8. Joint Security Area di Park Chan-wook

Prima di Old Boy e della trilogia della vendetta, Park Chan-wook dirige questa meravigliosa pellicola, un thriller giudiziario che parla del confine e del conflitto tra Nord e Sud. Nell’area di confine tra la Corea del Sud e quella del Nord, il capitano dell’esercito svizzero Sophie E. Lang e un ufficiale svedese, entrambi della NNSC, la Commissione di supervisione delle Nazioni Neutrali, sono incaricati di indagare sull’omicidio di due guardie del Nord ad opera di un soldato del sud. Le indagini fanno emergere insospettabili verità. L’opera di Chan-wook è un film potente e profondo che oltrepassa il politico. Quando uscì nel 2000, fu il film coreano con il record di spesa, e divvene anche il film con più incassi di sempre, portando alla svolta il cinema sud coreano.

9. Mademoiselle di Park Chan-wook

Joint Security Area, ecco un’altra pellicola di Park Chan-wook. Ispirato al romanzo inglese Ladra, scritto da Sarah Waters e ambientato nella Londra del 1862, il film del brillante regista sudcoreano è invece ambientato nella Corea del Sud degli anni ’30, durante l’occupazione giapponese. Mademoiselle narra la storia della giovane ereditiera Hideko, alle soglie della maggiore età, una ragazza orfana di entrambi i genitori ed ha perso suicida una zia, a cui era particolarmente legata. Vive quasi reclusa nella grande villa dello zio, un ricco collezionista di libri erotici che intende sposarla per impadronirsi del suo patrimonio. Uno spregiudicato truffatore, che si fa chiamare conte Fujiwara e millanta origini nobiliari, riesce a far assumere come domestica di Hideko l’abile borseggiatrice Sook-hee. Egli intende servirsi della ragazza per scardinare l’equilibrio della casa, sposare Hideko, mettere le mani sul suo patrimonio e infine sbarazzarsene, facendola rinchiudere in manicomio. Park prende e stravolge l’opera originale della Waters, realizzando una pellicola perfettamente in linea con quelle della sua filmografia, un film dalla alta tensione sessuale, ricco di twist narrativi, ottime performance attoriali e una regia a dir poco sublime.

10. Memorie di un Assassino di Bong Joon-ho

Torniamo indietro al 2003 con Memorie di un Assassino, secondo film del regista di Parasite Bong Joon-ho. In un piccolo villaggio, nel 1986, viene trovata una giovane donna brutalmente assassinata. Due mesi dopo, un crimine molto simile, attira l’attenzione dell’opinione pubblica. Lo spettro di un assassino seriale fa sprofondare l’intera regione nel terrore. Due poliziotti locali, tanto brutali quanto impreparati, indagano con mezzi poco ortodossi sugli omicidi. Si unirà a loro un terzo detective, in arrivo direttamente da Seul. Penserà di poter risolvere il caso ma, fra errori e false piste, verrà trascinato negli abissi di un’indagine senza apparente risoluzione. Se pur accora acerbo, anche in questo film possiamo notare lo splendido stile di Bong Joon-Ho, che riesce sapientemente a destreggiarsi tra diversi registri stilistici passando dinamicamente, come visto anche in Parasite, dal comico al drammatico. Nel 2003 questa pellicola segno drasticamente la storia del cinema sudcoreano e, a 17 anni di distanza, si conferma ancor oggi un film eccezionale e profondissimo.

11. Old Boy di Park Chan-wook

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Il 2003 è stata una grande annata per il cinema sudcoreano che, dopo Memorie di un Assassino, sforna una delle sue più grandi pietre miliari, Old Boy di Park Chan-Wook. La pellicola, vincitrice del Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes, è tratto dal manga omonimo di Nobuaki Minegishi e Garon Tsuchiya e fa parte della trilogia della vendetta del regista, iniziata nel 2002 da Mr. Vendetta e conclusa nel 2005 da Lady Vendetta, pellicole che vi consigliamo di vedere. Siamo nel 1988, Oh Dae-su è un uomo comune che il giorno del quarto compleanno di sua figlia, dopo essere stato rilasciato dalla polizia, viene rapito. L’uomo si risveglia e scopre di essere rinchiuso in una piccola e squallida cella-appartamento, dalla quale è impossibile fuggire. Quindici anni dopo, di punto in bianco, Dae-su viene narcotizzato e si risveglia in una valigia: fuoriuscendone, scopre di esser stato liberato e di trovarsi sul tetto di un palazzo. Oh Dae-su ha in mente solamente la vendetta, ma ben presto scoprirà che anche la vendetta fa parte del piano sadico di chi lo ha incarcerato. Con Old Boy ci troviamo di fronte ad un revenge movie con i contro fiocchi, squisitamente violento e elegante in cui Park Chan-wook da libero sfogo a tutto il suo estro artistico, con l’utilizzo di diversi split-screen e lunghi piani-sequenza. Una regia virtuosa, ma non fine a se stessa, che va a legarsi alla perfezione con una sceneggiatura complessa che lascia lo spettatore sempre un passo indietro rispetto al film, un susseguirsi di colpi di scena che vi terranno incollati allo schermo fino ai titoli di coda.

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