A tre anni da Dumbo, film Disney in live action, Tim Burton torna dietro la macchina da presa, questa volta sul piccolo schermo, per dirigere Mercoledì, serie originale spin-off della Famiglia Addams, in quella che è una vera e propria “origin story” di un personaggio ormai iconico del cinema e della tv. A vestire i panni della diabolica e astuta ragazza ci pensa Jenna Ortega, un nome che nell’ultimo periodo ha spesso fatto parlare si sé, anche grazie al suo ormai celebre ruolo in X – A Sexy Horror Story di Ti West. Accanto ad Ortega, nel cast – a completare la Famiglia Addams – sono presenti Catherine Zeta Jones nel ruolo di Morticia AddamsLuis Guzman in quello di Gomez AddamsIsaac Ordonez in quello di Pugsley Addams e Fred Armisen in quello di Zio Fester. Immancabile la partecipazione di Christina Ricci, la celebre Mercoledì Addams nei film del 1991 e 1993.

Mercoledì Addams (Jenna Ortega) è appena arrivata alla Nevermore, accademia per Reietti dove ragazzi speciali possono provare a trovare il loro posto nel mondo e dove i suoi genitori si sono conosciuti 25 anni prima. In questa nuova scuola, dunque, Mercoledì proverà ad imparare a controllare i suoi poteri e nel frattempo dovrà anche cercare di sventare una mostruosa serie di omicidi che terrorizzano la comunità locale e di risolvere il mistero che ha coinvolto i suoi genitori quando frequentavano la scuola…

MercoledìTra i titoli più attesi di questa seconda parte del 2022, Mercoledì è sicuramente un ottimo prodotto. La presenza di Tim Burton ha attirato – come ci si poteva aspettare e come Netflix probabilmente voleva fare – tante attenzioni su un prodotto che sostanzialmente mixa in maniera vincente una serie di elementi interessanti: il teen drama, il genere crime/giallo, il tono manieristico che tanto contraddistingue Tim Burton e, appunto, l’universo della Famiglia Addams. Il risultato finale è un prodotto che, tra alti e bassi, riesce ad essere un titolo vincente che ha il merito di accaparrarsi con discreta facilità l’attenzione e il coinvolgimenti del pubblico.

Va detto che questo traguardo non era poi così scontato perché forse il primo episodio è il più debole della serie: il pilota ha sostanzialmente il compito di fornire sin da subito tutti gli elementi caratterizzanti della serie, dando al pubblico una dimensione del tono e del contesto che le puntate assumeranno. E se è vero che forse la prima puntata ha troppa carne al fuoco e dura troppo, è anche vero che da lì in poi tutto il resto di questa prima stagione scorre in maniera sostanzialmente eccellente, riuscendo a tenere alta l’attenzione del pubblico nonostante una scrittura che non brilla certamente per l’originalità. Guardando la serie, infatti, è abbastanza facile riuscire a prevedere con larghissimo anticipo quelli che dovrebbero essere i grandi colpi di scena dello show ma che a conti fatti risultano essere non tanto banali quanto troppo prevedibili perché incasellati in una narrazione che segue eccessivamente i canoni del genere. Questa Mercoledì, infatti, ha delle fortissime vibes à la Riverdale o Le Terrificanti Avventure di Sabrina, declinandola però nello stile di Tim Burton e con Mercoledì Addams come protagonista.

Ed è ovviamente proprio Mercoledì il punto di forza della serie: Jenna Ortega regala un’ottima interpretazione del personaggio, creando una versione moderna della ragazza ma mantenendo sempre e comunque quel grande cinismo e quel distacco che hanno sempre contraddistinto la giovane Addams. C’è da dire che andando avanti con la narrazione, per forza di cose e per esigenze di trama, alcune delle caratteristiche principali di Mercoledì vengono meno, ma ce lo si poteva aspettare proprio perché la piega degli eventi era facilmente prevedibile. Sarebbe stato meglio, forse, un cambiamento più graduale e meglio distribuito negli episodi, invece che inserirlo in maniera repentina negli ultimi eventi della serie.

Per quel che riguarda gli altri personaggi, sicuramente il pubblico avrà voglia di vedere di più dei membri della famiglia Addams: Catherine Zeta-Jones è già iconica grazie alla sua stupenda Morticia e la sinergia e il magnetismo quasi grottesco col Gomez di Luis Guzman è praticamente perfetto. Stesso dicasi per Fred Armisen, che interpreta uno zio Fester sopra le righe e ottimo compagno di guai di Mercoledì. Passando ai compagni e insegnanti di Mercoledì alla Nevermore, ognuno di questi viene caratterizzato nel migliore dei modi, riuscendo a rendere tutti quanti, dalla compagna di stanza Enid (Emma Myers) fino alla preside Larissa Weems (Gwendoline Christie), incredibilmente riconoscibili e pronti ad entrare nella memoria del pubblico.

Lato tecnico, se dai trailer rilasciati, quello che sembrava mancare alla serie era proprio il tocco cartoonesco del regista statunitense, guardando Mercoledì è facile smentirsi. Tutte le scene girate negli interni della Nevermore Academy ricordano set e ambientazioni di pellicole del passato, a partire dalla soffitta del dolce Edward Mani di Forbice, fino all’accademia dei ragazzi speciali di Miss Peregrine, mentre le scene girate nel bosco – siamo sicuri saranno fondamentali – ricordano le location di Sleepy Hollow. Il tono manieristico e gotico classico di Tim Burton è ben più visibile nelle scene girate negli interni, quando grazie alla scenografia è possibile quasi toccare con mano lo stile del regista. Regista che è Tim Burton “solo” nei primi quattro episodi: i restanti sono girati da Gandja Monteiro (il quinto e il sesto) e da James Marshall, che si è occupato degli ultimi due, ossia quelli più ritmati e più action dello show. In ogni caso, anche nella seconda parte di serie la mano di Burton si percepisce, essendo lui produttore esecutivo dello show, anche se va detto che sotto il lato della caratterizzazione dei personaggi qualcosa si perde, perché appunto si sacrificano alcuni tratti peculiari della personalità di Mercoledì per lasciar spazio alla trama e all’azione.

Non è però tutto oro quello che luccica e il difetto principale di questa prima stagione – vengono lasciati eventuali agganci per il futuro – di Mercoledì è la voglia dello show di mettere troppa carne al fuoco. Vengono aperte veramente troppe sottotrame che sono poi ricollegate alla trama principale in maniera eccessivamente forzata o che magari sono lasciate lì, pronte ad essere raccolte poi in un eventuale futuro. Alcuni filoni risultano deboli oppure confusionari perché non si capisce il motivo per il quale la serie stia raccontando quella determinata dinamica. Qualche storyline in meno avrebbe giovato alla scorrevolezza di una serie che nei suoi episodi centrali rallenta forse un po’ troppo il ritmo perché aveva gettato troppi agganci in troppo poco tempo.

In ogni caso, Mercoledì su Netflix è un grandissimo sì. La serie diretta e prodotta da Tim Burton ha il merito di riuscire a mescolare sapientemente alcuni elementi come l’horror, il giallo, la dark comedy ma anche il racconto di formazione per creare qualcosa che non è nulla di innovativo, vero, ma che funziona alla grande. Jenna Ortega è un’ottima Mercoledì Addams e lo stile di Tim Burton si sposa alla perfezione con il mondo che la serie vuol raccontare. La regia è ottima, tanto negli episodi diretti da Burton, quanto in quelli della seconda parte di stagione e al netto di alcune storyline che appesantiscono lo scorrere della narrazione, il pubblico riuscirà a farsi coinvolgere in una trama forse troppo prevedibile ma comunque godibile. Questa prima stagione di Mercoledì è ottima e lascia il desiderio di tornare con la giovane Addams alla Nevermore il prima possibile.


La prima stagione di Mercoledì sarà disponibile su Netflix a partire dal 23 novembre. Di seguito, il trailer ufficiale della serie:

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