A tre anni dal suo debutto Starfield sbarca finalmente anche su PlayStation 5, con il titolo di Xbox Game Studios che si presenta ai nastri di partenza sulla console di Sony in una versione corposamente aggiornata e ricca di nuovi contenuti. Grazie ad un codice gentilmente fornito da LabCom ho avuto modo di viaggiare tra le stelle e le galassie create da Bethesda Game Studios e ora dopo quasi 200 ore di gioco vi racconto la mia esperienza su PlayStation 5 Pro. Quella che sicuramente non è cambiata è la storia principale del gioco, suddivisa in 19 missioni spalmate su una ventina d’ore circa ed ambientata nel 2330, dove l’umanità ha ormai superato i confini del sistema solare.
Il nostro/a protagonista che potremo creare all’inizio del gioco ci metterà subito davanti a diverse scelte tra cui quella inerente al proprio background tra diverse categorie a scelta come Cyberpirata, Cacciatore di taglie, Ronin, Gangster, Diplomatico, Buttafuori e molte altre, fino alla scelta di tre tratti opzionali che ci permetteranno dei bonus inerenti alle nostre statistiche. Una volta scelti inizierà così la nostra avventura come minatore per la Argos Extractors sulla luna Vectera, fino a quando dopo il ritrovamento di un misterioso manufatto ci ritroveremo coinvolti a collaborare con una gilda denominata Constellation, per cercare di scoprire cosa si cela dietro a questo manufatto.
Senza fare ulteriori spoiler di trama, a parte qualche momento veramente eccelso, a mio avviso la storia di Starfield non risulta mai veramente così avvincente, a differenza invece delle sue molteplici missioni secondarie sparse nel mondo di gioco, che arrivano quasi a 200 quest in totale. Ed è proprio questo il vero cuore pulsante del titolo di Bethesda, dove riesce a dare il meglio di se grazie alla sua immensa libertà che offre al giocatore, che può esplorare fino a più di 1000 pianeti distribuiti su 100 sistemi solari. Difatti, affrontare le varie missioni delle fazioni come quelle dell’Unione Coloniale, la Freestar Collective o la Crimson Fleet offrono side quest di trama veramente interessanti, diversi modi di affrontare numerosi dialoghi, i rapporti con le persone coinvolte e le missioni stesse, dando sempre modo al giocatore di costruire lui il proprio percorso.

Inoltre il gioco permette anche di costruire avamposti e laboratori scientifici, stoccare minerali e farmare risorse, migliorare gli armamenti o la propria nave, reclutare compagni per la nostra flotta ed affrontare le molteplici minacce che popolano lo spazio, o diventarne semplicemente una di esse. Il sistema di creazioni (nonostante sia abbastanza gestito male in termini di telecamera quando andiamo a posizionare gli oggetti) è assolutamente un altro punto focale del gioco, dove non solo potremo creare un avamposto o la propria nave da zero, ma anche di arredarle a proprio piacimento. Tramite i banchi da lavoro inoltre sarà possibile creare o migliorare le nostre tute spaziali, medicinali e cibi. Ad aggiungersi troviamo anche le mod, sia ufficiali, sia quelle create dalla community come l’aggiunta di skin, navi, cheat, quality of life dei menù e dell’hub, armi o molto altro.
Qui potremo trovare anche accessori o skin provenienti dal mondo Star Wars, Halo o Cyberpunk 2077 per citarne alcuni, che permetterà al giocatore di potersi veramente sbizzarrire come meglio preferisce. Da tenere in considerazione però che alcune mod non ufficiali potrebbero disattivare i trofei. Insomma, di attività su Starfield ce ne sono parecchie, anche se talvolta potrebbero risultare troppo ripetitive o lente e alla lunga potrebbero portare il giocatore a stancarsi in fretta. In termini di novità invece troviamo in primis l’aggiornamento gratuito Rotte Libere, che mira a diverse quality of life che la fanbase chiedeva da tempo. Ora infatti si potrà viaggiare a bordo della propria nave in maniera più fluida con la modalità crociera, senza interruzioni, cutscene o caricamenti lunghi. Inoltre si potrà impostare il pilota automatico, in modo da offrire un realismo maggiore del viaggio che si intraprende nel cosmo.
Tra le altre cose con il pilota automatico potremo lasciare anche i comandi della nave ed interagire con i nostri compagni, lavorare a progetti o goderci semplicemente il nostro viaggio a meno di qualche imprevisto sulla rotta che ci verrà puntualmente segnalato dai radar della nave. Tramite la Premium Edition troviamo invece anche Shattered Space, il primo DLC uscito del gioco, ambientato sul pianeta Va’ruun’kai e della durata di circa sei ore, che espande la lore con diverse missioni incentrate su intrighi politici e una minaccia spazio-temporale. Il mio consiglio è di iniziare queste missioni intorno al livello 30 in caso vogliate provarlo. Ad aggiungersi con l’uscita su PS5 c’è il debutto del secondo DLC, Terran Armada, che offre una nuova storia che seppur gradevole, non vada ad alzare di tanto l’asticella da quella offerta dal gioco base e dal primo DLC.

A differenza di Shattered Space però che era relegato solo su un pianeta, questa espansione invece ci permetterà di viaggiare in diversi punti dello spazio affrontando incursioni e abbordaggi contro una nuova potente fazione che vuole il dominio dei robot ai danni degli umani. Con Terran Armada ad aggiungersi troveremo Delta, un nuovo simpatico compagno robot, che ci accompagnerà durante l’avventura, nuove armi, nuovi pezzi per costruire la nostra nave e nuovi equipaggiamenti che sicuramente faranno gola ai completisti. Il team di sviluppo ha anche inserito la nuova valuta X-Tech, fondamentale per costruire nuovi potenziamenti per le armi o le navi spaziali. Se deciderete di avventurarvi in Terran Armada, sappiate che il DLC vi impegnerà per 6-7 ore circa, ma contate che l’ia di questo aggiornamento è tarato per dare abbastanza grattacapi a differenza del primo, quindi vi consiglio di iniziarlo intorno al livello 50 o superiore.
Infine, tra le varie novità aggiunte gratuitamente in termini di quality of life troviamo anche un nuovo mezzo d’esplorazione su terra ferma, il Moon Jumper, che si unisce al già presente REV-8 (ma che a differenza di quest’ultimo ha un sistema di guida veramente terribile ad oggi), la località Nuova Babilonia, più mod riservate alle armi, un inventario unico per ogni nostro insediamento che finalmente risulta più duttile e facile da gestire, ed anche un nuovo membro dell’equipaggio da poter reclutare, Muria Siarkiewicz.
UN VIAGGIO INTERSPAZIALE TRA ALTI E BASSI
Parlando del comparto tecnico, il gameplay di gioco non presenta miglioramenti, con un gunplay nella media, alcune animazioni terribili in terza persona come la corsa o il salto e la possibilità di usare sia una telecamera in terza persona, sia in prima. Inoltre nel menù opzioni troviamo una miriade di modificatori che permettono verosimilmente di decidere la difficoltà in base alle nostre esigenze. Tra questi troviamo quelli riservati ai nemici, alla salute, ai danni subiti, alle incursioni, danni ambientali e molto altro, dove taluni saranno un bonus/malus che coinvolgeranno i PE in base alle nostre scelte. Proprio parlando dei PE, questi ci permetteranno di sbloccare diverse abilità dello skill tree suddiviso in Fisico, Sociale, Combattimento, Scienza e Tecnologia, che ci porteranno a migliorare le nostre armi, tecnologie scientifiche ed elettroniche, abilità fisiche e di combattimento o il carisma e la leadership da capitano per citarne un paio.
Durante il gioco avremo anche la possibilità di sbloccare diversi poteri, di cui però non vi farò spoiler, perchè sono collegati ad eventi di trama troppo importanti. Sul versante grafico il titolo di Bethesda devo dire che si comporta molto bene su PS5 Pro, certo non stiamo parlando di una grafica mozzafiato di ultima generazione, ma devo dire che alcuni modelli di personaggi e diversi scorci su molteplici pianeti (anche se molti risultano molto scarni) sono veramente meravigliosi da vedere e hanno un design NASA-Punk particolarmente ispirato. Fidatevi che esplorare la Luna o visitare la Terra e trovare New York, la Nasa, le piramide egiziane o la torre di Pisa è qualcosa di veramente unico ed emozionante. Sulla console di Sony avremo l’opzione Prestazioni, Grafica o Migliorata (scelta consigliata) riservata proprio per la versione Pro in modo da massimizzare i dettagli grafici e mantenere la risoluzione massima.
Avremo modo anche di attivare il V-Sync, calibrare l’HDR e scegliere i framerate tra 30 e 60 fps o senza limite in base al vostro schermo o preferenze. In termini di bug o glitch, devo dire che durante la mia partita a differenza di molti utenti non ho mai subito un crash, ma invece devo segnalare la presenza di diversi bug, stuttering e cali di frame soprattutto sui pianeti più affollati o dopo sessioni di gioco abbastanza lunghe. Ottimo invece l’implementazione del DualSense, con i grilletti adattivi che rendono più realistiche le varie bocche di fuoco presenti in game, dalle armi come pistole e fucili, fino ai laser e lanciamissili della nave, trasmettendo molto bene il feeling del grilletto delle armi.

Lo stesso vale per lo speaker integrato nel pad che si attiva spesso e volentieri durante gli audiolog, conversazioni radio o quando scattano gli allarmi, riuscendo ad offrire un’immersione maggiore. Nota dolente invece per la mancata presenza del doppiaggio del protagonista e dell’assenza dell’italiano (presente nei sottotitoli) che a mio avviso in un gioco così ricolmo di dialoghi, sicuramente sarebbe stato maggiormente apprezzato e avrebbe reso talvolta meno pesanti delle conversazioni abbastanza lunghe o alleggerito l’attenzione in quelle durante le sparatorie. Ad ogni modo il gioco comunque regge benissimo in lingua inglese facendo ottimamente il suo compito. A chiudere il comparto sonoro troviamo una ottima soundtrack, completamente immersiva e perfettamente in linea con l’avventura, curata dal musicista Inon Zur (Baldur’s Gate II: Throne of Bhaal, Prince of Persia: I due troni, Syberia, Dragon Age: Origins, Fallout 3).
Infine a livello contenutistico troviamo un bellissimo artbook nella versione Premium del gioco, il menù con tutte le varie statistiche del nostro percorso durante l’avventura, una modalità foto e la galleria (dove tra l’altro i nostri scatti li ritroveremo nelle schermate di caricamento del gioco), ed un’ ottima voce chiamata Aiuto che spiega molto bene ogni aspetto del gioco e che ci farà da tutorial in qualsiasi momento serva ricordarsi qualche procedimento o azione di gioco. Sempre dal menù principale potremo anche accedere anche alla voce Creazioni, dove cercare, appuntare o scaricare e caricare le nostre mod preferite nella nostra partita.
LOST IN SPACE
Tirando le somme Starfield rimane ancora un gioco non adatto a tutti i palati videoludici, soprattutto per chi ama giochi frenetici e narrativamente intensi. Non aspettatevi un Mass Effect ecco, ma se invece cercate un gioco esplorativo, più blando e ricco di molteplici contenuti, il titolo di Bethesda farà sicuramente al caso vostro, soprattutto ora che è nella sua versione migliore. Perdersi per lo spazio e girovagare sui pianeti, affrontare eventi casuali o una delle tante missioni secondarie, creare basi o navi, abbordare flotte nello spazio o godersi semplicemente il viaggio dalla propria nave, sono un’esperienza che a mio avviso valgono assolutamente il prezzo del biglietto.
Certo, bisogna sempre scendere a compromessi con la lentezza, alcuni problemi tecnici e la ripetitività del gioco, ma una volta abbracciati questi concetti e messi alle spalle, Starfield riesce a dare il meglio di se, facendoti vivere un’esperienza in totale libertà e longeva come pochi giochi sanno fare. E questo concetto si rispecchia completamente nel suo New Game+ che permette si di continuare il gioco con le stesse risorse e abilità, ma anche di vivere la storia con varianti completamente diverse a differenza della prima run. Con un prezzo fissato a 49,99 euro per la versione standard e con Bethesda che continuerà a supportare il gioco per diversi annia venire, se siete fan degli RPG Sci-Fi il mio consiglio è di immergervi completamente nell’immenso universo di Starfield, perchè non ne rimarrete delusi.
Starfield è disponibile ora su PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC.
















