The Northman
Regia di Robert Eggers
Robert Eggers arriva finalmente al cinema con la sua prima imponente prova ad alto budget, dopo due film splendidi ma anche con un risicato budget nonostante alcuni nomi noti come The VVITCH e The Lighthouse, entrambi particolarmente ispirati da un immaginario antico o passato e con tinte horror più pronunciate in alcuni punti, ma sempre presenti. La pellicola vede protagonista Alexander Skarsgård nel ruolo di Amleth, nella versione più antica della più nota storia di vendetta della letteratura. Siamo nel 895 D.C., il re Aurvandill (Ethan Hawke), è stato ucciso dal fratello Fjölnir (Claes Bang), ma non riesce comunque ad interrompere la stirpe, infatti il principe Amleth (Alexander Skarsgård) fugge e giura vendetta. Anni dopo, Amleth è cresciuto ed è diventato un berserkr, un guerriero feroce e preciso nell’arte dell’uccisione. Amleth riesce a venire a sapere del destino dello zio e così con l’aiuto della maga Olga (Anya Taylor-Joy), si dirige in Islanda per vendicarsi e liberare la madre, Gudrún (Nicole Kidman), che ora è la moglie di Fjölnir. Anche con questa pellicola Eggers riesce a restituire un’immaginario antico, ma preciso e veritiero, senza dimenticare però la magia e la sacralità che storie di questo genere necessitano. Non mancano i simbolismi ma neanche la crudezza che un film del genere richiederebbe. Purtroppo non è un film perfetto, i tanti mezzi produttivi cozzano un pò con lo stile essenziale di Eggers in alcuni punti, ma consegnano comunque un prodotto che avercene così al cinema ogni mese.
Top Gun: Maverick
Regia di Joseph Kosinski
Il sequel del leggendario film del 1986 riporta in scena l’iconico pilota interpretato da Tom Cruise a 36 anni di distanza per quello che è forse il più grande successo cinematografico dell’anno. Il film rinuncia all’uso di CGI su larga scala e alza il livello delle riprese aeree, scelta impegnativa ma che permette di vivere in prima persona la tensione e lo sforzo fisico e mentale dei piloti coinvolti. Top Gun: Maverick regala le migliori scene d’azione degli ultimi anni riuscendo inoltre a non sacrificare nulla sul piano della caratterizzazione dei suoi personaggi, primo tra tutti il protagonista interpretato da Tom Cruise, ora costretto a riscoprirsi mentore. Dopo più di trent’anni di servizio nella Marina il Tenente Pete ‘Maverick’ Mitchell cerca ancora di schivare l’avanzamento di carriera che metterebbe un freno alla sua libertà dedicandosi al collaudo di aerei sperimentali, tuttavia quando viene chiamato ad addestrare un distaccamento di allievi dell’accademia Top Gun per una missione potenzialmente mortale, Maverick dovrà riallacciare i rapporti col Tenente Bradley Bradshaw, nome di battaglia ‘Rooster’, il figlio del compianto Goose. In lotta con i fantasmi del passato, l’esperto pilota dovrà confrontarsi con le sue paure più profonde per portare a termine la missione più pericolosa della sua carriera e riportare a casa i suoi ragazzi.
Triangle of Sadness
Regia di Ruben Östlund
Dopo The Sqaure, il regista Ruben Ostlund torna con una pellicola sovversiva che è valsa la Palma D’Oro a Cannes. Yaya e Karl, rispettivamente un’influencer e un modello in ascesa, vengono invitati su un moderno e lussureggiante yatch per sponsorizzare una vacanza da mille e una notte. Una volta a bordo dell’imbarcazione capitanata dal comandante marxista Thomas Smith, faranno la conoscenza di un parterre di ospiti tanto stravaganti quanto eccentrici e schifosamente ricchi, completamente ignari, come loro solito, della minaccia che sta per abbattersi sulle loro teste. Un’esplosione di satira, sporca, eccessiva e correttamente scorretta , a cavallo tra Parasite e Travolti da un insolito destino di Wertmuller, Triangle of Sadness non è nulla di nuovo all’interno del panorama cinematografico contemporaneo che tende spesso a deridere e criticare un sistema fortemente capitalista. Ad essere originale e sovversiva è però la modalità con cui Östlund racconta la sua storia prendendosi gioco e sbeffeggiando quella che solo teoricamente dovrebbe essere la classe sociale più forte.
X – A Sexy Horror Story
Regia di Ti West
Prodotto dalla A24, ormai sinonimo di qualità, e diretto da Ti West X: A Sexy Horror Story è forse quello che oggi mancava al sottogenere slasher dell’horror, una miscela di sangue, sarcasmo e sesso che negli anni è completamente svanita per dare spazio solo all’efferatezza delle sequenze proposte. Un film all’apparenza classico e ordinario che cela un’originalità e una freschezza che da tempo mancavano al genere. 1979, Texas. Maxine, Lorrine, Bobby-Lynne , Wayne, Jackson Hole , e RJ, viaggiano nelle strade deserte dello stato per raggiungere la campagna dove hanno affittato una piccola casa disabitata di proprietà dei due anziani Howard e Pearl, per realizzare quello che definiscono un “porno d’autore” un film per adulti ma con uno sguardo più autoriale. Ben presto si accorgeranno che i due anziani proprietari della casa nascondono non pochi segreti e che la loro notte di fuoco si sta per trasformare in un incubo ad occhi aperti. Un film fatto di contrasti, di opposti, giovani-anziani, sesso-religione, luce-buio, X riscrive le regole del genere non andando ad intaccare minimamente il filone slasher, anzi apportando novità all’interno di un prodotto solo all’apparenza canonico.
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