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Intervista a Bill Sienkiewicz | Speciale Lake Como Comic Art Festival

  • di Alberto Tollini
  • Giugno 21, 2019
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Nei giorni del Lake Como Comic Art Festival abbiamo avuto l’immenso piacere di intervistare una vera e propria icona del mondo del fumetto: Bill Sienkiewicz. Autore dalla fama leggendaria, dopo gli inizi come inchiostratore debutta su Moon Knight, ridefinendone l’iconografia per poi trovare la consacrazione sui New Mutants, per la penna di Chris Claremont. Sempre per Marvel intorno agli anni’80 escono due dei suoi lavori più celebri, Daredevil: Amore e Guerra e Elektra: Asssassin dove l’autore, in coppia con Frank Miller, realizzerà alcune delle tavole più sperimentali e iconiche della sua intera produzione. In anni recenti, Sienkiewicz ha realizzato un gran numero di copertine, sia per Marvel che DC, ha disegnato un numero della serie Daredevil: End of Days e attualmente è al lavoro su Parisian White, titolo Image di prossima pubblicazione e scritto da Kelly Sue Deconnick.

 

Ciao Bill, benvenuto su RedCapes! Siamo davvero lieti di avere la possibilità di intervistarti! Prima di tutto, come procede la tua esperienza qui a Como?

Ciao RedCapes, il piacere è mio. Sono molto contento di essere in Italia: è la prima volta che vengo al Lake Como Comic Art Festival ma il calore del pubblico è strepitoso! Cercherò di renderlo un appuntamento annuale.

Ci fa molto piacere. Iniziamo a parlare della tua carriera: come è stato per te entrare nell’industria del fumetto? Ho letto che è stato Neal Adams a metterti in contatto con Marvel vero?

Sì, è tutta colpa di Neal (ride). All’inizio ho cercato di entrare in questo mondo sottoponendo i miei lavori alla DC. In quel momento la DC non assumeva ma all’editor piacquero molto i miei lavori e decise di mettermi in contatto con Neal il quale poi mi segnalò alla Marvel.

Ed è così quindi che sei approdato su Moon Knight con Doug Moench.

Esattamente.

Rimanendo sempre in ambito artistico, da sempre le tue tavole mostrano qualcosa di unico, capace di distinguersi da ciò che eravamo e siamo abituati sulle pagine degli albi a fumetti. Paragonando i tuoi vecchi lavori con quelli più recenti, quanto credi sia cambiata, si sia evoluta la tua arte?

Onestamente non credo abbia subito dei cambiamenti netti o visibili perché, ai miei occhi, è rimasta sempre costante, seguendo un suo naturale sviluppo. Non fraintendermi, capisco cosa intendi ma appunto perché ai miei occhi è rimasta sempre uguale non saprei farti degli esempi concreti. Sicuramente quello che ti posso dire è che nel corso degli anni, pagina dopo pagina, sperimentando e sbagliando, sono riuscito a sintetizzare e plasmare il mio personale linguaggio. 

E a tal proposito, ogni volta che mi capita di osservare una tua pagina o un tuo lavoro più che accostarlo al medium del fumetto lo accosto alla pittura, soprattutto per l’audace sperimentazione e il forte impatto.

Grazie mille, le tue parole mi lusingano (ride).

Concentrandoci ancora sulla tua carriera, forse non tutti sanno che hai lavorato per anni come inchiostratore e mi domandavo se l’inchiestare altri artisti avesse aiutato la tua crescita artista?

In un certo senso sì. Mi piace molto inchiostratore altri artisti perché mi aiuta a capire il loro punto di vista e il loro modo di lavorare. Onestamente non saprei fornirti un chiaro esempio di cosa “ho preso in prestito” da un altro artista perché, come ti ho detto prima, ho sempre visto la mia arte come una costante, senza nette transizioni o modifiche, ma di sicuro osservare e inchiostrare il lavoro altrui ha influenzato inconsciamente il mio stile. 

Passando ora alla tua carriera come interior artist, i tuoi lavori su Moon Knight, New Mutants ed Elektra hanno aiutato a definire l’essenza di questi personaggi per le generazioni future. Da artista, ti lusinga quando i tuoi lavori influenzano quelli di altri creatori?

Moltissimo, credo che sia uno dei principi cardine del lavoro come artista l’ispirare le nuove generazioni. Come io e tanti altri siamo stati ispirati dagli artisti del passato che hanno creato il genere, la mia generazione ha il compito di ispirare le nuove leve così da mantenere quest’ingranaggio ben oliato. 

Concordo pienamente. Se posso, oltre alle tue, c’è una run o una versione particolare di uno di uno dei personaggi su cui hai lavorato che preferisci in particolare?

Generalmente una volta finito di lavorare su di un titolo tendo a metterlo da parte, come a preservarne il ricordo e perché sarei poi molto critico (ride). Devo però dire che la run di Jeff Lemire su Moon Knight mi è piaciuta parecchio e abbia mostrato un lato del personaggio molto interessante.

Invece tra il 1986 e il 1987 ha iniziato una lunga e prolifica collaborazione con Frank Miller, regalandoci pietre miliari come Daredevil: Amore e Guerra e Elektra:Assassin. Puoi raccontarci come tu e Frank siete finiti a lavorare assieme?

Entrambi ammiravamo il lavoro dell’altro e, dopo che ci presentarono, diventammo in breve molto amici. Nel corso di varie conversazioni scoprimmo di avere idee e gusti molto simili e discutemmo di realizzare qualcosa insieme, sperimentando e spingendoci al limite del genere per quanto consentito. E l’occasione si presentò con Amore e Guerra e non potei essere più felice. 

Personalmente ritengo Elektra: Assassin il tuo lavoro migliore, con alcune delle tavole più dense di contenuti di sempre. Oltre a Frank, tu sei l’artista cha ha maggiormente contributo a plasmare il personaggio quindi, secondo te, cosa hai aggiunto all’idea e all’iconografia del personaggio?

Domanda interessante, non credo mi sia mai stata fatta. Credo di avere aggiunto una femminilità verosimile ad Elektra. In quel periodo i personaggi femminili dei fumetti erano rappresentati sempre con la vita stretta e seni prosperosi, estremizzando gli attributi femminili quasi come se fosse un cartone animato. Per Elektra invece ho voluto darle delle proporzioni più realistiche senza però rinunciare al fascino femminile. In più ho aggiunto un po’ di mistero attorno alla sua figura, un po’ come se fosse un’ombra più che una persona di carne ed ossa. 

Io ho adorato il tuo modo di ritrarre il viso di Elektra, coprendole gli occhi con la frangia come a volerne sottolineare l’aura misteriosa.

Esatto. Era proprio nel mio intento trasmettere questo alone misterioso coprendo gli occhi con la frangia. Mi fa molto piacere sentire che i lettori riescano a cogliere questo aspetto ancora oggi a più di trent’anni dall’uscita.

Ancora un paio di domande prima di chiudere: l’ultimo fumetto da te disegnato è stato Dardevil: End of Days datato 2012-2013 mentre negli ultimi anni sei stato molto prolifico come inchiostratore e copertinista. Potresti dirci perché sono passati così tanti anni dal tuo ultimo lavoro come interior artist? È magari dovuto al fatto che preferisci lavorare senza opprimenti dedline oppure perché il giusto progetto deve ancora presentarsi? 

Un po’ e un po’. Adoro disegnare ma negli ultimi anni sono stato coinvolto anche in altri media, come film e serie tv, quindi ho spostato un po’ il focus verso quelle direzioni. Queste opportunità lavorative hanno notevolmente ridotto il mio tempo e sarebbe impossibile lavorare con costanza ad un fumetto, rispettando le deadline. Per questo motivo recentemente realizzo principalmente cover e commissions perché so di poterle portare a termine. Attualmente però sto lavorando ad una serie scritta da Kelly Sue Deconnick intitolata Parisian White, di cui sono molto orgoglioso e spero di finirla al più presto. 

Mi hai anticipato perché volevo chiederti degli aggiornamenti sulla serie perché venne annunciata 4-5 anni fa ma da allora non si era saputo più niente. 

Ti confermo che la serie è in lavorazione e sicuramente vedrà la luce. Purtroppo sto impiegando più tempo del previsto nel disegnarla perché voglio raccontare la storia in una certa maniera e ho appunto bisogno di tempo. Al momento ho realizzato circa una trentina di pagine di cui sono davvero orgoglioso. 

E noi non vediamo l’ora di vederle! Ultima domanda: oltre a Persian White hai qualche altro progetto in cantiere per il futuro?

Per quanto riguarda i fumetti, ho un piccolo progetto per Marvel di cui purtroppo non posso dirti nulla attualmente. Dal lato cinematografico sono stato contattato per dare un contributo ad un progetto Marvel in lavorazione ma anche in questo caso non posso dirti di più. 

Non ci resterà che attendere allora! Bill, ti ringrazio molto per la tua disponibilità ed il tempo concessoci. Ti auguriamo il meglio per Parisian White e per questi tuoi nuovi progetti e speriamo di rivederti presto in Italia. 

Grazie milel a voi! È stato un piacere. Alla prossima.

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Per gli amici Tollo, ha un debole per gli eroi in tutina Marvel e DC dal luglio del'92. Crescendo scopre Frank Miller e Grant Morrison che gli cambiano il modo di intendere il fumetto e da allora professa instancabilmente la loro parola. Districandosi tra una recensione e un'intervista, sperperà metà del suo stipendio per seguire ogni singola serie di Rick Remender.
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