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Elite: Stagione 2 – Recensione dei primi 2 episodi | Anteprima

  • di Marco Travicelli Sciarra
  • Settembre 6, 2019
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Elite

A circa un anno di distanza dall’uscita della prima stagione, la serie spagnola Elite torna su Netflix con una nuova stagione. Grazie a Netflix Italia abbiamo avuto la possibilità di vedere i primi 2 episodi in anteprima per darvi il nostro parere.

La scorsa stagione si era chiusa con la shockante rivelazione dell’assassino di Marina, ovvero Polo, uno dei migliori amici di Guzmán (il fratello di Marina). La colpa però ricadrà su Fernando, detto Nano, fratello maggiore pregiudicato di Samuel, che da Marina aspettava, segretamente, un bambino. La nuova stagione si apre con l’inizio di un nuovo anno scolastico alla Las Encinas, che porta con se il ritorno di vecchie conoscenze e l’arrivo di nuovi studenti. Nonostante tutti vogliamo assolutamente tornare alla normalità dopo la morte di Marina, il loro desiderio si rivelerà irrealizzabile, poiché tutti i segreti che si stanno portando dietro diventeranno un fardello impossibile da sopportare.

In modo analogo alla struttura interrogativa della prima stagione, che indagava sulla morte di Marina, anche questa seconda stagione mostrerà la polizia intenta ad interrogare diversi studenti della Las Encinas sulla misteriosa sparizione di uno di loro, ed attraverso le domande ed i flashback, la verità verrà a galla.

La serie riprende da dove l’avevamo lasciata, con diverse trame ancora aperte, tra cui quella principale. Nano sta scontando un’ingiusta pena per l’omicidio di Marina, ma Samuel non si fermerà fino a quando non sarà riuscito a scoprire il vero colpevole e scagionerà suo fratello. Come sappiamo dalla scorsa stagione sono tre le persone a conoscenza del vero assassino, ovvero Clara, Christian e, ovviamente, Polo. I tre nella prima stagione hanno intrapreso una particolare relazione a tre, che ha portato Christian ad avvicinarsi sempre di più a Carla, fino ad arrivare a coprire la colpevolezza di Polo, condannando così al carcere il suo migliore amico. Christian è sempre più risentito per l’accaduto, finendo per far vacillare l’equilibrio tra i tre.

Questa seconda stagione ci porta anche a conoscere sin da subito 3 nuovi personaggi. Il primo è Valerio, estroso fratello di Lucrecia tornato in città dopo una lunga assenza; Rebeca, una ricca ragazza che, come Marina nella prima stagione, non bada troppo alla sua ricchezza e intraprende un’amicizia con Samuel e Nadia; e Cayetana, una misteriosa nuova arrivata, subito molto popolare tra gli studenti.

A metà tra Tredici e SKAM, Elite continua, anche in questa nuova stagione, a portare avanti le tematiche già introdotte nella precedente stagione, che sono anche la cosa che personalmente apprezzo di più, sopratutto pensando al target a cui la serie è rivolta. Se pure con minore intensità rispetto all’inizio della prima stagione, ritorna con prepotenza il tema della lotta di classe. Molto più centrale in queste prime puntate è l’omosessualità e la difficoltà di farla accettare in famiglie di determinate culture, come quella musulmana. Entra poi in gioco, con il personaggio di Guzmán anche l’elaborazione del lutto.

La regia di queste prime 2 puntate è buona, in linea con il trend della prima stagione ed in generale con quello di altre produzioni spagnole di buon livello. Come detto in precedenza la narrazione si divide in 2 linee temporali ben distinte, che si interscambiano tra di loro in modo molto scorrevole, senza ricorrere a bislacchi stratagemmi per differenziare i piani temporali (come invece abbiamo visto nella terza stagione di Tredici). La recitazione è nella media, niente di eccezionale ma comunque di livello accettabile.

Elite però, sin da subito, presenta alcuni difetti ben evidenti, riscontrabili in parte anche nella prima stagione. Tutti questi difetti riguardano principalmente l’impianto narrativo e la scrittura dei personaggi. Fin troppo spesso ci troviamo difronte a situazione al limite dell’assurdo, troppo estreme per risultare veritiere. Si passa da momenti di calma e riflessine, all’isteria più totale senza una reale motivazione. Se non bastasse, alcuni personaggi, Lucrecia su tutti, subiscono cambiamenti caratteriali repentini, che risultano poco credibili e alquanto disorientanti.

Pur non essendo all’altezza de La Casa di Carta e Vis a Vis, Elite si conferma un buon prodotto dedicato ad un pubblico di adolescenti, che affronta diverse tematiche attuali inserendole in una trama tutto sommato intrigante. Alcune scelte deliranti di scrittura però potrebbero minare la buona veicolazione dei messaggi, finendo per far scadere il tutto. Una serie consigliata a chi apprezza serie teen come Tredici o Riverdale.

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