Crash e il ritorno di Cortex – Maratona Dr. Coo

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Generalmente, fossimo all’inizio di una nuova recensione, scriverei una lunga intro sul significato dei seguiti e di come, incredibilmente, un’opera prima possa essere superata tanto pesantemente da rimanerne irrimediabilmente scottata.
Nah, non è il caso! Se non aveste ancora letto l’articolo sul primo Crash Bandicoot, recuperato dal link in sovraimpressione.
Altrimenti…beh…Cortex colpisce ancora!

Esatto, il secondo capitolo della trilogia di Crash Bandicoot, Cortex Strikes Back (tradotto come “il ritorno di Cortex”), il primo che tutti ricordano con estrema nostalgia e dolcezza (a quel paese il primo!). Uscito solo un anno dopo il suo predecessore (1997), rappresenta tanti di quei passi in avanti da essere quasi imbarazzante, dopotutto in un anno la Naughty Dog è riuscita a fare molto di più rispetto a…oso dirlo…Ueda! Muahahah.

Cominciamo dalla trama.

Crash Bandicoot 2 inizia esattamente dove era terminato il primo capitolo (piccolo spoiler necessario). Crash ha sconfitto Neo Cortex sul suo immenso dirigibile (il finale canonico non è quello segreto!). Il cattivo pelatone precipita nel vuoto fino a schiantarsi su un isola contentente…un cristallo violetto (ho sentito un’ovazione?).

Dopo il primo gioco, se lo merita.

Dopo averlo portato nel proprio laboratorio ed aver passato un anno intero a studiarlo con il suo nuovo braccio destro N. Gin (un nano con un missile in testa), riesce a ricostruire un Cortex Vortex (macchina presente nel primo capitolo) di dimensioni considerevoli da usare per poter schiavizzare l’umanità tramite il controllo mentale. Tuttavia sorge un problema! Un cristallo non è sufficente! Per alimentare la propria creazione ce ne vogliono 26!
Ma a chi affidare la missione di recupero? Chi mai potrebbe riuscire a viaggiare per il mondo e trovare questi preziosi? Esatto…come direbbe Cortex stesso:

“Ah, che stupido! Pensi che non sappia tutto ciò? Se non abbiamo più amici sul pianeta, ci basta trovare… un nemico!”

Intanto che fine ha fatto Crash? Nel primo capitolo era scappato con Tawna…ora praticamente sparita dalla circolazione (non adatta ai bambini!). Il marsupiale si è trasferito a N. Sanity Beach con sua sorella…spuntata dal nulla. Sarà una creazione di Cortex? Funziona come Puffetta? Crash è donatore del seme? Oppure…possibile situazione incestuosa?

“Crash, io sono tuo padre!”

Comunque Crash sta ronfando beatamente, quando Coco chiede lui un favore: una batteria per il suo computer portatile. Il timido iracondo si avventura nuovamente nella giungla…e magicamente viene trasportato in una stanza…e…colpo di scena! Cortex, sotto forma di ologramma, si palesa davanti a lui e gli propone la sopracitata missione…dicendo di essere cambiato…ma non importa! Dopotutto Cortex deve essere per forza diventato buono! Dopotutto il titolo del gioco in stile L’Impero colpisce ancora non fa che avvalorare questa tesi! Il nostro protagonista, tonto come marciapiede, decide quindi di aiutare la sua vecchia nemesi (e creatore) raccogliendo per lui i cristalli.
A questo punto il controllo torna al giocatore e, bisogna ammetterlo, i ragazzi di Naughty Dog si sono davvero dati da fare! La storia è scritta in maniera molto più convincente rispetto al prequel e, soprattutto, implicitamente, ci verrà data una scelta da compiere durante la nostra partita. Da un lato possiamo raccogliere tutti i cristalli (e ottenere il finale semi-buono) o mettere il culo in carreggiata e lavorare per poter umiliare Cortex raccogliendo oltre ai cristalli anche tutte le gemme nascoste (ottenibili distruggendo tutte le casse in un livello o con metodi particolari).

Cortex, cosa facciamo stasera? Quello che facciamo tutte le sere N. Gin, tentare di conquistare il mondo!

Durante la stessa avventura riceveremo vari messaggi da parte di Cortex (spesso velate minacce…se fallissimo), di N. Brio (convertitosi realmente al lato chiaro della forza e desideroso di fermare il suo vecchio capo) o di Coco che ci faranno comprendere come per completare il gioco e averla vinta serva compiere uno sforzo ben superiore di quanto originariamente preventivato!
A chi credere? A N. Brio o a Cortex?

Pericolo all’orizzonte.

Il gameplay, rispetto al predecessore, è stato completamente fixato. Niente problemi di controlli (piuttosto imprecisi nel primo), possibilità di usare l’analogico sinistro ,nuove mosse e trucchi da sfruttare per poter avanzare nei livelli. Ora Crash potrà non solo usare l’attacco vortice e saltare, ma anche saltare in alto, usare l’attacco spanciata, accucciarsi, per poi saltare o combinare varie mosse per poter raggiungere luoghi altrimenti irraggiungibili (per completare il gioco, vi consiglio di imparare il giusto tempismo per corri>accucciati>salto in lungo). Importante anche la cosiddetta “trottola storta” (andatevela a cercare!).
Diversamente dal primo capitolo, che presentava una mappa delle tre isole con punti rossi segnalanti i livelli, in questo seguito troviamo la cosiddetta “Warp room” in cui potremo, comodamente, accedere ad ogni livello e con una schermata apposita…finalmente…salvare la partita in ogni momento!

Scivolooooo

Anche gli stessi livelli (25 in questo caso + 5 boss) hanno subito dei miglioramenti non indifferenti! Anzitutto la varietà di biomi, trattandosi di una caccia al tesoro in giro per il mondo, è decisamente più ampia. Livelli nella giungla (con variante pluviale), livelli al buio (marchio ND), livelli ghiacciati, nello spazio, e così via! Allo stesso tempo quanto presente di buono nel primo capitolo è stato ripreso e migliorato. Penso alle corse sul cinghiale che sono state sostituite dalle, ben più divertenti, corse sull’orsetto bianco. Tornano anche le fughe dal masso rotolante (o dall’orso incavolato). Non mancano nemmeno delle nuove varietà di livelli, una su tutte, le interessanti stazioni spaziali che dovremo percorrere a gravità 0 con l’ausilio di un jetpack.
Ma non finisce qui! Molti livelli nascondono segreti, aree nascoste e tanto altro! Se il vostro obbiettivo è il 100%, sappiate, almeno, che vi spenderete molto tempo e che, paradossalmente, vi divertirete tantissimo.

Le fogne, ambiente essenziale.

Dettaglio che ho apprezzato parecchio, specie in contrasto con il primo, è il miglior bilanciamento della difficoltà (ora propone una sfida giusta) accoppiato sapientemente con una miriade di animazioni, tutte diverse, con cui Crash potrà lasciare questo mondo. Esplosioni, affogamenti, schiacciamenti e tante altre. Un elemento del genere non fa che rendere ogni nostro sbaglio un breve momento divertente prima di riprendere a giocare seriamente.

Persino i boss sono stati resi più interessanti! Tralasciando Ripper Roo (che ritorna come prima boss fight e sottoposto di N. Brio), abbiamo i fratelli Komodo, Tiny Tiger (che tornerà in Warped) e, ovviamente, sia N. Gin che Cortex! Praticamente tutte le boss fight sono stimolanti al punto giusto…tranne…beh non vorrei essere un guastafeste, ma la battaglia finale con Cortex (che voi abbiate raccolto tutto o solo i cristalli) è fin troppo corta, facile e anticlimatica (c’è chi è riuscito a sconfiggerlo in 15 secondi).

Davvero un peccato.

Grande new entry di questo titolo è senz’altro il doppiaggio e localizzazione in lingua italiana. Trattandosi di un gioco dell’epoca playstation, non dovrete aspettarvi chissà quale prova recitativa…dopotutto il cast vocale è composto solo da Angelo Cola (Cortex), Andrea Piovan (da Kojimiani lidi) e Benedetta Ferraro. Consiglio, per farvi un’idea, di trovare tutte le cutscenes del gioco e di dare un ascolto a questo…”coso”. Il doppiaggio inglese, invece, si attesta su buoni livelli (niente di eccezionale).
Persino la colonna sonora ha ricevuto un boost di potenza. Tracce finalmente interessanti, ben composte e che non vi usciranno mai dalla testa (specie il tema della Warp Room). Non posso che ricordare il tema dei livelli “cascata” in cui la stessa traccia vi infonderà un senso di pericolo e di fretta (specie nella variante con cronometro). In pratica la varietà è davvero ottima.

Anche graficamente c’è stato un boost. Il modello di Crash e di tutti i comprimari (quando appaiono) sono più definiti e meno spigolosi. Gli ambienti sono più vari, aperti. Non mancano nemmeno aree bonus o strade secondarie da poter imboccare. Non ci si può proprio lamentare.

Non mancano nemmeno (come le password del primo) una serie di extra, easter eggs e divertenti segreti da scoprire sulla vostra strada. Vi faccio un esempio su tutti. Avete presente l’orsetto che trovate nella seconda warp room? Ecco, provate a saltarci più volte sopra. Piaciuto? Questi sono i vantaggi del picchiare i cuccioli di foca. Eheh.

Per il resto cosa posso dire? Cortex strikes back è, se possibile, il primo capolavoro della saga. Il primo a elevarsi dal prototipo iniziale e a proporre una sfida impegnativa (non masochistica) e miglioramenti sotto tutti i punti di vista. Ogni mia lamentela riguardo il primo capitolo è stata risolta, e in un solo anno di tempo! Sarebbe davvero difficile aggiungere altro senza finire per essere ripetitivi. Non posso che consigliare questo capitolo nella maniera assoluta. Dopotutto c’è un motivo per cui è così noto…

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