Sono passati molti mesi dal Free Comic Book Day 2019, ricorrenza che ormai è diventata un appuntamento fisso anche per i lettori italiani: gran parte degli editori italiani hanno distribuito in fumetteria una serie di albi gratuiti per presentare le loro future pubblicazioni. Star Comics, insieme ad alcune novità dal Giappone, ha presentato anche Il Muro di Mario Alberti, che arriva ora in fumetteria e libreria.

Dire che Il Muro sia un’idea unicamente di Mario Alberti non è del tutto esatto: il fumettista italiano ha infatti costruito la sua sceneggiatura partendo dal soggetto di Antoine Charreyman, regista francese che ha collaborato a Babylon A.D. e a The Prodigies. L’incontro con Alberti ha permesso al regista di dare finalmente vita al suo progetto sotto forma di libro a fumetti diviso in tre atti.

La Terra è giunta al collasso: il continuo sfruttamento delle risorse ha portato ad una vera e propria apocalisse. I pochi umani rimasti cercano in ogni modo di sopravvivere, alcuni diventando dei predatori, altri arrancando. Solal e Eva sono fra questi, due fratelli rimasti senza genitori, due giovani in viaggio per raggiungere il rifugio Ed3n, un luogo circoscritto da un muro impenetrabile in cui si dice che l’umanità sia riuscita a ricostruire una parvenza di società civile e in cui Solal spera di trovare le medicine che servono a tenere in vita la sorellina, gravemente malata.

Il periodo storico che stiamo vivendo è segnato da profonde crisi (l’ultima è proprio quella che stiamo vivendo in questi giorni, chiusi nelle nostre case), umanitarie e climatiche in particolare. E fa sempre un certo effetto denotare quanto anche il fumetto riesca sempre a dipingere in qualche modo la nostra attualità. Portando all’estremo queste situazioni di crisi (che riportano subito alla mente soggetti come quello di Mad Max), Il Muro diventa un’esperienza di letture che ci può portare a riflettere sulle nostre vite, mettendo in campo argomenti importanti come la crisi umanitaria e quella ambientale. Il modo in cui l’uomo spesso reagisce a situazioni di questo tipo è reso esplicito già dal titolo di questo primo albo: il motto filosofico di Rousseau, Homo Homini Lupus, rende perfettamente l’istinto predatorio ed egoistico che abbiamo visto scatenarsi più volte in situazioni di emergenza. I più sensibili ovviamente riescono a controllare certi istinti, senza lasciarsi andare, ma, inevitabilmente, sono quelli che con più facilità vengono anche schiacciati. Il punto di svolta dell’albo è senza dubbio il finale, in cui siamo portati a mettere in discussione la “missione” di Solal.

L’esperienza di Mario Alberti con diverse “scuole” del fumetto, avendo lavorato molto per il mercato francese, ma anche con la Sergio Bonelli e persino con Marvel e DC Comics, si concretizza nelle sue pagine. Uno stile così graffiante, netto, ma altrettanto dettagliato, delinea perfettamente l’immaginario che Charreyman aveva pensato scrivendo la sua sceneggiatura, dando vita, per esempio, a personaggi consumati e macchinari e veicoli del tutto improbabili.

In periodi come questi, ritengo sia importante e giusto riuscire a cogliere le occasioni che ci vengono date per fermarci a riflettere su quello che accade intorno a noi. Il Muro è proprio una di queste occasioni che non vanno perse.

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