L’annuncio è arrivato lo scorso dicembre, ed è una delle tante iniziative di casa Shockdom che punta a dare spazio ad autori italiani, questa volta alle prese con un progetto decisamente ambizioso: pubblicare una rivista che, sulle orme di quanto è consuetudine in Giappone, faccia da contenitore per diverse serie, scritte e disegnate da autori nostrani, in stile nipponico. Si tratta di Manga Vibe, nuova iniziativa della casa editrice, il cui primo numero è uscito negli scorsi giorni.

“Da sempre a Shockdom piacciono le sfide. E quando Alfredo Postiglione ed Elena Toma, quasi contemporaneamente mi parlarono di questa idea, pur cosciente dei rischi, ho deciso di crederci. Forse è arrivato il momento giusto per il nostro paese di avere una rivista antologica tutta dedicata al manga italiano. Abbiamo una generazione di autori incredibili che lavorano con l’estero, che vincono premi in Giappone, e lo stile nipponico ormai fa parte della nostra cultura. Dopo tutto, sono passati più di quarant’anni dall’arrivo dei primi anime in Italia e trenta dai primi manga. A supportarci nel progetto, l’Accademia Europea del Manga, che ci ha aiutato con suggerimenti e nell’impaginazione.”
Così Lucio Staiano presentava, a dicembre, questa nuova iniziativa di Shockdom che, con questo primo numero, presenta i primi capitoli di sei serie, che seguiremo a cadenza bimestrale: After Time di Luca Molinaro e Ninfadora, Arkadian Oikos di AlexViva, Sahaam di Elena Toma, Sharkboy di Kitsune Yoru, Shingan di Ivana Murianni e Rossella Gentile e Zara X2 di Talita.
Tutte le serie presentate in questo primo numero sono di stampo fantasy: dal più oscuro e sovrannaturale, a tinte horror, After Time, al più classico (che, a chi vi scrive, ha ricordato Lodoss War, soprattutto per lo stile dei disegni) Sahaam, per finire a Sharkboy, con il cliffhanger decisamente più intrigante e divertente di questi primi capitoli, tutti in pieno stile shonen e di pregevole fattura, per molti versi difficilmente distinguibili da manga “originali giapponesi”. Decisamente un buonissimo materiale di partenza per il progetto Manga Vibe. Alcuni dei nomi coinvolti, poi, sono decisamente famosi da tempo: su tutti, Luca Molinaro, noto ai più con il nome d’arte di Mangaka96, autore, insieme a Giorgio Battisti, di Death Shield, altro manga sempre edito da Shockdom. Un nome, quello di Molinaro, in grado di dare ulteriore spinta mediatica vista la fama sia come autore che come YouTuber e influencer.

Questo primo numero, che ricalca quasi in tutto e per tutto le riviste a cui si ispira, presenta 180 pagine di storie, alcune scritte e disegnate da autori già affermati, altre da emergenti: se giudicare le singole serie dopo un solo capitolo è impresa ardua e presuntuosa, quello che possiamo dire senza ombra di dubbio è che, ad ora, Manga Vibe mostra un grande coraggio per certi versi e un po’ di incertezza (ma, data la natura decisamente coraggiosa dell’operazione è decisamente perdonabile) per altri.
Se, infatti, da un lato abbiamo After Time, Sharkboy e Shingan, tre serie assolutamente inedite (la prima si distingue per i disegni di Ninfadora, decisamente ottimi e una spanna sopra tutti gli altri), dall’altro Shockdom, in questo primo numero di Manga Vibe, ripropone tre serie che, in un modo o nell’altro, erano già state pubblicate in Italia: Arkadian Oikos nel 2014, Sahaam, opera che ha all’attivo ben 3 volumi pubblicati dal 2017 ad oggi, e ZaraX2, pubblicato in volumetto lo scorso anno dalla stessa Shockdom. Per quanto non proprio famosissime, sono comunque tre opere non inedite e anche se è presumibile che, all’interno della rivista di Shockdom, proseguano oltre quanto già visto in precedenza, questo a nostro parere va a penalizzare la rivista contradicendo in parte lo spirito del progetto.
Inoltre, vista la natura di rivista contenitore in stile Shonen Jump, sarebbe bello (e magari lo vedremo nei prossimi numeri) avere anche dei contenuti extra, che essi riguardino le opere contenute in Manga Vibe come interviste agli autori, schizzi, schede dei personaggi e brevi capitoli extra, o che riguardino il mondo dei manga o più in generale il Giappone. Tutto questo servirebbe per rendere a tutti gli effetti Manga Vibe una rivista oltre che un contenitore, per dare ulteriore varietà e colore ad un progetto che, lo ribadiamo, apprezziamo e riteniamo decisamente coraggioso e meritevole e che, inutile dirlo, speriamo possa avere il successo che merita.
















