Lo scorso 18 Maggio alla fumetteria Star Shop di Perugia abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Lorenza Di Sepio e Marco Barretta, autori di Daisy, nuovo fumetto edito da Tunuè nella collana Tipitondi. Con i due autori abbiamo avuto modo di palare delle ispirazioni che hanno portato alla nascita di Daisy, dei loro riferimenti artistici, del futuro di Simple&Madame e molto altro ancora.
Partiamo intanto con delle domande sul fumetto. Com’è nato Daisy, e cosa ti ha ispirato a creare questa graphic novel?
Lorenza: Daisy nasce prima di tutto come una mia esigenza di fare qualcosa di totalmente diverso da Simple&Madama, che ormai ha preso la sua strada, e visto che sono anni che ci lavoriamo, volevamo dimostrare di saper fare anche altre cose. Su Instagram mi sono divertita a fare challenge disegnando in stili diversi, quindi era già da un po’ che volevo sperimentare un genere ed uno stile nuovo, ma non trovavo mai la storia giusta. Lì è subentrato Marco [Barretta], che ha sceneggiato qualcosa che mi ha convinta.
E l’ispirazione principale della storia di Daisy?
Marco: Sono tante le ispirazioni. In fondo siamo due nerd che vengono da diversi telefilm e fumetti, e volevamo raccontare una storia fantasy, ma che non fosse fantasy. Non ci sono elfi, quindi più che altro una storia fantastica. Siamo partiti da tanti elementi diversi, ad esempio L’Uomo di Paglia non è ispirato al Mago di Oz, ma alla serie TV Marco Polo, in cui c’è un Monaco Shaolin, Cento Occhi. E’ un po’ un calderone di cultura pop, nella storia ci sono gli stessi Simple&Madama.
Daisy è inserita nella collana Tipitondi dedicata ai ragazzi, ma leggendo l’opera si vede come alcune tematiche di fondo sono più adatte per gli adulti. Voi a chi consigliereste la graphic novel?
Lorenza: Abbiamo voluto strizzare l’occhio al target adulto, che è un po’ il target che ci portiamo dietro da Simple&Madama, ma abbiamo impostato più strati di lettura per poter estendere i nostri lavori ad un pubblico più giovane, che è quello che legge di più. Direi che è per tutti.
Senza fare spoiler, il finale è abbastanza inaspettato e d’impatto per una storia fantasy, noi l’abbiamo trovato perfetto. C’è qualche spiraglio per il seguito?
Marco: è pensato per essere un volume unico, però c’è l’idea di fare un sequel.
Lorenza: Il concetto era quello di scrivere un volume autoconclusivo, ma alle fiere, in cui abbiamo avuto un contatto diretto con i lettori, tutti ci hanno chiesto se fosse in programma un seguito. Siamo un po’ in “conflitto”, perché Marco sta caldeggiando la possibilità di un sequel, mentre io vorrei che restasse così com’è.
Marco: Non è solo per com’è strutturato il finale che vorrei fare il “due”, ma anche perché ci siamo accorti che abbiamo creato un mondo che non abbiamo ancora approfondito a dovere perché il numero delle pagine era quello, c’erano molti personaggi che avremmo voluto approfondire, come Berry o la Regina, che hanno avuto poco spazio. Anche la Regina tra l’altro è ispirata ai personaggi delle serie tv, un po’ a Kilgrave di Jessica Jones, ma non siamo riusciti a raccontarla a fondo.
Quali sono i punti di riferimento artistici?
Lorenza: è una domanda a cui non so rispondere. Parto dal fatto che ho letto pochissimi fumetti, sto rimediando ma in passato ne ho letti molto pochi. Io mi sono uccisa di cartoni animati, anime giapponesi, film Disney, ho lavorato 10 anni nell’animazione, quindi sia su Daisy che su Simple&Madama è molto presente l’impronta cartoon rispetto al fumetto classico. Ho visto Ken Il Guerriero, i Cavalieri Dello Zodiaco, Devilman, che in effetti non c’entrano niente con i nostri volumi, ma abbiamo poi scoperto che il fil rouge di tutto era il sentimento. Anche Ken il Guerriero, che faceva esplodere la gente, era mosso da amore.
Marco: Ne parlavamo al Salone del Libro con altri autori, abbiamo capito che anche i cartoni giapponesi sono sempre su più strati, anche Ken. Non c’è la trama lineare e basta, c’è sempre un insegnamento.
Lorenza: Anche in Daisy abbiamo voluto dare una morale, dei messaggi ben definiti, sugli errori, sulle scelte, un po’ come fanno i cartoni giapponesi.
Parliamo un po’ del futuro. Abbiamo già detto che Daisy potrebbe avere un seguito, e abbiamo visto che su Instagram hai sperimentato molto diversi stili pur rimanendo di stampo cartoon. Hai altri progetti in stile Daisy per il futuro?
Lorenza: al contrario di Marco io non sono multitasking, preferisco fare una cosa e fatta bene. Adesso è uscito Daisy, ora già stiamo lavorando sul nuovo numero di Simple&Madama che uscirà a Lucca, poi probabilmente ci sarà Daisy 2, quindi al momento nei miei orizzonti non c’è nient’altro. Su Instagram ho diviso il mio feed, in cui sperimento e mi sbizzarrisco, e l’account di Simple&Madama, in cui pubblico le vignette, più il terzo account di Daisy, che ci può aiutare a sviluppare questo mondo.
Simple&Madama continuerà sempre come autoproduzione com’è stato per Procrastination oppure con Tunuè?
Lorenza: sempre in autoproduzione, ci piace mettere il 100% di noi. Lavorare con una casa editrice ti aiuta per certi aspetti, ma annacqua il progetto. Con Procrastination abbiamo visto un boom rispetto ai precedenti libri, perché secondo me la gente si rende conto che quel prodotto è puro.
Marco: Siamo riusciti a distribuirlo grazie a Pan Distribuzione, quindi questo ci ha aiutato.
Cosa significa per voi essere dei fumettisti?
Marco: Per me è una cosa nuova. Ho sempre letto fumetti, ma leggevo solo Marvel e DC quindi non sapevo esistessero fumettisti italiani [Ride, NdR], poi da due anni, da quando sono entrato nel mondo dei fumetti ho visto che c’è tanto e bello. Per me è fichissimo.
Lorenza: per me è un sogno che si realizza, da quando avevo 5 anni ho sempre desiderato disegnare per vivere. Alla faccia di chi non mi ha fatto fare l’artistico!
Insieme agli amici di Serial Gamer Italia abbiamo realizzato anche una versione video dell’intervista che potete visionare qui di seguito:


















