François Ozon torna ad esplorare l’amore adolescenziale e le sue ombre nel nuovo film Été 85, liberamente ispirato al romanzo Danza Sulla Mia Tomba di Aidan Chambers. Entrato nella selezione ufficiale di Cannes 2020, presentato al Toronto Film Festival e uscito nelle sale francesi questa estate, arriva ora alla Festa del Cinema di Roma una pellicola che promette freschezza, brio ed oscurità ambientata nei mitici e nostalgici anni ’80.

Alexis (Félix Lefebvre) è un giovane di sedici anni che da poco vive in un paesino marittimo sulle coste della Normandia. Appassionato di letteratura e vela si trova in un periodo di stallo tipico dell’età, in cui non riesce a comprendere che direzione prenderà il suo futuro. Un giorno mentre è fuori in barca, viene improvvisamente colpito dal maltempo che rovescia la sua vela e mentre rischia di affogare viene soccorso dal diciottenne David (Benjamin Voisin) ragazzo carismatico e non poco pieno di sé che vive con sua madre (Valeria Bruni-Tedeschi). Tra i due nasce da subito un’amicizia complice che sembra ben presto trasformarsi in qualcosa di più, fino allo sfociare in comportamenti ossessivi che trasportano il loro rapporto in una direzione inaspettata.

Come scritto nei titoli di coda, Été 85 è liberamente ispirato al romanzo dello scrittore inglese Aidan Chambers, Danza Sulla Mia Tomba, che in Italia è edito da BUR. Più che semplicemente ispirato, il film è l’esatta trasposizione se non per alcuni dettagli, che hanno reso la pellicola più vicina alla vita dello stesso Ozon. Ambientato in Normandia e non più in Inghilterra, con i personaggi che prendono nomi diversi rispetto a quelli scritti da Chambers, Été 85 è ambientato proprio nello stesso anno in cui un giovane François Ozon si approccia al libro per rimanerne incantato, tanto da aspettare una sua maturità artistica e cinematografica più consapevole per realizzarne una pellicola vera e sentita. Ambientato negli anni ’80 e girato in 16mm, il film sembra essere uscito proprio da quegli anni, costumi, musiche, ambientazioni e persino la fisicità dei suoi interpreti richiama alla perfezione i mitici anni che tanto sono rimasti impressi nella mente di chi li ha vissuti, con richiami palesi ai prodotti cinematografici dell’epoca, uno tra tutti il meraviglioso “Il Tempo delle Mele”.

Partendo come un normalissimo teen movie, la pellicola incontra un punto di rottura dove le carte in tavola sono rimescolate conferendo al tono del film una natura nuova, anticipata da alcuni comportamenti ma forse inaspettata. Il tema della vita e soprattutto della morte erano centrali nel romanzo e sono centrai nel film, dialoghi e scene sono riprese alla lettera dall’opera di partenza, tanto che Ozon ha deciso di lasciare intatta anche la temporalità delle azioni così come si svolgono nel romanzo, quindi chi ha apprezzato il libro non ne resterà di certo deluso. Été 85 è inoltre un coiming of age, un racconto di formazione su due personaggi opposti ma molto simili interpretati da due interessantissimi giovani attori agli albori della loro carriera. Il ventenne Félix Lefebvre che interpreta il protagonista e voce narrante del film, Alexis, e il ventiquattrenne Benjamin Voisin, che veste i panni dell’eccentrico e affascinante David, sono due personalità interessanti, accattivanti e complici, un duo complementare ma allo stesso tempo discordante. La performance di Voisin lascia letteralmente ammaliato lo spettatore così come il suo compagno Lefebvre che rimane vittima del suo fascino, un fascino che ricorda quei poeti maledetti, ampiamente amati da Alexis e citati da David. Davanti al carisma di Voisin, la performance di Lefebvre potrebbe risultare meno incisiva e convincete, ma al contrario è proprio la sua apatia, la sua freddezza e infine i suoi momenti di disperazione che elevano la sua presenza nella pellicola ad un livello superiore. Ciò che convince di meno è invece l’interpretazione di Valeria Bruni-Tedeschi, attrice ormai navigata che però non sembra trovare mai il giusto posto nel film. Nel ruolo della madre di David, la Bruni-Tedeschi è un personaggio eccentrico, fuori dagli schemi e a tratti troppo caricaturale che per chi avesse visto la bellissima serie originale Netflix, Sex Education, non può non ricordare il personaggio di Jean Milburn, madre del protagonista Otis, interpretata da una magnifica Gillian Anderson. I due personaggi se pur molto diversi hanno delle somiglianze palesi, a partire dall’aspetto fisico, al modo di porsi con i figli, ai discorsi che fanno. Ciò non è propriamente un difetto, ma un personaggio così particolare stona con il contesto della pellicola in questione.

Storia d’amicizia, d’amore, d’accettazione di sé ma anche di morte è Été 85, che porta sullo schermo l’infatuazione (ma anche un po’ di più) tipica dell’estate, che nasce e muore in un baleno, portando con sé ricordi che resteranno per sempre impressi nella mente di chi li ha vissuti, una storia che potrebbe appartenere a chiunque e che forse ognuno di noi ha vissuto. I temi centrali della vita sono affrontati in modo semplice e fresco, con dei toni meno seri rispetto ai molti prodotti cinematografici e televisivi degli ultimi anni che affrontano le medesime situazioni. Ozon ha voluto confezionare un film brioso, ma allo stesso tempo tragico, godibile sia da giovani che da adulti, con richiami alla sua filmografia tipica per creare delle sensazioni di disagio nello spettatore. L’estate normanna del 1985 è per Ozon la stagione della nascita, della fioritura ma anche della morte e partendo dalle pagine di un romanzo splendido è riuscito a fare del film un’opera sia personale che universale pronta a parlare proprio a tutti.


Été 85 è diretto da François Ozon ed è stato presentato in anteprima nazionale alla Festa del Cinema di Roma. Ecco il trailer ufficiale del film:

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