Il tema della mitologia norrena non è certo un argomento nuovo nel mondo dei fumetti: che si tratti di comics americani o manga, il Ragnarok e le divinità nordiche sono apparsi in talmente tante opere da perdere il conto. I lettori sono quindi decisamente ferrati su Odino, Loki, Thor, Asgard, e chi più ne ha, più ne metta. Ma se, anzichè limitarsi al solo pantheon nordico, aggiungessimo divinità provenienti da tutte o quasi le religioni conosciute, e decidessimo di far scontrare gli dei con gli eroi più noti della letteratura e della storia dell’umanità? Questo dev’essere stato il pensiero di Shinya Umemura e Takumi Fukui, i due autori di Record of Ragnarok, conosciuto in patria con il nome di Shūmatsu no Valkyrie, nuovo manga edito da Edizioni Star Comics.
Un po’ Fate/Stay Night, un po’ Drifters, con una spruzzatina di Valkyrie Profile: Lenneth (un meraviglioso JRPG di casa Square Enix uscito diversi anni fa), combattimenti, armi sacre, battute sagaci e complotti, Record of Ragnarok si configura, fin dalle prime pagine, come una valida e volutamente esagerata storia di combattimenti che parte da un incipit piuttosto semplice: gli Dei hanno deciso di sterminare l’umanità, colpevole di essere senza speranza di salvezza, ma una Valchiria, Brunhilde, propone una soluzione alternativa, uno scontro tra umani e Dei, chiamato Ragnarok, il crepuscolo degli Dei.
Parteciperanno allo scontro i più grandi eroi della storia dell’umanità, scelti tra guerrieri, assassini, geni del male e della scienza, contrapposti a divinità provenienti da ogni pantheon, in quello che si prospetta come uno scontro decisamente impari, se non fosse per le macchinazioni di Brunhilde, che ha trovato il modo di far competere gli umani con gli Dei grazie al potere delle Valchirie.
Da questo incipit, si dipanerà una storia che, per quanto letto finora, si inserisce nel più classico filone dei manga di combattimento, con scontri violenti, colpi di scena, mosse segrete esagerate e tutto il resto degli elementi che rendono questo genere di manga apprezzatissimi dal pubblico. Come dicevamo in precedenza, la particolare scelta dei protagonisti ricorda da vicino opere molto apprezzate, come Drifters del maestro Kouta Hirano e come il popolarissimo franchise di Fate/Stay Night: come nelle suddette opere, facciamo la conoscenza di versioni estremizzate di personaggi realmente esistiti, come Nikola Tesla, Kojiro Sasaki, Leonida e molti altri, ovviamente adattate alle esigenze narrative degli autori e, soprattutto, come già detto, estremizzati più di quanto già non lo siano, essendo eccellenze dell’umanità.
Il primo volume ci introduce alle vicende e ci mostra già il primo scontro, tra Thor, il potente e violento Dio del Tuono, e Lu Bu Fengxian, storico condottiero cinese del periodo dei Tre Regni, considerato il più forte guerriero della storia: lo scontro, sulla carta impari, si rivela ben più equilibrato del previsto, ed i due guerrieri, che in un’altra occasione sarebbero sicuramente stati compagni di battaglia, non si risparmiano dando vita ad un combattimento decisamente violento, divertente e senza pause, ottimamente messo in scena dai disegni di Ajichika.
Proprio i disegni di questo Record of Ragnarok sono, almeno per quanto riguarda questo primo volume, croce e delizia dell’opera: la qualità del tratto e delle soluzioni grafiche adottate è, a nostro parere, decisamente troppo altalenante, con picchi di ipercineticità che sembrano usciti dal maestro Yusuke Murata, a momenti decisamente più deboli, anatomie rivedibili e, nel complesso, un tratto a tratti ancora acerbo, soprattutto nelle scene che non prevedono azione. Per quanto riguarda invece le scene di combattimento di questo buon seinen, nulla da dire: il design dei personaggi (Thor, ad esempio, ma anche Lu Bu) è assolutamente azzeccato, originale e le scene che vedono coinvolti i due e le loro gigantesche armi (il Mjolnir di Thor è LETTERALMENTE gigantesco) sono assolutamente apprezzabili.
Per quanto riguarda la trama, ovviamente è troppo presto per parlarne, anche se i semi gettati in questo primo volume rientrano, come già detto, nei canoni del genere, e possiamo quindi aspettarci che Record of Ragnarok sia ricco di scontri, e che la partita a scacchi tra Zeus e Brunhilde possa riservare colpi di scena e ribaltamenti di posizione man mano che gli scontri proseguiranno. Inoltre, avendo visto che, tra i campioni umani, figura anche un personaggio come Rasputin, è lecito aspettarsi qualche sorpresa decisamente spiacevole ed allo stesso tempo divertente.
In conclusione, possiamo dire che il primo volume di Record of Ragnarok è assolutamente consigliato a chi cerca una storia non eccessivamente cervellotica, personaggi carismatici, tante sonore mazzate ed una sana rivisitazione di personaggi storici e divinità, decisamente sopra le righe. Una storia che, seppur non innovativa, ha sicuramente diversi punti di forza, soprattutto nella scelta dei personaggi, eroi umani realmente esistiti che, con un buon lavoro di scrittura, hanno potenzialità decisamente enormi. Scopriremo nei prossimi volumi se Shinya Umemura e Takumi Fukui sapranno sfruttare tutto il potenziale della storia o se ci troveremo di fronte ad un solido, ma banale, manga sui combattimenti.














