Riapertura dei cinema: “Impossibile riaprire alle condizioni dettate dal DPCM”

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Cinema

L’Anec, Associazione Nazionale Esercenti Cinema, a partire dalla sera di domenica 17 maggio ha iniziato a consultare le norme per la riapertura delle sale cinematografiche che si trovano all’interno dell’ultimo DPCM. Ne è venuto fuori che l’associazione non si è trovata affatto d’accordo con le condizioni stabilite.

Il presidente dell’Anec, Mario Lorini, ha spiegato che “in queste condizioni le misure per le sale cinematografiche sono irricevibili. Prefigurano un’insostenibilità economica e operativa che può minare il riavvio del settore del cinema. Chiederemo urgentissimamente un confronto per opportune e necessarie revisioni”.

Lorini ha poi continuato, spiegando il punto di vista dell’associazione:Abbiamo accettato la data per la ripartenza posta al 15 giugno. Tuttavia, alla luce delle più recenti soluzioni individuate per altre categorie, quelle che ci riguardano ci risultano inspiegabilmente penalizzanti e costituiscono anche un problema di immagine oltre che economico per il settore nel suo percorso di ripartenza. Ci sembra sbagliato accettare la sala cinematografica come il ruolo più pericolo tra tutti quelli di carattere sociale e aggregativo. Si rischia di dare un’impressione sbagliata all’opinione pubblica e non lo possiamo accettare. Noi, come settore, siamo sempre stati attentissimi alle misure di sicurezza”.

Tra i punti che non incontrano il buon riscontro degli esercenti, c’è la mancata possibilità di inserire un distanziamento “collettivo” e “di gruppo”, piuttosto che uno individuale. In questo modo si permetterebbe ai nuclei familiari o alle coppie di sedersi vicini, senza doversi necessariamente allontanare. A riguardo, il presidente Lorini ha detto: “Avevamo avuto ampie garanzie su questo punto, ma invece non ci sono venuti incontro. Si pensa anche di riaprire le frontiere, quindi non capisco il perché della mancanza di quella condizione. Il documento sembra retrodatato e in queste condizioni ci è impossibile ripartire. Bisogna pensare ai costi che tutte le strutture, di tutte le grandezze, hanno da affrontare”.

Le dichiarazioni si sono così chiuse: “Siamo molto delusi. Il dialogo non si è fermato, in ogni caso. Speriamo di poter venire a capo di questa situazione il prima possibile”.

Fonte: ANSA

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