October 23, 2019
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Moon Knight – Benvenuti a New Egypt

  • di Marco Travicelli Sciarra
  • Novembre 25, 2016
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Tutti sanno che Marc Spector è il folle uomo che si nasconde dietro alla maschera di Moon Knight – o forse no? Che cosa succede se Moon Knight è stato solo un delirio esistente della mente disturbata di Marc, un uomo pazzo rinchiuso sin dall’età di 12 anni in un manicomio?

rco024Negli ultimi anni Moon Knight è tornato alla ribalta grazie a degli autori che hanno saputo ben rielaborare il concetto alla base del personaggio, primo su tutti abbiamo avuto Warren Ellis, che ha dato il via alla rinascita di Moon Knight dando una nuova visione del personaggio, Mr. Knight, poi un ottima run di Brian Wood e – anche se in misura minoreCullen Bunn. Ora è il turno di Jeff Lemire prendere in mano la testata, ai disegni torna uno splendido Greg Smallwood, che abbiamo già potuto ammirare durante la gestione Wood, accompagnato dai colori di Jordie Bellaire. Il loro primo arco? È una bomba!

Le vicende iniziano con un mind-fuck, tutte le certezze, tutto ciò che credevate reale potrebbe essere solo un sogno partorito dalla mente di un pazzo. Marc ha combattuto per anni i criminali, contribuendo a mantenere sicure le strade di New York, almeno questo è quello che pensa. Il nostro protagonista si risveglia rinchiuso in un ospedale psichiatrico, dove sembra essere stato rinchiuso sin dall’età di 12 anni, cadono tutte le sue certezze e mette in discussione tutto ciò in cui crede e tutto ciò che ricorda!
Lemire fa un ottimo lavoro sulla scrittura del personaggio, approfondendo all’ennesima potenza la psiche di Marc, sindacando su ogni suo ricordo e giocando molto bene sul concetto del sogno.
rco014_1467818362La storia risulta ben inquadrata e l’approfondimento psicologia del personaggio è reso ottimamente. Mentre Marc combatte mummie e divinità egizie alla ricerca della verità, a noi lettori veniamo sempre più pervasi dal dubbio sulla sua sanità mentale, fino ad arrivare al finale brusco e originale, poetico come pochi, che pone le basi per il secondo story arc, ancora più folle e disturbante. Se vogliamo proprio trovare un piccolo lato negativo della sceneggiatura di Lemire, cito la lentezza dei numeri centrali, che tendono ad essere un po’ ripetitivi.

I disegni di Greg Smallwood sono davvero di alto livello, molto migliori rispetto alla sua precedente esperienza sul personaggio. Il disegnatore è sempre più a suo agio con il personaggio che risulta molto fluido e d’impatto, da notare in particolare l’aspetto granulare delle scene tra Marc e Khonshu, che aumenta la loro oniricità. Lo storytelling è molto sperimentale e mostra la grande evoluzione di Smallwood.
In questo primo story arc diversi artisti fanno un cameo nell’ultimo capitolo, così da evidenziare la scarsa sanità mentale di Marc. Le sanguinose pagine di James Stokoe sono fantastiche – spero vivamente che la Marvel dia più spazio a questo giovane talento – fantastico e psichedelico è il cameo del nostro Francesco Francavilla, davvero di grande impatto. Menzione d’onore va fatta alla colorista, attualmente una delle migliori del comicdom mondiale, la vincitrice di un Eisner Awards, Jordie Bellaire.

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Il primo story arc di Lemire, Smallwood e Bellaire è molto convincente, intrattiene, stimola la riflessione e osa molto, riuscendoci alla perfezione. I disegni sono, come sempre, potenti ed evocativi, con uno storytelling utile alla narrazione e di forte impatto. Moon Knight si conferma una delle migliori serie di casa Marvel, un acquisto obbligato per i veri fan del genere, insieme a Visione e Pantera Nera.

 

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