Dopo il ritorno di Anakin, Rex e Obi-Wan nel primo arco narrativo della settima stagione di Star Wars: The Clone Wars, di cui vi abbiamo parlato in questo nostro precedente articolo, la stagione finale della serie animata Lucasfilm, disponibile in Italia su Disney+, riporta in scena, con il suo secondo arco narrativo, uno dei personaggi più amati dai fan della Galassia lontana lontana, ovvero l’ex Padawan di Anakin Skywalker: Ahsoka Tano.

Nato originariamente come un arco narrativo più breve e mai purtroppo venuto alla luce, il secondo arco narrativo della settima e ultima stagione di Star Wars: The Clone Wars si concentra appunto su Ahsoka e su un’importante quanto pericolosa avventura nella quale viene coinvolta.

A seguito del suo abbandono dell’Ordine Jedi, Ahsoka vive tra mille difficoltà nei bassifondi di Coruscant. Ad un certo punto della sua nuova vita, la giovane togruta incontra Trace Martez, una giovane meccanica del livello 1313 di Coruscant, la quale, insieme alla sorella Rafa, coinvolgerà Ahsoka in un delicato e illegale lavoro di consegna di spezie non raffinate al sindacato criminale dei Pyke.

Rispetto alla concitazione e all’azione presenti nel primo arco narrativo dedicato alla Squadra d’assalto speciale 99, gli episodi dedicati all’avventura di Ahsoka e alle sorella Martez sono decisamente meno divertenti ed entusiasmanti. Il primo e l’ultimo episodio in particolare risultano parecchio noiosi, colpa di trame scontate e banali. Gli episodi centrali, invece, rappresentano i due momenti più divertenti dell’arco narrativo, con tanta azione, easter eggs e dialoghi interessanti per il background dei personaggi.

Proprio i personaggi, oltre al comparto tecnico già elogiato nella nostra recensione del precedente arco narrativo, vanno assolutamente inseriti tra i punti di forza di “Debiti pericolosi“. Per quanto probabilmente siano due personaggi molto classici, e per quanto i fan di Star Wars stiano già iniziando a paragonare Trace a Jar Jar, le sorelle Martez sono due personaggi vivi, ben scritti e ottimamente caratterizzati. A fine arco narrativo sarà infatti facilissimo per gli spettatori immaginare come potrebbero agire differentemente l’una dall’altra le due sorelle in qualunque situazione. Personaggi promossi dunque! Zero rimpianti per Nyz Okami (personaggio inizialmente pensato per accompagnare Ahsoka durante la sua avventura contro i Pyke).

Anche Ahsoka è stata trattata molto bene dagli sceneggiatori, che hanno scritto per lei battute sempre intelligenti e assolutamente rispettose del suo passato. Ahsoka ragiona come una Jedi in ogni momento, è risoluta e decisa, ma pronta a mettere in discussione sé stessa e la sua precedente vita in ogni momento. “Chi eri non deve definire chi sei oggi“.

In definitiva quello del ritorno di Ahsoka è un arco narrativo buono sì, ma non eccezionale, certamente godibile ma con non pochi momenti poco interessanti. I fan più scatenati troveranno certamente spunti interessanti per guardare nel dettaglio gli episodi e si divertiranno nel considerare questi ultimi come una sorta di caccia all’easter eggs (suggerimento, si tratta di giocattoli), ma per i più saranno invece degli episodi di transizione che, per quanto tecnicamente ben realizzati, ben diretti e con ottimi personaggi, si collocano comunque prima del tanto atteso arco narrativo dell’assedio di Mandalore, prima del romanzo Ahsoka di E. K. Johnston e prima del ritorno dell’ex Padawan in Star Wars: Rebels.

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