Finalmente ci siamo, manca pochissimo all’uscita della Terza Stagione de La Fantastica Signora Maisel su Amazon Prime Video!

Se vi state chiedendo come mai tutta questa eccitazione per quest’avvenimento, è perché La Fantastica Signora Maisel è una delle serie che aspetto con più hype, insieme a pochissime altre, e mi sembra l’occasione giusta per parlare delle prime due stagioni, anche perché ha vinto 16 Emmy Awards e 3 Golden Globe, fin’ora, mica la gara di birra e salsicce.

Cominciamo dalle basi: La Fantastica Signora Maisel (The Marvelous Mrs. Maisel) è una Serie Originale Amazon Prime Video creata da quel geniaccio sottovalutato di Amy Sherman-Palladino, aiutata dal marito Daniel Palladino, uno degli autori de I Griffin.

Per quei due o tre là in fondo che non lo sapessero, Amy Sherman-Palladino aveva creato una delle serie di maggior successo degli anni 2000: Una Mamma Per Amica (Gilmore Girls). Non so se l’avete presente, è quella serie dove Lorelai e Rory (diminutivo di… ehm… Lorelai, giuro) sono una madre e una figlia, più amiche che parenti, che snocciolano a macchinetta dialoghi sarcastici e citazionisti, con una media di 350 mila parole al minuto. Vivono a Star Hollow, un ameno paesino, tipicamente americano, del Connecticut, abitato da una serie di personaggi sopra le righe che parlano a macchinetta, snocciolando dialoghi sarcastici e citazionisti, con una media di 350 mila parole al minuto pure loro. Insomma, l’incubo di qualsiasi automobilista forestiero che, persosi a Star Hollow, tiri giù il finestrino per chiedere informazioni a un passante.

La Fantastica Signora Maisel - Recensione
Sono la fantastica Signora Maisel, basta parlare di Una Mamma Per Amica, ora!

La premessa era dovuta perché La Fantastica Signora Maisel ha tutti i marchi di fabbrica della produzione di Amy Sherman-Palladino: dialoghi veloci e frizzanti, snocciolati da personaggi sopra le righe e sempre sul pezzo, contestualizzati in una realtà filtrata da colori pastello, ma per niente addolcita. Anzi il filtro serve a far trasparire meglio tutta la riflessione sociale che si agita sotto la superficie patinata della serie.

L’azione si sposta dalla dolce provincia americana del Connecticut a New York, negli anni ’50, Miriam “Midge” Maisel è una casalinga ebrea, madre di due figli, felicemente sposata con Joel, un impiegato con la velleità di diventare uno Stand-Up Comedian, ma senza alcun talento. Una sera, dopo l’ennesima esibizione andata male, Joel decide di lasciare Midge per la segretaria con cui ha una storia e distrugge quella facciata patinata di famigliola felice, amica del Rabbino, mettendo in luce tutta l’ipocrisia di un’epoca in cui contano più le apparenze che la sostanza.

Le rispettive famiglie si mettono in moto per rimettere insieme la coppia, ignorando e snobbando volontariamente i motivi per cui si sia divisa, perché poi chissà cosa penseranno i vicini, il Rabbino, gli amici e tutti quelli che li conoscono.

Midge, con la vita letteralmente in frantumi, stanca delle interferenze, ubriaca, in camicia da notte, finisce in uno dei club dove si esibiva malamente l’ex-marito, sale sul palco, prende il microfono e comincia a parlare di tutto quello che le è successo, il pubblico si sganascia, fa vedere le tette e viene arrestata perché non ha la licenza per esibirsi, né per far vedere le tette. In prigione conosce niente meno che Lenny Bruce, primo vero Stand-Up Comedian americano e unico personaggio realmente esistito della serie.

La Fantastica Signora Maisel - Recensione
Senti cosa ti dice il vecchio Lenny, la Stand-Up è uno schifo, ma porca miseria, è tutto!

Fine prima puntata della prima stagione. Esatto, gli episodi de La Fantastica Signora Maisel sono pregni di avvenimenti e sono pochi, il che è sia un bene che un male, la prima stagione ne ha solo 8, la seconda 10. Il bene è che non ci sono puntate riempitive inserite solo per allungare il brodo e arrivare al numero voluto dalla produzione, il male è che, per serie di questa qualità, se ne vorrebbero di più, uno tira l’altro, come le ciliege.

La prima stagione de La Fantastica Signora Maisel è incentrata sull’entrata nel mondo della Stand-Up da parte di Midge, interpretata dalla fantastica signorina Rachel Brosnahan (strepitosa nel ruolo e portatrice di tette davvero fantastiche), mentre la seconda punta più i riflettori sulle dinamiche familiari, stravolte dalla rottura del matrimonio e approfondisce i personaggi di secondo piano, interpretati da attoroni perfettamente in parte.

Si comincia con l’immenso Tony Shalhoub, esilarante nel ruolo dell’ossessivo compulsivo padre di Midge, passando per Alex Borstein, la grezza amica e agente di Midge, Marin Hinkle, la madre di Midge, il mitico Kevin Pollak, l’invadente padre di Joel e arrivando fino a Luke Kirby, nel non facile parte di Lenny Bruce, e Jane Lynch, nella cabarettista rivale Sophie Lennon.

La Fantastica Signora Maisel - Recensione
Sentiamo che dice, ‘sto qui sulle nostre qualità…

La qualità principale di La Fantastica Signora Maisel è quella di saper fondere comedy e drama con una alchimia perfetta, senza scadere nel grottesco da una parte, né nel patetico dall’altra, rimanendo in perfetto equilibrio su quel sottile filo dell’appagamento dello spettatore che rimane rapito, ride, si dispiace, tifa per Midge, esulta per le sue vittorie e si incazza per le sue sconfitte.

La seconda qualità è che La Fantastica Signora Maisel usa la Stand-Up Comedy, gli anni ’50 e il genere comedy per parlare del ruolo e della posizione sociale delle donne che, chi l’avrebbe mai detto, non è cambiato di una virgola negli ultimi 70 anni. Certo, le battaglie ci sono state, i reggiseni in piazza sono stati bruciati, la forma sembra diversa, ma la sostanza è esattamente la stessa. Anche nel mondo dello spettacolo le cose non vanno tanto meglio, nella serie si parla di Stand-Up Comedy, ma non è difficile immaginare il discorso allargato ad altri campi. Posso dire, senza timore di smentita, visto che faccio anche io Stand-Up Comedy qui in Italia, che nell’ambiente si sente ancora dire che le donne non fanno ridere, che effettivamente nelle serate il numero di donne è inferiore a quello dei maschietti, che le donne spesso vengono inserite per “avere la quota rosa” e spesso viene scelta quella che rompe meno le palle.
Se state pensando che tutto questo c’entri poco con La Fantastica Signora Maisel, vorrei che vedeste il secondo episodio della seconda stagione: A metà strada per il centro (Mid-way to Mid-town), in cui Midge si trova ghettizzata da un gruppo di comici maschi ed esce con un monologo anti-maschile incredibilmente bello, incredibilmente attuale, incredibilmente vero che le vale la squalifica dal locale. Le cose non sono cambiate per niente.

La Fantastica Signora Maisel - Recensione
Ah, davanti agli uomini alzo le mani. In faccia!

La terza qualità de La Fantastica Signora Maisel è il comparto tecnico, davvero incredibile nel ricreare la New York anni ’50, i club di periferia in cui si svolgono le serate e gli effetti speciali davvero raffinati e sempre funzionali alla storia e soprattutto alla regia che, con qualche guizzo davvero ben studiato, realizzato e messo in scena, riesce a riassumere cose che in genere nelle serie Tv vengono rimandate a didascalie in sovra impressione o a dialoghi esplicativi, come le emozioni o lo scorrere del tempo.

La Fantastica Signora Maisel è, in sintesi, un gioiello finemente cesellato da Amy Sherman-Palladino che ha più strati di lettura. Si può guardare semplicemente per ridere; si può guardare se si ama la Stand-Up Comedy (un applauso per la scrittura del monologhi che, manco a dirlo, andrebbero ascoltati in lingua originale, anche per apprezzare il grande lavoro di Rachel Brosnahan) e si può guardare per riflettere sulla nostra società e su come il ruolo della donna si sia incancrenito e non si sia spostato di un millimetro negli ultimi 70 anni.

La Fantastica Signora Maisel - Recensione
La sapete quella che solo gli uomini fanno Stand-Up? No? Bene, perché non esiste.

Credo che ormai l’abbiate capito, La Fantastica Signora Maisel è da vedere senza se e senza ma. E credo che abbiate capito come mai aspetta con ansia l’uscita della terza stagione. Anzi, sapete che vi dico? Voi fate quello che volete, io prendo in prestito il motto di Midge: Tette in fuori! (Tits up!) e vado a rivedermi le prime due stagioni.

La terza stagione de La Fantastica Signora Maisel sarà disponibile su Amazon Prime Video dal 6 dicembre. Questo è il trailer ufficiale della terza stagione.

RASSEGNA PANORAMICA
La Fantastica Signora Maisel
9
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la-fantastica-signora-maisel-recensioneLa Fantastica Signora Maisel è la serie Comedy di punta di Amazon Prime Video, vincitrice di 16 Ammy Awards e 3 Golden Globe. La serie è una perfetta alchimia di commedia e dramma, con degli interpreti strepitosi. Ambientata nel mondo della Stand-Up Comedy degli anni '50 riesce a scavare sotto la superficie patinata per parlare del ruolo della donna nella società e nello spettacolo, divertendo e facendo pensare. Una serie da vedere assolutamente per non fare un torto a noi stessi.

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