In Italia sono davvero poche le serie TV che sono riuscite a fare  tanto clamore quanto Gomorra che, insieme a Romanzo Criminale è forse l’unica che sia mai riuscita a smuovere un po’ le acque ed a portare anche la serialità italiana ad un livello più alto, facendo da apripista ad altri prodotti, spesso targati Sky, che sono riusciti a raggiungere vette qualitative decisamente insolite per le produzioni seriali nostrane. Dopo quattro stagioni e un successo mondiale incredibile non poteva quindi mancare un film che avesse lo scopo di fare da ponte tra quanto accaduto e ciò che accadrà poiché, come più volte ribadito, vedere L’immortale sarà molto importante per la visione della quinta stagione della serie, che verrà girata il prossimo anno ed uscirà nel corso del 2021.
Come emerso in conferenza stampa dai produttori, questa pellicola diretta da Marco D’Amore è fondamentale per poter seguire la prossima stagione di Gomorra, a differenza di altri film, come El Camino o Downtown Abbey, usciti ad anni di distanza dalla fine delle relative serie, e considerabili come seguiti diretti delle vicende viste in TV.

L’immortale parte proprio direttamente dal finale della terza stagione, in cui vediamo Genny Savastano (Salvatore Esposito) sparare a Ciro di Marzio (Marco D’Amore) e da lì in poi viene raccontato quello che accade al protagonista dopo la presunta morte.

Partiamo dal principio: uno spin-off sequel su quanto accaduto a Ciro era sicuramente la scelta più giusta da fare, visto che non sarebbe stato possibile fare un altro film se non questo. L’unica altra scelta possibile sarebbe stato un prequel legato a Don Pietro (Fortunato Cerlino) ma non avrebbe avuto minimamente lo stesso impatto e, soprattutto, lo stesso appeal sul pubblico, sicuramente molto più incuriosito dal fato di Ciro dopo la sua “morte”.

Ma quindi, sostanzialmente, Ciro è veramente morto? Tornerà in vita?

Ecco, la risposta è, come il trailer aveva già suggerito, si. Ciro è ancora vivo e continuerà il suo percorso, e la domanda fondamentale è: che senso ha questa scelta?
Gomorra, fin dalla prima stagione, si è contraddistinta anche per la crudeltà dei personaggi e per le migliaia di morti (più di 1500 secondo quanto dichiarato da Marco D’Amore durante la conferenza post-film). Ora, il fatto di aver fatto morire il protagonista della serie è una scelta molto forte, visto che la serie sta continuando ma, dato che chiunque si sia preso un proiettile nella serie è morto, qual è il senso di far “resuscitare” questo personaggio? Certo, visto il soprannome, che dà anche nome al film, si potrebbe anche chiudere un occhio, ma la scelta risulta comunque poco credibile.
Come si è visto dal trailer, e come si può evincere dal poster ufficiale, L’immortale non racconta solo la vita di Ciro dopo la “finta morte”, ma ci viene anche mostrato Ciro Di Marzio da bambino. Il film si apre infatti con una scena di forte impatto, un neonato che viene preso in braccio dalla madre durante un forte terremoto che li fa sprofondare.
Una scelta narrativa interessante della pellicola, per quanto non eccessivamente originale, è quella di mostrare situazioni analoghe da bambino e da adulto.
Purtroppo, le vicende del Ciro adulto non sono assolutamente interessanti e, diversamente da quanto annunciato, non sembrano avere particolare importanza per la prossima stagione di Gomorra perché, tra l’altro, è molto ovvio, sin dai primi minuti, dove la vicenda voglia andare a  parare e cosa accadrà ai personaggi; Al contrario, è meno scontato, seppur anche in questo caso non molto originale, il racconto di Ciro bambino ed il rapporto che ha con un personaggio, Bruno, il suo “boss” che fin da bambino lo ha accudito e lo ha immesso nel giro criminale: un personaggio che tornerà in contatto con il protagonista anche nella parte adulta della storia, ma senza avere lo stesso impatto della parte legata all’infanzia.

Risultati immagini per ciro di marzio gomorraCiro è un bel personaggio, tra i migliori della serie , proprio perché è un’anima silenziosa che parla molto poco ma agisce molto, è una tra le persone più spietate che esistano nella serie ma allo stesso tempo ha un animo buono e che ama le persone che gli stanno accanto: lecito quindi aspettarsi un film totalmente incentrato sul personaggio, che ne affrontasse il  passato. Purtroppo, tutto questo è solamente abbozzato, dato che solamente metà dello screentime della pellicola è dedicato al giovane Di Marzio, e ne vengono raccontati solo pochi attimi che, seppur ben realizzati, non riescono ad essere completamente inseriti nella narrazione.

Quello che invece non convince del tutto è la scelta di aver distribuito il film nelle sale anziché nei soliti canali televisivi, data la natura di “episodio extra large” della pellicola.

La domanda che si facevano più o meno tutti, infatti, era proprio se L’immortale avrebbe avuto la sostanza di un film oppure se avremmo assistito a due episodi della serie uniti per raggiungere la durata media che il cinema richiede, e diciamo che la seconda opzione è quella più plausibile, visto che la regia di Marco D’Amore, senz’ombra di dubbio ottima per essere quella di un’opera prima, non si discosta molto da quella della serie, facendo sì che la pellicola risulti un tentativo un po’ fiacco di portare la serie al cinema.  Una menzione speciale però va sicuramente al lato tecnico e recitativo: la fotografia, le musiche, il sound design e le scenografie sono ottimamente realizzate e tutti gli attori, su cui spiccano i due protagonisti Marco D’Amore e, alla sua prima prova recitativa, Giuseppe Aniello (Ciro bambino), sono davvero meritevoli di una menzione.

In conclusione, L’immortale è un’occasione parzialmente sprecata: se la produzione avesse optato per un prequel su Ciro, incentrato sulla sua infanzia, con qualche scena da adulto, prendendo, magari, spunto anche dal recente La paranza dei bambini (sempre tratto dai racconti di Roberto Saviano) tutto avrebbe avuto davvero una marcia in più e, in quel caso, avrebbe avuto maggior senso una distribuzione nelle sale.

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