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One Piece

One Piece Volumi 90 e 91 – All’assalto del paese di Wano! | Recensione

  • di Luca Vania Tulumello
  • Ottobre 2, 2019
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Con l’emozionante capitolo novecento si era chiuso l’ottantanovesimo volume tankobon di One Piece. Il manga dei record di Eiichiro Oda ha toccato un traguardo fondamentale, imponendosi e facendo ancora valere la sua straordinaria forza narrativa! Ed è proprio grazie a questa sua forza e allo straordinario worldbuilding che Oda Sensei ha saputo ricamare in questi ormai 21 anni di pubblicazione seriale, che One Piece, con i volumi novanta e novantuno che vi recensiamo in questo articolo, si appresta ad entrare nella sua nuova saga, quella del paese di Wano.

Il volume novanta, nella prima parte in particolare, si concentra sugli sviluppi che il blitz dei Mugiwara a Totland ha avuto sui protagonisti e sul mondo intero. Nei primi capitoli infatti, personaggi come Sanji, Jinbei, Katakuri o Rufy stesso saranno assoluti protagonisti di momenti riflessivi o emotivi che delineeranno bene i loro caratteri alla luce delle esperienze vissute, degli scontri vinti e persi e delle scelte compiute. Anche il mondo si è però accorto di quanto accaduto a Whole Cake Island e particolare importanza avrà in questa fase la stampa. Quì in particolare, Eiichiro Oda, che non ha mai perso l’occasione di usare il suo manga come strumento per veicolare messaggi o idee politiche e sociali a lui più care, usa proprio la stampa del mondo di One Piece per creare uno specchio della nostra realtà iper mediaticizata, nella quale ogni cosa può essere ingigantita e riportata al pubblico in maniera più o meno veritiera.

Nella seconda parte del volume invece, prima di mostrare l’approdo di Rufy e della ciurma a Wano, Oda decide di dare in pasto ai fan un evento attesissimo per quest’ultimi, ovvero il famoso Reverie! Nominato per la prima volta durante il passaggio dei pirati di cappello di paglia sull’isola degli Uomini-pesce, il Reverie è il grande convegno di tutti i governanti del mondo di One Piece associati al Governo Mondiale. Non volendo fare spoiler è davvero molto difficile parlare dei capitoli inerenti al Reverie. Capitoli pieni di informazioni nuove e importantissime su alcuni di quegli straordinari personaggi secondari che hanno iniziato ad assumere sempre maggiore importanza e spessore dal post time skip. Rivoluzionari, membri della marina e supernova si ritroveranno al Reverie. Ça va sans dire che la situazione è potenzialmente esplosiva e che per certo qualunque cosa succederà a Mary Geoise (luogo deputato a fare da sfondo al convegno) avrà delle importantissime conseguenze sul mondo e sui personaggi di One Piece.

Infine, gli ultimi capitolo si concentrano sui pirati di cappello di paglia in missione sottocopertura nel paese di Wa e sull’arrivo di colori i quali sono andati a Totland per salvare Sanji. Il Paese di Wa ci appare esattamente per come ce lo aspettavamo. Già dalle onde del mare, notate per essere differenti rispetto a quelle del resto del mondo già dagli stessi mugiwara, capiamo che il Wa No Kuni è palesemente ispirato al Giappone feudale del 1700. Tutto l’impianto artistico, dagli sfondi fino ai vestiti dei protagonisti è rivisitato da Oda in chiave Ukyo-E, ovvero il tradizionale stile artistico pittorico del giappone durante il periodo Edo. Come già raccontato a Zoo da Kinemon, Kanjuro e Momonosuke, il Wa No Kuni è un paese isolazionista (proprio come il Giappone feudale) governato col pugno di ferro dallo Shogun Orochi e dal suo incredibile alleato, l’Imperatore Pirata kaido. Con uno scenario del genere ad attendere i pirati di cappello di paglia, è chiaro che le occasioni di commozione nella saga non mancheranno, mentre invece questi primi capitoli sfruttano personaggi e situazioni per divertire il lettore e accompagnarlo in quella che è stata definita dall’autore stesso una Marineford 2.0. Franosuke, Usohachi, O.Robi e Zorojuro forniranno proprio quello scorcio di vecchia spensieratezza onepiceana e appariranno bellissimi e divertentissimi dopo tanto tempo dalla loro ultima apparizione, con magnifiche tavole a loro dedicate, ma sarà l’arrivo di Rufy nel paese di Wano a mettere in moto la saga nel volume novantuno.

Decisamente introduttivo e più prettamente concentrato sui fatti e lo sviluppo della trama è il volume novantuno. I Mugiwara sono ormai tutti nel paese di Wa e dovranno riunirsi per dar’inizio al piano d’assalto per la liberazione dell’isola da kaido. Quello che sulla carta sembra già abbastanza difficile sarà ovviamente reso ancor più complicato dalle situazioni imprevedibili nei quali i nostri protagonisti si andranno a cacciare e all’intervento di nuovi e vecchi personaggi che appariranno nella saga come alleati o avversari. Una menzione particolare la meritano sopratutto due di loro: O-Tama e Momonosuke.

La prima è una povera bambina di Amigasa che sogna di diventare una kunoichi. Ha incontrato Ace da piccolina e vede in Rufy lo stesso volto, la stessa sicurezza e determinazione del fratello defunto. Una promessa fatta ad Ace a O-Tama lega i due personaggi a Rufy e lo sviluppo del suo rapporto con cappello di paglia crediamo sarà una delle cose più affascinanti dell’intera saga. Momonosuke invece lo conosciamo già da Punk Hazard. è il figlio di Lord Oden e leggittimo erede del Wa No Kuni, bhe, in effetti il piccolo draghetto non è nemmeno molto presente in questi primi capitoli ambientati nella sua terra natale, ma crediamo fortemente che lui giocherà un ruolo chiave nella saga e nella caduta del regime totalitario dello Shogun Orochi.

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