Mindhunter – David Fincher rivela che la terza stagione potrebbe non arrivare mai

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Mindhunter

Mindhunter, la serie di David Fincher sulla nascita del metodo di indagine noto come profilazione con all’attivo due stagioni su Netflix, è una di quelle serie di cui non ti aspetteresti mai la cancellazione, ma solo una naturale conclusione che, alla fine della seconda stagione, non appariva assolutamente probabile, vista la mole di materiale ancora trattabile. C’è da dire che, a differenza della seconda stagione, annunciata fin da subito, Netflix non aveva annunciato una terza stagione, anzi, nei mesi scorsi era diventato abbastanza palese che la terza serie di episodi fosse decisamente in bilico.

Ora, stando a quanto dichiarato dallo stesso Fincher a Vulture, in un’intervista incentrata su Mank, il nuovo lavoro in arrivo su Netflix, l’autore ha chiaramente lasciato intendere che potremmo non vedere più le vicende di Holden Ford e Bill Tench.

“E’ una serie decisamente costosa. Ci siamo detti “Finiamo Mank e vediamo come va”, ma onestamente non credo di riuscire ad andare avanti, non possiamo farla per meno di quanto abbiamo speso per la stagione due. E, ad un certo punto, devi anche fare i conti con i budget.”

Le ragioni sono abbastanza semplici: per quanto Mindhunter sia una serie molto apprezzata, e per quanto Netflix non abbia mai stilato dei ratings, la serie di Fincher non ha sicuramente avuto il successo di prodotti come Stranger Things. Per cui appare abbastanza logico che, a fronte delle richieste economiche di Fincher, Netflix possa aver deciso di non mettere sul tavolo il budget necessario ad una terza stagione di Mindhunter che, come detto dal regista e produttore, avrebbe avuto dei costi decisamente alti.

Resta il rammarico da parte di chi l’ha seguita ed amata, perché è una serie decisamente valida, uno dei migliori prodotti approdati su Netflix negli ultimi anni ma, piuttosto che vedere una terza stagione a basso budget, è meglio rimanere con il ricordo delle due strepitose stagioni ancora disponibili sul servizio streaming.

Fonte: Collider

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