Licorice Pizza
Regia di Paul Thomas Anderson
La nuova pellicola del grande Paul Thomas Anderson è forse la più grande boccata d’aria di questo 2022. Uscito nel 2021 negli Stati Uniti e solo quest’anno in Italia segue la storia del Il quindicenne Gary Valentine che si invaghisce della venticinquenne Alana Kane nella San Fernando Valley degli anni ’70. Dopo un iniziale rifiuto da parte di lei, i due iniziano a frequentarsi diventando amici. Con il tempo il loro rapporto si intensifica portandoli a vivere diverse situazioni che li avvicineranno e allontaneranno in una perpetua corsa e rincorsa tra gli anni dell’adolescenza e della pubertà. Un inno alla crescita e a che cosa significa innamorarsi, rincorrersi, trovarsi e di nuovo perdersi. Con maestria l’autore delinea una storia frammentata, episodica, quasi post-moderna, approcciandosi in modo del tutto originale al racconto di formazione e alla commedia romantica.
Marcel the Shell with Shoes On
Regia di Dean Fleischer Camp
Uno dei migliori film d’animazione del 2022 ha per protagonista una piccola conchiglia con le scarpe da ginnastica che vive insieme alla nonna all’interno di una grandissima casa che viene affittata su AirBnB. Quando la sua famiglia viene accidentalmente portata via da alcuni ospiti che avevano prenotato la casa, il piccolo Marcel resta solo con l’anziana nonnina. Sarà l’arrivo di Dean nella casa che permetterà a Marcel in un modo del tutto inaspettato di far sentire al mondo la sua piccola voce e la sua grande storia. Profonda, commovente ed emozionante, la storia della piccola conchiglietta Marcel saprà farsi breccia nei cuori dei suoi spettatori, grandi e piccini, grazie alla sua inesauribile dolcezza e al suo profondo ottimismo nell’approcciarsi alle situazioni della vita, anche a quelle più difficili.
Men
Regia di Alex Garland
Alex Garland dopo il fallimento di Annientamento (2018) torna al cinema con una pellicola che è un horror ma parla anche della contemporaneità, della misoginia e di tanto altro. Harper (Jessie Buckley) ha alle spalle un matrimonio fallito e decide così di ritirarsi in una casa in campagna per riuscire a riprendersi dal dolore. Al suo arrivo farà la conoscenza di Geoffrey (Rory Kinnear), il proprietario della casa. Ben presto la donna farà la conoscenza di alcuni uomini che inizieranno a tormentarla al pari del suo passato. Se questi ultimi anni ci hanno detto qualcosa è che finalmente l’horror sta tornano a riprendersi quel ruolo di ornamento di temi sociali e critica che era stato negli anni ’80 e ’90, e che sempre più autori come Garland non solo dimostrano di saper maneggiare entrambi ma lo fanno con maestria quasi unica. Seppur una parte iniziale lenta (volutamente), la pellicola mostra tutta la sua forza appena ci si abbandona a questi lunghi flashback e visioni, il regista prende una storia tanto semplice e classica e ci inserisce un tema sempre più discusso quello della mascolinità tossica, senza esagerare con l’elemento horror ma anche riempiendo la pellicola di simboli e associazioni visive, uditive e di senso. Se apprezzate questo genere di racconti, la pellicola non dovrebbe mancare nella vostra lista di visioni per l’anno nuovo.
Nope
Regia di Jordan Peele
In una gola in California, vivono OJ e Em, fratello e sorella che possiedono un ranch insieme al padre Otis Haywood Sr. Dopo la tragica e misteriosa morte di quest’ultimo, i due giovani si ritrovano a dover affrontare insoliti eventi che accadono all’interno del loro maneggio. Ormai economicamente alla deriva, Em decide di provare a riprendere in mano le redini della loro vita e riportare in alto il nome della famiglia registrando le misteriose apparizioni UFO a cui ogni giorno lei e il fratello assistono per poi rivenderle alla televisione… cosa potrà mai andare storto? Nope si contraddistingue per l’eccezionale modo in cui sovverte e trascende le regole dell’horror, lasciando lo spettatore disorientato, incapace di distogliere lo sguardo da ciò che sta vedendo sullo schermo. Un film complesso, metaforico, ma anche esteticamente godibile, che riconferma Peele uno dei registi horror più innovativi degli ultimi anni. Una dark comedy che finalmente rompe gli schemi e denuncia in modo beffardo ma sincero quel sogno tipicamente hollywoodiano di inseguire “l’immagine perfetta” che non esisterà mai.
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