Le avventure di Faith tornano con Edizioni Star Comics: questa volta però la giovane psiota avrà però bisogno dell’aiuto di un altro eroe Valiant.

Faith, dopo l’ultimo scontro con un alieno, è ricercata dalla polizia: quando però Animalia (Monica Jim) della ex Generazione 0 le chiederà aiuto a causa di strani fantasmi che la tormentano, l’unica scelta sarà rivolgersi a Doctor Mirage, esperta nel campo di tutto ciò che è defunto. Faith e Doctor Mirage si troveranno dunque a viaggiare nel lato morto per trovare la soluzione ai problemi di Monica.

Jody Houser (Mother Panic) ci accompagna in questa nuova avventura della psiota, decisamente diversa dalle altre. Faith, dopo essersi allontanata dagli altri psioti, è diventata una delle eroine più amate d’America nonostante il suo aspetto normalissimo, ma ora si trova osteggiata dal pubblico che la crede un’eroina e dovrà fare del suo meglio per aiutare l’amica. La Houser non si occupa propriamente di una storia che vede al centro solo l’eroina titolare del fumetto, ma tutta la zona del sogno e anche Doctor Mirage. Mirage è uno degli ultimi personaggi di creazione di Valiant, che ha subito una necessaria esposizione nell’ultimo periodo con l’avvicinarsi dell’uscita della sua serie tv, ma che qui è necessaria, proprio perché si parla di fantasmi e lei ne è l’esperta in questo mondo. Il viaggio reso graficamente da Margerite Sauvage è decisamente strano: quando ci si aspetta di viaggiare in una sorta di “zona morta” ci si immagina morte e distruzione, mentre la zona in cui Monica Jim si trova a combattere i suoi demoni è colorata, ma nasconde un’oscurità gigantesca. Il tratto particolarmente dolce e preciso della Sauvage ben si sposa con il tipico fumetto teen che è Faith, ma riesce anche a consegnare qualche splash page che da peso alla protagonista.

Il fumetto funziona nella sua semplicità, è una storia che invita a lasciare andare i rimpianti e cercare di vivere la vita al meglio delle proprie possibilità: non si potrà mai definitivamente dimenticare una persona cara scomparsa o qualcuno che ti abbandona, ma l’idea di poter prendere forza da questo e andare avanti è molto presente nel fumetto e quando viene espressa da Doctor Mirage, il personaggio più ancorato al passato, c’è quasi da considerarlo un vero e proprio momento catartico per lei. Probabilmente se Faith e Monica Jim ne escono bene per i motivi sopracitati, Mirage ne esce meno bene, diventando solo uno strumento per uno scopo e seppur sia usata per definire il modo di sconfiggere il demone di turno, dimostra di non aver appreso nulla dalla sua stessa lezione. Il villain inoltre è scialbo e sa di visto e rivisto: in definitiva il fumetto pecca proprio nel finale, non dando nulla di nuovo al lettore, che magari si aspettava una storia di Faith e non una corale dove, seppur la protagonista ne risulti al centro, spesso è molto meno interessante dei suoi comprimari.

RASSEGNA PANORAMICA
Faith: La Zona del sogno
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Sono Luca, fin da piccolo mi sono interessato ai fumetti e successivamente alle serie tv, quando mi è stata data la possibilità di parlare delle mie passioni mi sono ficcato in questo progetto. PS: Ryan Ottley mi ha chiamato Tyrion non ricordandosi il mio nome.
faith-la-zona-del-sogno-superare-la-perdita-recensioneIl fumetto funziona nella sua semplicità, è una storia che invita a lasciare andare i rimpianti e cercare di vivere la vita al meglio delle proprie possibilità, non si potrà mai definitivamente dimenticare una persona cara scomparsa o qualcuno che ti abbandona, ma l'idea di poter prendere forza da questo e andare avanti è molto presente nel fumetto e quando viene espressa da Doctor Mirage, il personaggio più ancorato al passato c'è quasi da considerarlo un vero e proprio momento catarchico per lei. Probabilmente se Faith e Monica Jim ne escono bene per i motivi sopracitati, Mirage ne esce meno bene, diventando solo uno strumento per uno scopo e seppur sia lei stessa usata per definire il modo di sconfiggere il demone di turno dimostra di non aver appreso nulla dalla sua stessa lezione. Il villain inoltre è scialbo e sa di visto e rivisto, in definitiva il fumetto pecca proprio nel finale, non dando nulla di nuovo al lettore, che magari si aspettava una storia di Faith e non una corale dove seppur la protagonisti ne risulti al centro, spesso è molto meno interessante dei suoi comprimari.

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