Dopo uno dei mercati estivi più folli della Lega e con il campionato NBA a un mese dai nastri di partenza, Visual Concepts e 2K ci riportano sui parquet più famosi degli Stati Uniti con NBA 2K27, titolo che da ex cestista e fan aspetto sempre con particolare interesse. E grazie a un codice ricevuto gentilmente dal team di Cidiverte su PlayStation 5 Pro e averci speso sopra numerose ore soprattutto con il mio MP e i suoi Utah Jazz, sono pronto a raccontarvi la mia esperienza con questo nuovo titolo targato 2K. Ma sarà riuscita questa volta la software house americana a limare le criticità dei capitoli precedenti, ascoltando soprattutto le richieste della sua enorme fanbase? Scopriamolo subito.
Una volta arrivati nel menu principale, ci troviamo di fronte alla solita sfilza di modalità proposte, che ricalcano praticamente la medesima offerta di 2K26: La mia CARRIERA, MyTEAM, MyNBA, MyWNBA e Gioca ora. Ad aggiungersi troviamo 2KTV (utile per riguardare i vari episodi usciti e accumulare preziosi punti VC), le Funzioni in cui impostare la difficoltà e i vari indicatori dedicati alla CPU/Utente, modificare il roster ecc… Infine chiudiamo con le Stagioni dove poter acquistare e riscattare le ricompense dei vari pass stagionali ed il sempre duttile Impara 2K, ricco di tutorial, minigiochi, freestyle e schemi. Un passaggio che consiglio vivamente per padroneggiare tutti i comandi e le novità di quest’anno. Come svelato dagli sviluppatori nei vari dev diary estivi, il focus di NBA 2K27 è stato creare un’esperienza basata maggiormente sulle reali abilità del giocatore su ambo i lati del campo, ma concentrandosi in particolar modo sull’aspetto difensivo
La rivoluzione difensiva
Ora per esempio il sistema dedicato alla contestazione del tiro è stato completamente rivisitato, offrendo ben tre modi differenti per difendere su esso. Spingendo la levetta destra verso il basso, il difensore adesso manterrà la posizione a terra con i piedi per ostacolare il tiro, ma senza saltare, aspetto che porterà al minimo il rischio di commettere fallo e non venir bruciati in controtempo dall’attaccante. Tenendo invece la levetta destra verso l’alto, il difensore sarà in grado di accorciare rapidamente le distanze dal suo uomo ed eseguirà anche un piccolo saltello per soffocare lo spazio del tiratore con una difesa molto più aggressiva e asfissiante.
Se invece durante un tiro vorremo stoppare il giocatore, ora premendo solamente il tasto triangolo potremo tentare la stoppata classica, una manovra molto rischiosa se sbaglieremo i tempi, ma che con il giusto tempismo invece sarà letale, soprattutto con giocatori come Wemby, Holmgren o Gobert per citarne alcuni. Il difensore inoltre è ora in grado di eseguire scivolamenti più efficaci e di sfruttare la propria forza fisica nei contatti corpo a corpo rendendo la vita molto più difficile agli avversari. Gli 1 vs 1 raggiungono così un livello di intensità eccezionale, soprattutto per i difensori d’élite che possono beneficiare del nuovo badge specifico Wall-Up. Anche sul fronte offensivo si notano netti miglioramenti, con il ProPLAY che ora garantisce movimenti ancora più fluidi e animazioni fedeli alle controparti reali delle star NBA.

Per esempio i lay-up sono stati rivisitati grazie a un nuovo motore dinamico, ed ora risultano più efficaci e si pongono spesso come valida alternativa alle schiacciate nel traffico, sfruttando un motore di transizione fluido che permette di cambiare stile di sottomano a mezz’aria in base ai contatti con il difensore in aerea. Ottimo anche il dribbling, impreziosito da numerose animazioni di palleggi, crossover, tempi di esitazione, step-back e breakdown inediti, oltre ad alley-oop e passaggi no-look che adesso risultano molto più immediati e imprevedibili in contropiede. Un’altra implementazione importante riguarda l’indicatore del Takeover, ora suddiviso in cinque barre indipendenti: Tiro, Finalizzazione, Regia, Difesa e Rimbalzi.
Se ad esempio iniziate la partita sbagliando svariati tiri di fila, la barra del Tiro ora si congelerà applicando un malus, ma solo ad esso, visto che questo non andrà a intaccare le altre statistiche qualora vi stiate comportando egregiamente in cabina di regia smazzando assist o in difesa a suon di stoppate o palle rubate. Tornando invece alle modalità, La mia CARRIERA offre quest’anno due opzioni: Fire & Concrete e MyCAREER ERAS. Creato di fatto il nostro alter ego (MP) definendone aspetto, ruolo e build con le varie sfumature di stelle NBA, la modalità Fire & Concrete ci proietta nei panni di uno dei prospetti più talentuosi dell’High School americana.
A seguito di un brutto incidente d’auto e di una lunga riabilitazione, però MP dovrà ripartire dal fondo, calcando i campi della G League e lo storico playground di Rucker Park a New York, per ricostruire la propria reputazione in vista del futuro Draft NBA. La vera novità però è che non sarà da solo. Ad accompagnarci in questa scalata e persino in NBA, troviamo infatti l’introduzione di Trace Miller, nonché la nostra spalla ideale pensata per formare un nuovo “dinamico duo” sulla falsariga di storiche accoppiate come Jordan/Pippen, Shaq/Kobe o Curry/Thompson.

Come per MP, potremo scegliere il ruolo di Trace e uno tra i nove archetipi disponibili, potenziando anche i suoi attributi e distintivi in base alle sue prestazioni. Trace però non è un semplice comprimario, ma sarà veramente il co-protagonista della storia, che si sviluppa lungo undici capitoli e dove il rapporto con lui potrà prendere pieghe molto diverse a seconda di come giocheremo insieme e in base ai risultati. Proprio in campo, raggiungere determinati obiettivi di coppia con lui e giocando bene, porterà ad attivare l’abilità Duo Takeover o Spark Plug, aumentando drasticamente le statistiche di entrambi e la chimica di gioco sul parquet. Si tratta completamente di una ventata d’aria fresca per una modalità che a mio avviso da troppo tempo soffriva di ripetitività e cose già viste e riviste.
Inoltre, l’ottima chicca inserita da Visual Concepts è stata quella aggiungere per la prima volta la possibilità di affrontare le partite de La mia CARRIERA in co-op online, lasciando che un amico controlli Trace e accumuli anche lui punti esperienza. Se invece andremo a scegliere MyCAREER ERAS, potremo inserire MP in un contesto del passato, scegliendo una delle Ere disponibili (Magic e Bird, Jordan, Kobe, LeBron o Curry) per riscrivere la storia della Lega, affrontare leggende o consolidare ancora di più una dinastia già leggendaria. Una modalità fantastica soprattutto per i fan di vecchia data che potranno giocare interi campionati con regole del passato, filtri televisivi e roster iconici che hanno fatto la storia del basket americano in svariate decadi.
Sotto le luci al neon
Per quanto riguarda La mia CITTÀ, la struttura di base rimane simile a quella già vista lo scorso anno, ma sotto una pioggia di luci al neon. La novità principale è sicuramente il Quartier Generale della Banda, dove potremo formare una squadra online per sfidare le altre bande in match 3v3 e 5v5 tramite matchmaking, all’interno di un sistema competitivo stagionale suddiviso da 40 livelli, con promozioni e retrocessioni settimanali. Debutto anche per il Casual Corner, una zona in cui svolgere match in PvE in maniera graduale, soprattutto utile per testare le proprie abilità e crescere con il proprio giocatore. Una zona molto utile per evitare di essere subito asfaltati da shoppatori selvaggi di microtransazioni con mp a livello 99 e prima di lanciarsi nel PvP in generale.
Sempre presenti anche le storiche modalità come Rec, Ante-Up, Starting 5, Theater, Street Kings e Proving Grounds, che ora però sono state finalmente concentrate in un’unica area condivisa e affiancate dal Daily Rewards, dal My Court che fa da quartier generale del nostro giocatore e dai vari negozi di personalizzazione estetica in cui spendere i VC points. Infine l’ultima novità apportata è l’inclusione di MP femminili nella stessa Città, che ora possono affrontare le stesse identiche sfide e match alla pari e senza svantaggi, poiché costruite sulla medesima struttura matematica di attributi e distintivi della controparte maschile.

Un’altra modalità dove mi sono cimentato parecchio è come di consueto La mia NBA/Il mio GM, che risultano essere anche quella più ricche in termini di simulazione vera e propria. Visual Concepts ascoltando la community ha apportato difatti diverse migliorie come i mega scambi a quattro squadre, la clausola No-Trade per le stelle, il mercato dei buyout e il ritorno degli Euro Stash, dove draftare promesse internazionali e lasciarli crescere nel mentre in Europa. Il salary cap basato sulle rigide regole del nuovo CBA rappresenta ora una sfida notevole, dove sforare pesantemente il tetto salariale comporterà sanzioni molto punitive, come il blocco degli scambi multipli a più giocatori, l’impossibilità di offrire la Mid-Level Exception e dure penalità fiscali.
A questo si aggiunge anche un sistema che monitora le amicizie e le rivalità tra i giocatori in squadra, rendendo fondamentale il ruolo del GM nella gestione dei malumori e delle promesse contrattuali per non distruggere l’alchimia di squadra e scontentare le nostre stelle. Avere un team affiatato sarà quindi fondamentale, visto che un affiatamento elevato potrebbe creare i nuovi “Big Three” o un duo formidabile in campo capace di creare una nuova dinastia. A proposito di dinastie, una novità assoluta è La mia NBA Legacy, una modalità molto simile alla vecchia Crea una Leggenda in cui potremo guidare una superstar verso lo status di GOAT e nello stesso momento gestire il front office della nostra franchigia nei panni di General Manager, il tutto condito da una longevità che potrà perdurare fino a 100 anni. Insomma, se vi piacciono le modalità sandbox/RPG, La mia NBA farà proprio al caso vostro.
MyTeam vede invece una grande rivoluzione soprattutto grazie all’introduzione dei Player XP. Per la prima volta infatti le carte giocatore accumuleranno punti esperienza individuali semplicemente scendendo in campo. Giocando difatti partite sia offline che online, ora la singola carta salirà infatti di livello sbloccando potenziamenti esclusivi per i badge e modifiche estetiche. Rivisto anche l’Exchange, dove ora si potranno finalmente scartare i nostri doppioni ed essere trasformati in ricompense più duttili, visto che adesso ogni singola carta spacchettata avrà finalmente un valore di riciclo concreto. Rinnovate anche le modalità Triple Threat e Clutch Time Online, che ora variano periodicamente. Ampliato anche il mercato della community che ora compie un upgrade importante grazie ad una Casa d’Aste unificata e condivisa tra piattaforme PlayStation 5, XBOX Series X|S e Nintendo Switch 2, aumentando così di fatto il volume possibile di scambi.

L’unico, storico neo della modalità, rimane la troppa e ingombrante presenza di microtransazioni estremamente invasive, un elemento su cui la serie sembra purtroppo non voler fare passi indietro. Sul versante cestistico femminile invece c’è poco da dire ahimè, MyWNBA eredita praticamente al 100% le migliorie gestionali di MyNBA, mentre The W si limita a offrire lo stesso pacchetto dello scorso anno, salvo qualche nuovo distintivo, tra cui quelli condivisi di squadra. Una modalità che secondo me meriterebbe invece un piccolo riguardo in più e una storia dedicata, soprattutto ora che la WNBA sta crescendo di fama. Infine, a chiudere le molteplici modalità troviamo le solite classiche Partite veloci, Online, il Blacktop ed NBA Today per sbizzarrirci in match contro la CPU o amici in locale e online.
Tecnicamente eccelso come Hakeem nel pitturato
A livello tecnico NBA 2K27 si riconferma una garanzia assoluta, con il team di sviluppo che ogni anno riesce a migliorare il comparto grafico con qualche piccolo ritocco. Si possono notare in particolar modo un’ottima cura nei volti, la resa del sudore e dei muscoli o le oltre 7.000 nuove animazioni che restituiscono un feedback visivo veramente eccellente grazie al ProPLAY di Visual Concepts. Inoltre, NBA 2K27 è il primo gioco a supportare ufficialmente il DLSS5 di NVIDIA nella versione PC, che ho avuto modo di provare pad alla mano e che a mio avviso ho trovato veramente sbalorditivo per la qualità di fotorealismo che riesce ad offrire. Se avete un bel pc potente, vi consiglio vivamente questa versione senza dubbi.
Come dicevamo, Visual Concepts è riuscita a limare ulteriormente anche i già fantastici dettagli proposti lo scorso anno con il sistema d’illuminazione e il gioco di luci dei fari dei palazzetti (arricchiti da ben 75 parquet storici), che supportati da un audio ambientale pazzesco tra i cori del pubblico, dello speaker e i suoni dell’arena, sono capaci di far sentire il giocatore come se fosse veramente in campo o prima fila al Madison Square Garden o alla Crypto.com Arena di Los Angeles. Ottime ancora le telecronache e il relativo supporting cast che vedono Kevin Harlan e Brian Anderson come voci principali per il play-by-play. Greg Anthony, Stan Van Gundy e Tim Legler nel ruolo di analisti tecnici e Shams Charania ed Allie LaForce come inviati sul campo e insider per gli aggiornamenti di mercato e gli infortuni in tempo reale.

Immancabile anche il trio del KIA Half-Time con Ernie Johnson, Shaquille O’Neal e Kenny “The Jet” Smith a raccontarci le statistiche del match conditi da siparietti comici. Le uniche vere incertezze tecniche sfortunatamente avvengono nelle modalità online, con cali di frame soprattutto nelle aree dense come in La mia Città. Per il resto il gioco mi è apparso sempre molto granitico durante le partite che ho svolto e con pochi bug su PlayStation 5 Pro. Infine un plauso va anche all’ottima soundtrack del gioco offerta da 2K Beats, che vede la presenza di oltre 70 brani al lancio e artisti del calibro di A$AP Rocky, Tyler The Creator, Snoop Dogg, Kid Cudi e molti altri.
Si può fare di più?
In conclusione, NBA 2K27 si conferma ancora il re indiscusso delle simulazioni sportive sul mercato, dimostrando che c’è ancora spazio per innovare anche in un franchise a cadenza annuale. I cambiamenti nel gameplay tra cui la rivisitazione del sistema difensivo, l’ottima introduzione della co-op nella modalità carriera o le novità apportate in MyNBA, infatti sono la prova che si può fare di più. Certo, manca sempre qualcosina, come una modalità annuale incentrata sulla carriera di una leggenda che calzerebbe a pennello e che decanto ogni anno o magari limitare la presenza ormai cronica e ingombrante delle microtransazioni, ma nel complesso il prodotto confezionato da Visual Concepts è veramente ottimo.
Se siete fan della palla a spicchi, NBA 2K27 fa sicuramente al caso vostro, perché è capace di accontentare un po’ tutti, da chi vuole solamente giocare un campionato classico o preferisce cimentarsi in partire online, a chi predilige una modalità manageriale o semplicemente tuffarsi in una carriera con il proprio giocatore, oppure perché no, ripercorrere Ere leggendarie al fianco di Jordan, Kobe o LeBron. Il piatto è veramente ricco, ma la cosa che conta di più è solo una, ed è quando l’arbitro alza la palla a due e inizia la partita…è li che NBA 2K27 da il meglio di se, offrendo il miglior basket virtuale che si possa trovare ad oggi. È li che l’appassionato o un semplice ex giocatore, pad alla mano rivive l’emozioni che solo il basket ti sa dare…e fidatevi che il titolo di 2K ci riesce proprio alla grande.
NBA 2K27 è disponibile ora su PC tramite Steam, PlayStation 5, XBOX Series X|S e Switch 2.















