Barton Fink – È successo a Hollywood (1991)

Pensato durante la lavorazione di Crocevia della Morte, Barton Fink è sicuramente tra i migliori film dei Fratelli Coen. Solamente al quarto film riescono a vincere al Festival di Cannes ben 3 premi, tra cui la Palma D’Oro, Miglior Regia e Miglior Interpretazione Maschile a John Turturro, la cosa divertente è che dopo quest’edizione il festival dovette rivedere il regolamento mettendo la regola che ogni film non poteva vincere più di un premio.
La trama narra del drammaturgo di New York Barton Fink, che nel 1941 accetta un’offerta per lavorare come sceneggiatore a Los Angeles. L’uomo, però, deve affrontare il blocco dello scrittore mentre si ritrova a scrivere la sceneggiatura di un film a basso costo. Questo è uno dei film più complessi dei Coen: tutto in realtà non è assolutamente quello che sembra.
In questo film è la sceneggiatura, il copione, che viene davvero messo in risalto rispetto ai 3 precedenti: un lungometraggio pieno di idee visive e di scrittura, che scava a fondo nell’ animo umano fino a distruggerlo, come accade al personaggio di Barton. Tantissime sono le sequenze da antologia, ma soprattutto in questa pellicola per la prima volta viene veramente messo in mostra il potenziale attoriale dei grandi John Turturro e John Goodman, che qui praticamente sono quasi gli unici attori in scena per buona parte del film, i due infatti danno sfogo a delle interpretazioni eccezionali. Ricordiamo inoltre che questo è il primo film dove collaborano con il grande direttore della fotografia Roger Deakins, mentre nei precedenti avevano collaborato con Barry Sonnenfeld, futuro regista dei tre film sui Men in Black e Wild Wild West.

Mister Hula Hoop (1994)

Dopo 3 anni dal successo di critica e pubblico di Barton Fink, Joel e Ethan si fanno aiutare da Sam Raimi per scrivere una delle loro sceneggiature più folli: Mister Hula Hoop.
La trama racconta di un azienda, la Hudsucker Industries, che assume un uomo (Norville Barnes) come presidente per farlo diventare capro espiatorio di una situazione finanziaria difficile. Ma il piano fallisce quando Norville inventa l’hula hoop.
Mister Hula Hoop è uno sicuramente uno dei film meno conosciuti dei fratelli, che con il lungometraggio successivo inizieranno a farsi conoscere molto di più.
Questa folle commedia seppur non perfetta e con alcuni evidenti problemi rimane una screwball comedy con atmosfere anni ’30-’40 riuscitissime, con vari riferimenti che spaziano dal cinema di Hawks, passando per George Cukor fino ad arrivare a quello di Frank Capra. Il loro stile registico qui si fà molto sentire e ci sono momenti davvero folli, come e soprattutto la prima parte. I tre protagonisti sono qui interpretati da Tim Robbins, Jennifer Jason Leigh e il grande Paul Newman in una delle sue ultime grandi interpretazioni. Un film da scoprire per chi non lo avesse visto, perché anche se molto bistrattato è comunque una grande opera.

Fargo (1996)

Per quanto riguarda Fargo, proprio in questi giorni sta andando in onda la quarta stagione della serie tv creata da Noah Hawley che riprende il mood e lo stile dei personaggi di questo film creando varie storie con lo stesso spirito, per ora riuscendoci alla perfezione.
Il film del 1996, cult assoluto e uno dei più riusciti del duo, riesce finalmente a venir apprezzato anche dall’Academy, che decise di premiarli con un Oscar alla miglior sceneggiatura originale, e anche alla protagonista, la grandissima Frances McDormand. Come se non bastasse vinse anche il premio per la miglior regia al Festival di Cannes.
Fargo racconta di Jerry Lundegaard, un venditore con il pallino degli affari ma sempre al verde. Per risollevare la propria situazione finanziaria decide di inscenare il rapimento della moglie Jean per chiedere il riscatto al padre di lei. Da questo film in poi i Coen hanno iniziato ad esplodere nel mondo del cinema: qui riescono perfettamente a mettere insieme i due generi che hanno sempre contraddistinto il loro estro creativo, ovvero la commedia e la tragedia. Fondendo questi due temi riescono a creare una black comedy divertente per situazioni non apparentemente tali, ma per come i personaggi le portano in scena. Fenomenali le interpretazioni dei due rapinatori (Steve Buscemi e Peter Stormare) e quella del grande William H.Macy, purtroppo alla sua prima e per ora ultima collaborazione con i fratelli. Inoltre grande protagonista impossibile da non citare è la neve, che fa perdere e disperdere i protagonisti, e non solo, molte volte. Una grande lezione di scrittura e di cinema.

Il Grande Lebowski (1998)

Su Il grande Lebowski ci sarebbe da scrivere un trattato e poche righe come quelle che seguiranno sicuramente non bastano per poter parlare della potenza di questo lungometraggio, che per molti è stato ed è tutt’ora proprio uno stile di vita. Drugo è un disoccupato giocatore di bowling rimasto legato agli anni Settanta, che si trova coinvolto in un doppio complotto per un puro caso di omonimia. Probabilmente non il capolavoro assoluto dei Coen, ma sicuramente tra i film che li contraddistinguono di più e uno tra i lungometraggi più cult della storia del cinema, il linguaggio del Drugo e la sua storia sono così universali che da più di 20 anni a questa parte riesce ad appassionare sempre più persone, dai giovani ai più anziani.
Anche qui torna il cinema di Howard Hawks: i Coen, grazie al personaggio del Drugo, mettono in scena una rilettura comica del noir, come già successo con altri loro film in passato. Oltre al grande protagonista, quello che rende immortale questa pellicola sono i personaggi, perché anche se compaiono pochissimi minuti entrano dritti nei ricordi, esempio calzante è il Jesus Quintana di John Turturro (dimentichiamoci e non guardate assolutamente il Jesus Rolls diretto da Turturro uscito lo scorso anno).
Oltre a Turturro da ricordare assolutamente il ritorno dei grandi John Goodman e Steve Buscemi e delle grandi performance di Julianne Moore, Sam Elliott e Philip Seymour Hoffman.

Fratello, dove sei? (2000)

Dopo l’insuccesso, che negli anni diventerà seguenti diventerà un cult, de Il Grande Lebowski, i Coen si basano liberamente sull’ Odissea di Omero per creare questa commedia d’avventura con momenti musicali. La trama, in breve, parla di tre detenuti evasi che viaggiano attraverso gli Stati Uniti alla ricerca della refurtiva di un vecchio colpo.
L’avventura è parte integrante di questo film che è un continuo spostarsi da un luogo ad un altro, come un road movie. Anche in questo film tutto è perfettamente dosato, i personaggi sono perfettamente calibrati, non c’è nulla che eccede, anche se forse nella filmografia dei due registi questo risulta un tassello molto meno riuscito di quanto vorrebbe essere.
Pur lavorando tantissimo con l’allegria e con la gioia di questi protagonisti che non hanno una vita perfetta, anzi, e pur non smentendo le loro fantastiche idee visive e narrative, alla fine il film arriva a poco. La musica di questo film è fantastica e i 3 attori protagonisti, George Clooney (nella sua prima delle 5 collaborazioni con loro), Tim Blake Nelson e nuovamente John Turturro sono un trio straordinario.

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