Borat – Seguito di film cinema

Un seguito che nessuno avrebbe mai immaginato, sia per il finale del primo film, sia per il tempo passato dalla prima pellicola, ma ormai viviamo in un mondo in cui lo streaming permette tutto e nulla sembra più impossibile. Girato in gran segreto durante la pandemia da Sacha Baron Cohen, Borat 2, ossia Borat – Seguito di film Cinema, segue nuovamente il pazzo giornalista kazako. Borat è praticamente scomparso dalla faccia della terra da 14 anni in cui il giornalista fuori di testa è stato rinchiuso in un gulag a causa degli eventi del primo film. Liberato, l’uomo si trova a dover ingraziarsi il presidente degli Stati Uniti: Donald Trump con un regalo al suo più fidato alleato, Mike Pence. Borat dovrà entrare in contatto con Pence e donargli Johnny La Scimmia, la più grande star del Kazakistan. Arrivato in America, Borat si renderà conto di essersi involontariamente portato dietro la figlia, Tutar. Non geniale come il primo, un film difficile che si ritrova una pesante eredità e che allo stesso tempo racconto una storia di un periodo storico difficile, il nostro. E’ sicuramente esilarante e pregno di critica sociale, impossibile da non far rientrare in questa classifica.

Da 5 Bloods

Rilasciato su Netflix a Giugno, Da 5 Bloods è l’ultima fatica di Spike Lee. La pellicola segue quattro veterani della guerra del Vietnam: Paul (Delroy Lindo), Otis (Clarke Peters), Eddie (Norm Lewis) e Melvin (Isiah Whitlock Jr.) insieme all’aiuto di David (Jonathan Mayors) figlio di Paul. I 5 vanno alla ricerca del cadavere del loro caposquadra, Norman (Chadwick Boseman), ma anche di un tesoro che l’Intelligence aveva inviato alle sue spie tra i vietcong. Il gruppo si troverà ad avere a che fare con un paese che, nonostante tutto, deve ancora riprendersi dalla guerra e quindi in piena sofferenza. Da 5 Bloods di fatto è un thriller d’azione molto potente che, attraverso una caccia al tesoro, racconta della società americana e di come ora, come 50 anni fa, la politica e chiunque si sia battuto per la popolazione afroamericana è stato comprato o ucciso. Critica la stessa guerra la sua gestione, e soprattutto quello che un conflitto lascia inevitabilmente dietro di sé.

Il Buco

Film spagnolo originale Netflix, Il Buco è diretto da Galder Gaztelu-Urrutia ed arrivato sulla piattaforma il 24 marzo, diventando in fretta uno dei film più visti sia per la sua qualità che per l’interesse che la locandina suscitava. Il titolo del film si riferisce alla struttura penitenziaria di massima sicurezza in cui si svolge l’intero film. I protagonisti sono Goreng (Iván Massagué) e Trimagasi (Zorio Eguileor) che si risvegliano al 48° livello della prigione. Unendo le forze riescono a comprendere il funzionamento del penitenziario: dal livello 0 ogni giorno parte una piattaforma piena di cibo, in cui i detenuti di ogni livello potranno banchettare. L’altra particolarità della struttura è che dopo un certo periodo di tempo, i detenuti vengono spostati di livello e in maniera completamente causale, portandoli ad una situazione migliore o peggiore a seconda del livello. In maniera cruda e diretta, il film è un’interessante metafora sulla lotta di classe, che porta i comportamenti umani all’estremo mettendo in scena orrori e deliri di una mente sopraffatta dalla fame. Il Buco è una pellicola che sul lato tecnico non ha nulla da invidiare ad altre produzioni più grandi, riuscendo nell’impresa sia di disgustare che di affascinare lo spettatore.

Il Processo ai Chicago 7

Netflix continua a dare voce a registi che purtroppo hanno ormai sempre meno possibilità di appellarsi alle grandi major. Il processo ai Chicago 7 è la nuova pellicola, scritta e diretta da Aaron Sorkin, che segue il processo ai cosiddetti Chicago Seven, un gruppo di attivisti contro la guerra del Vietnam accusati di aver cospirato per causare lo scontro tra manifestanti e Guardia Nazionale avvenuto il 28 agosto 1968 a Chicago. Il film segue l’intero processo passato alla storia per la sua durata e per le numerose manifestazioni che si sono svolte durante il suo svolgimento. I 7 sono interpretati da: Abbie Hoffman (Sacha Baron Cohen), esponente della controcultura americana dal carattere irascibile, con precedenti penali, Jerry Rubin (Jeremy Strong), Bobby Seale (Yahya Abdul-Mateen II), John Froines, Tom Hayden (Eddie Redmayne), Lee Weiner (Noah Robbins) e David Dellinger. La pellicola di Sorkin si focalizzata sul processo ma anche sulle vite di ognuno degli imputati risultando cos’ particolarmente intima e approfondita, raccontando uno spaccato di storia americana che ancora oggi viene ricordato come uno dei più grandi tumulti della storia.

I Predatori

Questo 2020 ha segnato l’esordio in cabina di regia di Pietro Castellitto, figlio di Sergio, che già si era potuto apprezzare, in veste di attore, nell’adattamento a film de La Profezia dell’Armadillo di Zerocalcare. Con I Predatori, il giovane si mette sia davanti che dietro la macchina da presa, regalando al pubblico una pellicola che racconta storie umane di personaggi che cercano incessantemente un cambiamenti e un miglioramento per la propria condizione, anche al costo di portare altri a fare le spese delle proprie azioni, come dei veri e propri predatori. A livello tecnico, la pellicola soffre un po’ della voglia di mettersi in mostra di Castellitto figlio, ma questo è un discorso che vale un po’ per tutte le opere prime. In compenso, il messaggio arriva forte e chiaro e il finale, dal sapore agrodolce, lascerà il pubblico con più domande che risposte.

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