Il divo del cinema francese, Jean-Paul Belmondo, si è spento all’età di 88 anni nella sua casa di Parigi. La triste notizia è stata comunicata nelle ultime ore dall’avvocato dell’attore.
Nato a Neuilly-sur-Seine, cittadina alle porte di Parigi, è figlio dello scultore francese Paul Belmondo – nato nell’Algeria francese da genitori italiani – e di Sarah Rainaud-Richard, pittrice francese. Dopo essersi diplomato presso il Conservatoire national supérieur d’art dramatique di Parigi e dopo aver iniziato il suo apprendistato in teatro, Belmondo esordisce al cinema negli anni cinquanta partecipando a film importanti come Peccatori in Blue Jeans di Marc Allegret, A doppia mandata di Claude Chabrol e La ciociara di Vittorio De Sica. La consacrazione definitiva arriva però nel 1960 con il film Fino all’ultimo respiro di Jean-Luc Godard. La sua prolifica carriera prosegue poi in opere come Asfalto che scotta di Claude Sautet (1960), La viaccia di Mauro Bolognini (1961), Quello che spara per primo di Jean Becker (1961), Quando torna l’inverno di Henri Verneuil (1962), e Lo spione di Jean Pierre Melville arrivato nello stesso anno.
Dopo essere divenuto rapidamente uno dei volti simbolo della Novelle Vague francese, si cimenta nel genere poliziesco. Ne scaturirà una sana e competitiva contrapposizione con il connazionale Alain Delon con il quale – oltre a condividere i favori del pubblico presso il quale è conosciuto come “Le Magnifique” – recita nel capolavoro del 1970 Borsalino di Jacques Deray. Nel 1972 recita invece ne Il Clan dei marsigliesi a fianco di Claudia Cardinale, con la quale stringerà una intensa amicizia. Dopo essersi alternato con successo tra il cinema d’autore e commerciale, negli anni 80 Belmondo si concentrerà sugli impegni teatrali. Ricevendo tuttavia nel 1989 il Premio Cesar come Miglior attore per la commedia Una vita non basta di Claude Lelouch.
Nel 2001 è stato colpito da un ictus, evento che lo allontana dalle scene per circa otto anni, tornando poi a recitare da protagonista in Un uomo e il suo cane, remake francese di Umberto D. di De Sica. Nel 2011 viene premiato al Festival di Cannes con la Palma d’Oro alla carriera, mentre nel 2016 al Festival del Cinema di Venezia riceve il Leone d’Oro.
Fonte: LeFigaro

















