Tratto dall’omonimo spettacolo teatrale di Eduardo De Filippo, Il Sindaco del Rione Sanità, diretto da Mario Martone non delude l’intrattenimento e le aspettative richieste. Il film è ambientato nella Napoli odierna, fatta di malasanità e criminalità organizzato. Nel partenopeo, Antonio Barracano (Francesco Di Leva) “sistema le cose”, cerca in tutti i modi di non aver problemi con gli “ignoranti” perché, a parer suo, anche loro hanno bisogno di un santo in paradiso e per questo, aiuta i più frivoli a risolvere i loro problemi.
Possiamo affermare di aver visto, finalmente, un prodotto sperimentale a tutti gli effetti. Il teatro di Martone all’interno della lente cinematografica sorprende sempre di più, riesce a richiedere l’attenzione teatrale senza troppi sforzi nei propri gusti personali. Non possiamo negare che, nella semplicità della inconsapevolezza, a volte tutto sembra troppo forzato e sterile. Le sequenze usate per un cambio temporale, anche brevi, sono forzate ed in cerca di apprezzamenti dai soliti fan della Napoli attuale.
La regia è propensa nella camera fissa, difatti, quando cambia inquadratura, si notano errori netti come un cambio improvviso di posizioni posturali o facciali. Gli attori tendono, sotto direzione di Martone, ad uscire dalla camera in modo teatrale, quindi con una piccola passeggiata poco naturale. La scenografia è effettivamente caricata appositamente per un dramma da mettere in atto tramite la continua interazione dinamica degli attori. La differenza tra lo scritto di De Filippo e Martone è l’evidente transizione nei periodi di mafia 2000, dove a comandare non è più il boss dagli anni 70 ma il ragazzo trentenne che, a suo modo, è più vicino alle realtà che ci affianco.
Il Sindaco del Rione Sanità è un film realmente difficile d’apprezzare, c’è una difficoltà maggiore nel capire le scelte registiche imposte, purtroppo, un prodotto cineteatrale è raro da visionare, ma viene apprezzato la voglia di portare l’innovazione all’interno di questa omogenea società. Il film uscirà in Nexo Digital come evento speciale dal prossimo 30 Settembre al 2 Ottobre e questo giustifica tantissimo la visione vana del pubblico. Tutto sommato è un prodotto dallo scorrimento facile ma con imprecisioni che, il Festival del Cinema di Venezia non deve permette.

















