore di The Undoing, Big Little Lies e Ally McBeal: David E. Kelley. In questa recensione vi daremo il nostro parere sull’inizio di questa serie, in attesa di poterla vedere nella sua interezza e dirvi cosa ne pensiamo in dettaglio.

La sinossi ufficiale di Big Sky spiega che “la serie racconta degli investigatori privati ​​Cassie Dewell (Kylie Bunbury) e Cody Hoyt (Ryan Philippe) uniscono le forze con la sua ex moglie ed ex poliziotta, Jenny Hoyt (Katheryn Winnick), per cercare due sorelle che sono state rapite da un camionista su una remota autostrada nel Montana. Quando scoprono che queste non sono le uniche ragazze scomparse nella zona, devono correre contro il tempo per fermare l’assassino prima che un’altra donna venga rapita”.

La serie si basa sul romanzo The Highway di C.J. Box, primo di una serie di thriller polizieschi, best seller negli Stati Uniti. Se quindi si pensa di unire il nome di Kelley al thriller, l’accoppiata dovrebbe essere vincente. In questo caso però sembra esserci qualcosa che non torna. Il nome di Kelley è attualmente associato a delle grandissime produzioni del canale HBO, basti pensare all’enorme successo della serie Big Little Lies o all’altrettanto grande successo di The Undoing, due prodotti tratti da romanzi di successo, con una resa televisiva ineccepibile. In Big Sky però qualcosa sembra esser venuto meno.

Abbandonati i cast stellari dei precedenti prodotti, Big Sky raggruppa alcuni nomi noti al pubblico televisivo come quello di Kylie Bunbury, vista recentemente nell’adattamento del romanzo Brave New World di Aldous Huxley e Katheryn Winnick e famosa per aver interpretato il ruolo di Lagertha nella serie tv Vikings. In questi primi due episodi la serie si concentra molto sulla presentazione dei protagonisti, che vengono descritti in tutte le loro sfaccettature, addirittura troppo per essere solo l’inizio di una storia. Già dall’inizio lo spettatore viene messo di fronte a delle questioni risolte, che senza dubbio troveranno delle complicazioni con il proseguire della serie, lasciando però quel senso di sazietà che un prodotto dovrebbe concedere almeno a metà visione. Si viene da subito catapultati nel mistero e, a conclusione delle prime due puntate, parte del “problema” sembra già essere risolto, alcuni sospettati sono messi alla luce del sole e le loro motivazioni sono rese palesi.

La serie si compone di nove episodi dalla durata canonica di circa quaranta minuti e, viste le premesse, ci auguriamo che nelle prossime puntate il mistero venga tenuto alto, non concentrandosi troppo sui legami interpersonali e sui drammi familiari dei protagonisti che già trovano un ampio margine di narrazione in queste due prime ore di spettacolo. Il mistero che caratterizzava Big Little Lies e poi The Undoing, in Big Sky sembra quasi perdersi, per creare un prodotto decisamente meno mistery e più alla luce del sole. Sinonimo di questo è anche la resa registica del prodotto, caratterizzato da una fotografia molto luminosa e molte scene ambientate proprio durante il giorno. La colonna sonora è poco d’impatto, anche se presente quasi nella totalità delle scene come sottofondo costante. Molto evocative le location del Montana, che speriamo vengano sfruttate al meglio per raccontare l’intera storia. Punto a favore delle serie sono i molti personaggi femminili che ricoprono ruoli che canonicamente vengono addossati a uomini.

Ci si trova di fronte a due primi episodi nella media, che ricordano troppo da vicino prodotti seriali del passato, con un’impostazione ad oggi superata: caratteristica che potrebbe incontrare il gusto di spettatori storici di questo genere di narrazioni e forse non quello di spettatori più recenti abituati a serie come quelle precedentemente nominate. In questi due primi episodi Big Sky si è mostrata una serie partita forse un po’ troppo in quarta, facendo perdere quel gusto del mistero e della suspense tipica dei prodotti thriller. A questo punto ci chiediamo se il focus della serie sia effettivamente un altro. Prima di dare un giudizio complessivo, aspetteremo la fine dell’intera prima stagione, nella speranza che ci sia un punto di svolta da farci cambiare idea.


Big Sky è una serie originale STAR. Sarà in onda a cadenza settimanale a partire dal 23 febbraio 2021 su Disney+, giorno in cui saranno rilasciati i primi due episodi. Ecco il trailer della serie:

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