Con Jurassic World: Il Dominio si conclude –in parte– l’Era Giurassica iniziata nel 1990 con il romanzo Jurassic Park di Michael Crichton divenuto nel 1993 uno dei film più apprezzati di Steven Spielberg al quale sono seguiti: Il Mondo Perduto nel 1997 sempre di Spielberg, basato sull’omonimo secondo romanzo, e Jurassic Park 3 del 2001 diretto da Joe Johnston. Trilogia originale che ha deciso, a partire dal 2015, di dare origine ad una nuova saga giurassica incentrata sulle vicende del famoso parco Jurassic World con le vicende narrate in Jurassic World (2015), Jurassic World: Il Regno Distrutto (2018) e Jurassic World: Il Dominio (2022) diretto da Colin Trevorrow. Insieme ai sei film è opportuno ricordare la presenza di una deliziosa serie animata originale Netflix: Jurassic World: Camp Cretaceous ancora in corso di realizzazione con quattro stagioni all’attivo. Con Jurassic World: Il Dominio la seconda trilogia arriva ad una sua conclusione in un modo però del tutto inaspettato. Abbiamo visto il film in anteprima e questo è il nostro parere no spoiler.

Le vicende narrate in Jurassic World: Il Dominio si svolgono quattro anni dopo la distruzione di Isla Nublar, i dinosauri vivono e cacciano insieme agli umani in tutto il mondo. Questo equilibrio fragile rimodellerà il futuro e determinerà, una volta per tutte, se gli esseri umani rimarranno i predatori dominanti su un pianeta che ora condividono con le creature più temibili della storia.

Che la saga di Jurassic World non abbia mai brillato è cosa ormai nota, ma nonostante gli acciacchi delle pellicole precedenti i film risultavano in fin dei conti godibili e particolarmente d’intrattenimento seppur lontani dal concetto di “Jurassic Park”. Con il finale del secondo film le carte in tavola erano particolarmente interessanti visto il “ritorno” dei dinosauri nel mondo civilizzato, che aveva subito strizzato l’occhio al finale di Il Mondo Perduto in cui un t-rex seminava il panico in città, sequenza tra le più apprezzate dell’intera saga cinematografica. Il Dominio, partendo da queste premesse, ci introduce in un mondo in cui esseri umani, animali e dinosauri hanno imparato a convivere in una sorta di ecosistema forzato con non poche difficoltà. Se alla base il concetto è interessante e ricco di spunti creativi, la realizzazione e l’inventiva dedicata al progetto non soddisfano minimamente le aspettative neanche grazie al ritorno del cast originale.

Laura Dern, Sam Neil e Jeff Goldblum tornano per la prima volta dal 1993 a rincorrere i – e farsi rincorrere dai – dinosauri perdendo però non pochi colpi. In un periodo in cui l’effetto nostalgia è abusato, Il Dominio, pur potendo puntare in parte su questo aspetto, decide quasi completamente di tralasciarlo, lasciando i personaggi iconici della saga in balia dell’azione senza una vera e propria spina dorsale o una caratterizzazione precisa. Colpa di ciò è senza alcun dubbio una sceneggiatura rivolta molto di più all’intrattenimento che alla storia. Il Dominio è in tutto e per tutto il sequel di Il Regno Distrutto, viene ripresa e approfondita la storia della giovane Lockwood, la nipote del co-fondatore di Jurassic Park, ma viene affrontato tutto in un modo completamente distante da quanto i film della saga originale e della saga sequel ci avevano abituato.

Guardando Jurassic World: Il Dominio sembrerà di trovarsi di fronte ad una pellicola action, in stile Mission: Impossibile The Bourne Identity con l’aggiunta di qualche dinosauro sullo sfondo. Le vicende “umane” hanno il sopravvento, mettendo in secondo piano quello che veramente interessa di questa saga. A peggiorare ulteriormente le cose, subentrano quelle creature così fuori fuoco vista la piega del film da sembrare completamente inutili allo svolgimento della trama. Creature che, a causa dei continui mutamenti genetici attuati dagli umani, hanno notevolmente modificato la loro forma originaria, tanto da sembrare dei veri e propri “Animali Fantastici”. La stessa realizzazione di queste ultime lascia in alcuni momenti decisamente contrariati se si pensa alla perfezione che i dinosauri avevano nelle precedenti pellicole, specialmente nei primi due film della saga originale. Restano tuttavia alcune buone scene action che vedono protagonisti gli amorevoli Velociraptor inseguire il sempre più statico Chris Pratt su una moto in quella che dovrebbe essere l’isola di Malta che finisce per ricordare una città del Marocco.

Il ritmo serrato, una buona dose di action e alcune sequenze ben realizzate non bastano a risollevare le sorti di una pellicola la quale direzione non è ben chiara. Più volte durante il corso del film ci si chiede se effettivamente quello che si sta guardando avrà una valenza più o meno significativa sul risvolto della storia, problema che un capitolo finale non dovrebbe avere. Gli stessi personaggi, completamente in balia degli eventi, risultano poco empatici e privi di qualsiasi interesse sia nel mettere in scena la loro storia, sia nel trasmettere le loro emozioni, sensazione che a sua volta si rispecchia sullo spettatore che ne esce appesantito e frastornato.

Jurassic World: Il Dominio è una strampalata e frettolosa conclusione ad una trilogia che per quanto non avesse mai brillato negli anni era riuscita comunque nell’intento di intrattenere e di far sognare gli spettatori con la presenza degli iconici dinosauri. L’ultimo capitolo della saga decide di intraprendere una strada inaspettata distaccandosi completamente dalla altre pellicole, mettendo in scena una storia decisamente fuori fuoco per il tipo di franchise proposto. Gli stessi personaggi, vecchi e nuovi, sembrano sparire di fronte ad una storia che preferisce eccedere sul punto di vista visivo piuttosto che su quello della storia. Delle buone scene action, un montaggio serrato e pochi momenti nostalgia (che, se bene utilizzati, avrebbero potuto fare la differenza) non bastano per rendere questo capitolo finale un film memorabile.


Jurassic World: Il Dominio arriva solo al cinema a partire da giovedì 2 giugno. Ecco il trailer italiano del film distribuito da Universal Pictures Italia:

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