Fondazione
Disponibile su Apple TV+
Dopo uno sviluppo durato anni, su Apple TV+ abbiamo finalmente potuto vedere l’adattamento di David S. Goyer di Fondazione, epica saga letteraria di Isaac Asimov. La serie tv realizzata dal già citato David Goyer, David Ellison e Dana Goldberg si basa teoricamente sul primo romanzo, Fondazione del 1951, però con alcune modifiche sostanziali o marginali, a seconda di chi guarda, che di fatto modificano la storia originale, ma la omaggiano in vari punti. La trama ruota attorno ad un Impero galattico, che ormai governa da migliaia di anni sull’intero universo conosciuto e che si assicura di governare in varie forme. L’obiettivo è mantenere l’ordine e la pace nell’universo. Negli ultimi 400 anni l’Impero è sempre stato governato da Cleon che, dopo la scoperta della tecnologia per la clonazione, si è assicurato di rimanere in capo al suo impero con cloni di sé stesso. Ce ne sono ben tre: Fratello Alba (Cooper Carter), Fratello Giorno (Lee Pace) e Fratello Tramonto (Terrence Mann). Nel frattempo, lo studioso di psicostoriografia Hari Seldon (Jared Harris), attraverso dei calcoli matematici, sembra essere riuscito a prevedere l’imminente rovina dell’Impero ed i successivi 30.000 anni di caos che seguiranno. L’uomo allo stesso tempo, però, è riuscito a definire una strategia per salvare il salvabile e che prevede genererà solo 1000 anni di caos. Seldon ed il suo team, composto da Gaal Dornick (Lou Llobell), e Raych Foss (Alfred Enoch) si imbarcano quindi in una missione quasi impossibile: creare un’enciclopedia galattica per preservare le conoscenze acquisite fino a quel punto e far rinascere un impero da una fondazione dopo 1000 anni di caos e guerre. Non era un compito facile adattare la storia di Asimov sul piccolo schermo, anche con un budget importante si rischiava di fare davvero dei danni, ma il tempo che si sono presi gli sceneggiatori pare essere bastato perché l’opera finale è un piccolo gioeillino. Goyer e gli sceneggiatori hanno preso alla lettera la regola “show don’t tell”: vi sono numerosi momenti, sin dalla prima puntata, che costringono lo spettatore a prestare attenzione a tutto, dialoghi, inquadrature e tutto il resto dell’impianto. Di fatto, questa prima stagione è un vero e proprio mistery thriller politico ambientato in un mondo fantascientifico e questo è tremendamente interessante oltre che molto più originale di qualsiasi altra scelta più semplice (e ce ne sarebbero state) che gli autori avrebbero potuto fare in materia di adattamento. Un altro importante punto di questa serie sono i casting, a partire da Lee Pace che interpreta l’Imperatore medio (Fratello Giorno). Anche Terrence Mann, interprete di Fratello Tramonto regala un’ottima performance, dimostrandosi in parte più fallace della sua controparte giovane. Danno un’ottima prova anche i due giovani attori che interpretano Fratello Alba, Cooper Carter e Cassian Bilton. Jared Harris (Chernobyl, The Crown) dimostra nuovamente di sapere il fatto suo, interpretando uno scienziato un po’ eretico ma anche tremendamente intelligente. Ottimo anche il comparto visivo della serie, gli effetti speciali, quindi gli ambienti completamente si digitali come le viste dallo spazio e dal cielo di Trantor, le epiche scene d’azione nello spazio e le monolitiche strutture che vediamo in quasi ogni puntata rapiscono lo sguardo e fanno volare l’immaginazione, se cercavate un kolossal televisivo da vedere questo fa per voi.
Lupin
Disponibile su Netflix
Dopo un’attesa costellata da critiche, diciamolo sterili, ha debuttato la prima stagione di Lupin con Omar Sy, serie tv che si ispira alle gesta del Ladro Gentiluomo creato da Maurice Leblanc. La serie Netflix racconta la storia di Assane Diop, giovane parigino la cui adolescenza è stata sconvolta dalla morte del padre Babakar, suicidatosi in prigione dopo essere stato accusato ingiustamente dal ricco filantropo parigino Hubert Pellegrini di aver rubato il collier di Maria Antonietta, uno dei pezzi più preziosi della collezione della famiglia. 25 anni dopo, Assane, seguendo le orme del ladro gentiluomo nato dalla penna di Maurice Leblanc i cui libri gli sono stati lasciati in dono dal padre, decide di mettere a segno il colpo del secolo, rubare il collier di Maria Antonietta custodito nel Louvre di Parigi. Questo furto è però solo il primo tassello di un piano ben più ampio, volto a vendicare la memoria del padre. Analogamente a quanto fatto con la figura di Sherlock Holmes da Steven Moffat e Mark Gatiss con l’acclamata serie Sherlock, George Kay (Killing Eve, Criminal) e François Uzan (Altro che Caffè) portano la figura di Arsenio Lupin nel presente, con una piccola ma sostanziale differenza: ne hanno creato uno completamente nuovo. Assane non è Lupin nato nel ventunesimo secolo, ma semplicemente un uomo ispirato dalle gesta raccontate da Leblanc e che è in tutto e per tutto il ladro gentiluomo. Uno dei grandi punti di forza della serie è senza dubbio Omar Sy, che qui porta in scena un personaggio geniale e divertente, che racchiude in se un grande dolore. Nelle due parti che compongono la prima stagione si stabilisce una sorta di universo intorno a questo Lupin, che mima quindi il lavoro fatto da Monkey Punch con il suo manga: come Lupin III ha Zenigata, Assane ha Youssef Guedira, e così via. Dunque, nonostante tutte le critiche e le polemiche che hanno accompagnato il lancio, Lupin si è rivelata una scommessa vincente. I due showrunner portano in scena una storia leggera ma per nulla scontata, ricca di azione, colpi di scena e trovate brillanti; Il tutto creando un nuovo Lupin, vivo e moderno, che omaggia e non tradisce la memoria del leggendario ladro gentiluomo creato nel 1905 da Maurice Leblanc.
Maid
Disponibile su Netflix
Tratta dal memoire autobiografico di Stephanie Land “Donna delle Pulizie“, MAID è una serie tv originale Netflix arrivata in sordina ma accolta a pieni voti da pubblico e critica. La storia ruota attorno ad Alex (Margaret Qualley), giovanissima mamma single della piccola Maddy. Alex non ha la possibilità di vivere una vita agiata o comunque tranquilla e per vivere si dedica alle pulizie di casa in casa. Con una famiglia problematica alle spalle e un ex ragazzo alcolizzato Sean (Nick Robinson) l’unica via d’uscita di Alex è quella di dedicare anima e corpo al lavoro nella speranza di regalare almeno a sua figlia una vita dignitosa. Racconto di formazione che inizia come un vero e proprio thriller familiare quello che ha reso MAID la serie tanto apprezzata quale è, sono sicuramente le interpretazioni dei sui attori e la sua scrittura brillante e mai stucchevole. Per la prima volta insieme in un progetto televisivo/cinematografico Margaret Qualley e la sua vera mamma Andie MacDowell. Storia impossibile da dimenticare, MAID è una delle migliori serie dell’anno ancora troppo sottovalutata.















