Negli ultimi anni l’horror ha trovato una fonte pressoché inesauribile di materiale nelle relazioni sentimentali, trasformando il romanticismo in un terreno tanto instabile, insicuro e nebuloso. Keeper è una storia intima, contenuta e ambigua che usa il disagio emotivo come porta d’accesso all’horror. Il film è diretto da Oz Perkins (Longlegs, The Monkey) e vede protagonista Tatiana Maslany insieme a Rossif Sutherland. Il film arriva una sala a partire dal 12 marzo con Be Water Film. Abbiamo visto il film in anteprima e di seguito vi riportiamo il nostro parere.

Una coppia decide di trascorrere un weekend romantico per festeggiare l’anniversario in una baita nel bosco. Ma quando Malcolm (Rossif Sutherland) è costretto a tornare improvvisamente in città, Liz (Tatiana Maslany) si ritrova sola e isolata nel mezzo della foresta. Nella solitudine del luogo, Liz dovrà confrontarsi con una serie di oscuri segreti che progressivamente verranno a galla.

Osgood Perkins, figlio del famoso Anthony Perkins (Psyco), è diventato un piccolo maestro dell’horror grazie a Longlegs, grande successo cinematografico indipendente nel 2024 (quasi 100 milioni di dollari di incassi mondiali al botteghino con un budget di soli 10 milioni di dollari). Dopo questo successo, il regista non è rimasto con le mani in mano e ha lavorato a ritmo serrato. Così, nel 2025, ha diretto The Monkey, uscito a febbraio, e pochi mesi dopo Keeper. Perkins si affida ancora una volta alla suggestione e a un’atmosfera che si dipana a singhiozzo, a volte in modo ipnotico, altre volte con una pazienza che rasenta la frustrazione. I suoi film ignorano le convenzioni di genere, sovvertendole fin dall’inizio, perché sa che l’atmosfera è il vero motore della paura, o perlomeno è quello che interessa a lui.

La sceneggiatura di Nick Lepard si muove su un sottile confine tra l’onirico e il plausibile. Abbiamo rumori indistinti, ombre fuori campo e visioni che la protagonista sperimenta – a volte come premonizioni, a volte come ansie sconnesse – che generano un senso di disorientamento che non sempre si traduce in chiarezza narrativa. A questo punto, il film si allontana dai tradizionali cliché dell’horror, optando per un’esperienza più sensoriale, sebbene questo approccio possa anche rivelarsi un limite.

Il film funziona, anche se lascia la sensazione che avrebbe potuto spingersi un po’ oltre. È un film solido e ben realizzato, come anche i suoi precedenti film, l’atmosfera che riesce a creare è talmente coinvolgente da tirare dentro completamente lo spettatore all’interno del racconto, avvolgendolo in spire di ansia, dubbio e confusione. Il regista introduce il disagio attraverso mezzi tecnici, con inquadrature incomplete, ombre e spazi vuoti, generando un costante senso di disorientamento, come se il film non trovasse mai un equilibrio. Questa strategia si intensifica quando Liz rimane sola nella baita e inizia a notare rumori, presenze e sensazioni difficili da spiegare, spingendo la storia in un regno onirico che non si definisce mai completamente. Uno dei maggiori punti di forza di Keeper è la sua attrice protagonista, Tatiana Maslany, che interpreta Liz con sobrietà e naturalezza, evitando l’archetipo dell’eroina isterica o passiva. La sua interpretazione aggiunge sfumature anche ai momenti più ambigui della sceneggiatura, rendendo il personaggio più completo, pur non soffermandosi troppo sul suo passato.

La casa, gli spazi poco definiti e la mancanza di una geografia chiara rafforzano la sensazione di costrizione e paranoia, e il design delle creature, quando compaiono, è ingegnoso e coerente con il tono del film. Perkins dimostra ancora una volta di essere un autore con una voce riconoscibile nell’horror contemporaneo, anche se il suo approccio qui appare più sobrio che brillante. La fotografia di Jeremy Cox costruisce spazi accoglienti e minacciosi al tempo stesso, e quando la macchina da presa indugia sui dettagli – mani, oggetti, texture – questi primi piani contribuiscono a far sembrare la casa più grande e enigmatica di quanto non sia in realtà. Keeper è un film interessante, ben costruito e d’atmosfera che lascia un’impressione solida e, sebbene possa non completamente conquistare, è sicuramente un film che non può lasciare indifferenti.

Anche se un po’ prevedibile, Keeper è un solido e accattivante esempio di horror atmosferico. La messa in scena di Perkins è come sempre meticolosa e raffinata, ottime atmosfere e fotografia, al servizio di una storia alla base apparentemente semplice ma che nasconde chiavi di lettura differenti.


 Keeper – L’Elettta il nuovo film di Oz Perkins al cinema dal 12 marzo distribuito da Be Water Film, qui il trailer ufficiale italiano del film:

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