Avatar: La Via dell’Acqua

Regia di James Cameron

Il ritorno di James Cameron su Pandora a tredici anni del primo film, il più grande successo al botteghino della storia del cinema. Jake Sully e Neytiri hanno formato famiglia, tuttavia, gli umani hanno deciso di ritentare l’invasione, guidati dall’ex comandante di Sully, il colonnello Miles Quaritch che con alcuni altri marine viene fatto entrare nell’avatar di un Na’vi per assomigliare ai nemici e ingannarli con il compito di catturare il traditore Sully, considerato il vero stratega della resistenza anti terrestre. Quando si parla di Avatar si parla di esperienza, che va oltre il semplice guardare un film. Un’esperienza di immersione in un mondo straordinario. Un film che di fronte ad una narrazione un po’ troppo semplice, quasi situazionale, impalca una struttura visiva incredibile.


Belle

Regia di Mamoru Hosoda

Lo studio Chizu festeggia 10 anni di attività con Belle, la nuova pellicola di Mamoru Hosoda (La Ragazza che saltava nel tempo, Wolf Children). La pellicola è ambientata in U, una realtà virtuale estremamente popolare che scannerizza la biometria degli utenti la prima volta che si collegano, creando un avatar unico proprio alla persona. La protagonista è Suzu, una studentessa che soffre della sindrome dell’abbandono che viene convinta a registrarsi ad U. La ragazza è una cantante talentosa ed in fretta riuscirà a divenire famosa. Quando un attacco di un misteriosa avatar crea scompiglio al suo ultimo concerto, la sua avventure inizierà. Hosoda con questo film e forte della sua popolarità decide di usare una tecnica mista di animazione tradizionale e computer grafica, computer grafica utilizzata per lo più quando ci si trova in U. Ma “Belle” non ha nemmeno paura di prendersi il suo tempo e approfondire i personaggi oltre che il mondo in cui si muovono. Non siamo certamente di fronte ad una pellicola perfetta, ma un’ottima prova da regista e da sceneggiatore di Hosoda che seppur pecchi in alcuni punti per il ritmo non manca di sorprendere.


Blonde

Regia di Andrew Dominik

Tratto dal romanzo di Joyce Carol Oates ed interpretato da una straordinaria Ana De Armas nei panni della più grande diva di tutti i tempi, il nuovo film di Andrew Dominic è un viaggio doloroso nella vita di Marilyn Monroe esplorato attraverso i suoi traumi, le sue debolezze. Odiata da molti e amata da tanti, la trasposizione del romanzo di Oates verrà sicuramente ricordata per il grandissimo lavoro fatto dalla sua attrice protagonista e da un comparto tecnico e registico magistrale. Traumatico sì, ma dolorosamente bello.


Bones and All

Regia di Luca Guadagnino

Storia d’amore e di cannibali. Maren (Taylor Russell), è costretta ad impara a sopravvivere ai margini della società insieme a Lee (Timothée Chalamet), un reietto vagabondo dall’animo combattivo. I due intraprenderanno un’odissea di centinaia di chilometri lungo l’America di Ronald Reagan, tra passaggi segreti, botole e stradine di provincia. Ma per quanto ci provino, qualunque strada non farà che portarli indietro ai loro terribili trascorsi, sino al momento finale, che decreterà se il loro amore sarà realmente in grado di sopravvivere al loro essere “altro” rispetto al mondo che li circonda. Un horror sì, ma romantico, delicato, che fa proprio del contrasto amore/sangue il suo punto di forza. Guadagnino si conferma ancora un volta un autore eclettico, capace di adattare un romanzo per ragazzi, in un coming of age, un viaggio on the road originale e indimenticabile.


Potrebbe interessarti anche:

Lascia un commento