Jason Aaron torna con una storia di bastardi, abbandona il supereroismo per portare il lettore nello sporco mondo rurale del sud degli Stati Uniti, dove un uomo torna a casa per seppellire il padre e trova null’altro che il prodotto di un malsano micro mondo all’interno di quello civilizzato, una storia che non vuole dare tempo al lettore di abituarsi , anzi lo catapulta nell’azione non lasciandogli un minimo di respiro e consegnando un enorme colpo di scena già sul finire del Primo Volume. Jason Latour ha uno stile grezzo e sporco, adattissimo al tipo di storia che vuole raccontare Aaron , non riesco ad immaginarmi uno stile diverso per questa ongoing sui Bastardi del Sud.
Già solo dai colori desaturati della copertina, gli appassionati di Daniel Clowes riconosceranno immediatamente il tocco del maestro, che in questo 2016 ci ha presentato Patience. Centrale qui è la storia di un uomo che viaggia indietro nel tempo per riscrivere la storia e salvare la moglie. Quest’opera, che ha avuto una lunga gestazione, è ambiziosa e complessa, piena di emozioni e temi cari all’autore, che riesce a trasportare il lettore in un mondo onirico tutto suo. Il disegno ha il tratto inconfondibilmente fresco di Clowers, che è riuscito di nuovo a creare un libro senza tempo, evocando nostalgicamente un miscuglio di estetica del passato, conferendo all’opera uno stile in stasi in un epoca inesistente. Il libro, edito in Italia da Bao Pubblishing, è qualcosa di incredibile, un turbinio di emozioni e pensieri indescrivibile, che donerà ad ogni lettore un “viaggio” del tutto personale.
Questo 2016 è stato un anno importante per Wonder Woman, dopotutto 75 anni di storia non si festeggiano tutti i giorni. Molti autori si sono cimentati con il personaggio, uno su tutti Grant Morrison che, insieme a Yanick Paquette, ha rilasciato lo splendito Wonder Woman: Terra Uno.
Ma l’opera dedicata al personaggio che abbiamo preferito è Wonder Woman: The True Amazon di Jill Thompson. Molto spesso si definiscono i fumetti di supereroi come “mitologia moderna”, Thompson nell’offrire una nuova versione delle origini di Wonder Woman, compie qualcosa di più notevole, ovvero la costruzione di un vero e proprio mito, prendendo in prestito dai miti classici tematiche e stilemi da sovvertire e riadattare al moderno. The True Amazon immagina elegantemente un personaggio modellato dai suoi propri difetti e desideri, che sbaglia e pecca come ogni essere vivente, che però alla fine riesce a superare ogni avversità uscendone rafforzata. Artisticamente siamo difronte ad un opera inestimabile, le tavole, fluide e dinamiche, sono realizzate interamente ad acquarello.
Zerocalcare torna nello librerie con un reportage sotto forma di fumetto del viaggio che ha portato l’autore al confine tra la Turchia e la Siria a pochi chilometri dalla città assediata di Kobanê,in mezzo alla guerra tra i curdi e le forze dello stato islamico. In quanto reportage narra della più assoluta verità, non vi troverete di fronte qualcosa di romanzato, ma vero e con immensa ironia.
La forza di questa graphic novel inoltre è il modo semplice e diretto con cui l’autore ci porta all’interno del conflitto e un’altra parte importante è il modo con cui l’autore Romano decide di illustrare questa situazione di respiro internazionale con un sapiente uso di spirito critico verso le contraddizioni con cui internazionalmente vengono condotti gli attacchi militari , dal canto suo Zero ci mette cuore, perché essendo stato lì ha sofferto con le persone che muoiono e questo traspare dall’opera che dal canto nostro riteniamo oltre tra le migliori opere dell’anno anche quella con più cuore dell’autore.
Kathryn e Stuart Immonen ci portano una storia incentrata su una coppia, una coppia qualsiasi, hanno un passato , ma il lettore non ne è a conoscenza. Quindi noi(e il lettore) arriviamo in medias res, arriviamo che già loro si conoscono e si amano, ma arriviamo anche nel momento peggiore di una coppia, la separazione. Il terribile attimo della separazione rimane impresso benissimo nella mente del lettore grazie alle parole di Kathryn e alle matite di Stuart Immonen ed è forse il momento più potente dell’intera Graphic Novel.
Ti prego, rispondi è una lettura piacevolissima e pregevole, inizia senza avere una direzione ma poi si fa subito chiaro, terminata la lettura non saprete cosa pensare, ma molto più probabilmente sentirete una mancanza, mancanza di qualcosa e probabilmente riaffioreranno molti rimpianti dati da un tempo maledetto e breve.




















