12. Pietà di Kim Ki-Duk

Disponibile su RaiPlay

Leone d’oro alla 69esima mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, è il ritorno al grande cinema di Kim Ki-duk. Il titolo è un riferimento alla Pietà di Michelangelo. Kang-do, viene pagato per recuperare i debiti di uno strozzino. Il suo comportamento è estremante violento, storpia e semina morte tra le sue vittime. Un giorno una misteriosa donna si presenta alla sua porta sostenendo di essere sua madre e addossandosi tutte le colpe dei crimini commessi: la donna sostiene che sia colpa sua e che tutto derivi dall’assenza di amore causata dall’abbandono del figlio. Kang-do dopo diverse terribili prove se ne convince e viene per contrappasso messo nella stessa posizione di molte sue vittime. Il diciottesimo film di Kim Ki-duk è tanto ironico quanto alto, e proprio grazie a questa persistente ironia che il film però non si riduce ad una ridonante predica morale. Una mostruosa attrice e una grande prova tecnica (girato con due cineprese contemporanee, 35mm e digitale), sono gli elementi fondamentali che lo rendono un film imperdibile.

13. The Host di Bong Joon-ho

Disponibile su Netflix

Ancora Bong Joon-ho ma genere diverso, infatti di The Host è uno splendido monster movie che fa invidia a produzioni ben più note e blasonate. Un mostro marino, la cui nascita è imputabile allo smaltimento abusivo, avvenuto anni prima, di agenti inquinanti da parte di un’equipe di scienziati, emerge dal fiume Han, a Seul, attaccando e uccidendo i villeggianti intenti a godersi una bella giornata di sole: la creatura mutante, dopo aver mietuto numerose vittime, prende prigioniera una bambina. La pellicola, che vede tra i suoi protagonisti l’attore feticcio di Bong Joon-ho, Song Kang-ho (il padre della famiglia Kim in Parasite) e Bae Doo-na, nota al grande pubblico per Cloud Atlas e Sense8, è un monster movie su i generis con una trama ben più profonda rispetto alle pellicole del genere. The Host è una pellicola fortemente politica che analizza le ingiustizie sociali e le bugie del governo nei confronti dei cittadini, il tutto con un finale a dir poco fantastico.

14. Train to Busan di Yeon Sang-ho

Yeon Sang-Ho dirige uno zombie movie eccezionale che otterrà uno straordinario successo di botteghino e critica. Seok-wu è un manager finanziario separato dalla moglie: la piccola Su-an spesso si sente trascurata da lui e preferisce la compagnia della madre. Sul treno su cui viaggiano i due, per portare Su-an dalla madre che vive a Busan, sale una ragazza che riporta delle ferite strane sul corpo, simili al morso di un animale. Presto si trasformerà in zombi e sul treno per Busan si scatenerà l’inferno. Tanti significati nascosti caratterizzano il film, la cui comprensione però non ne pregiudica l’intrattenimento. Train to Busan non ha nulla da invidiare a tutti quei zombie movies arrivati dopo il film di Romero, anzi è probabilmente uno di quelli che si avvicina di più come tematiche e diseguaglianza sociale a La notte dei morti viventi. Il trucco e gli effetti speciali sono strabilianti.

15. Two Sisters di Kim Ji-woon

Per l’ultimo film torniamo nel 2003 con Two Sister, pellicola ispirata al racconto del folklore coreano Janghwa, Hongryeon jeon. Dopo aver passato un lungo periodo in un istituto per malattie mentali a seguito della morte della madre, le due sorelle Soo-mi e Soo-yeon fanno ritorno a casa, dove ad attenderle, oltre al padre, c’è anche la sua nuova compagna, la giovane Eun-joo. Nonostante le apparenti buone intenzioni iniziali della donna nei confronti delle ragazze, il clima fra loro e la matrigna è tesissimo. Solo le due ragazze sembrano notare una inquietante presenza nella casa: il padre ignora completamente le richieste d’aiuto delle figlie, come se intorno a lui non stesse accadendo assolutamente nulla. Crudo e violento, il thriller-horror di Kim Ji-woon, qui al suo terzo lungometraggio precedente a Bittersweet Life e I Saw the Devil, esplora i meandri più oscuri della nostra mente, avvalendosi di una regia impeccabile ricca di inquadrature geometriche che dimostrano la grande maestria del regista sin dai suoi primi lavori.

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