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Humberto Ramos

Intervista a Humberto Ramos | Speciale Lake Como Comic Art Festival

  • di Alberto Tollini
  • Maggio 26, 2019
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Durante la seconda edizione del Lake Como Comic Art Festival, nella splendida di Villa Erba, abbiamo avuto il piacere di intervistare Humberto Ramos. L’artista messicano, dopo aver mosso i primi passi in DC sulla testata di Impulse scritta da Mark Waid approda in Marvel e, dopo alcuni lavori, troverà la sua dimensione su Amazing Spider-Man diventando uno dei disegnatori più iconici  e prolifici della testata del Tessiragnatele.


Ciao Humberto, benvenuto su RedCapes! Siamo davvero contenti di rivederti in Italia!

Ciao RedCapes, sono davvero contento di essere tornato in Italia. Il vostro Paese è meraviglioso.

Iniziamo parlando di Spider-Man. Dato che sono anni che disegni le avventure del Tessiragnatele, secondo te perchè il personaggio di Spider-Man  continua ad ammaliare generazioni di lettori?

Credo che il motivo del successo e del fascino di Spider-Man dipenda dall’umanità del personaggio, la più realistica nell’intero panorama fumettistico. Sin dagli albori, Peter è sempre stato più importante della maschera di Spider-Man e in fin dei conti,  pur privato dei poteri, è lui è la vera essenza dietro l’Uomo Ragno nonché il motivo per cui questo personaggio, a distanza di più di cinquant’anni, riesce a  stregare e intrattenere generazioni e generazioni di lettori.

E invece, dal punto di vista grafico, come fai a mantenere la figura dell’Uomo Ragno nuova e accattivante?

È una domanda alla quale non sono sicuro di avere una risposta (ride). Credo di poterti rispondere dicendoti che solamente con il tempo voi fan potrete giudicare se ci sono riuscito o meno. Posso però affermare che in ogni pagina ho dato il meglio di me, con l’intento di mostrare lo Spider-Man migliore che potessi. Soprattutto in questi ultimi anni, dato l’alto livello della concorrenza presente sul mercato, ho cercato di migliorami numero dopo numero, provando ogni volta a fare qualcosa di diverso.

Da quanto appena detto, anche te sei concorde nel ritenere che la tua arte sia cambiata nel corso degli anni. Come giudichi i tuoi lavori più vecchi rispetto a quelli più  recenti?

Sarò il più onesto possibile: alcuni mi piacciono mentre altri no (ride). Penso però di aver sempre disegnato al meglio delle mie possibilità e con una certa continuità nel mostrare le mie capacità. Credo di essere rimasto fedele e onesto con me stesso e con i lettori oltre ad essere sempre aperto all’imparare dai miei errori e da altri artisti.

È davvero bello sentire affermazioni simili da un artista del tuo calibro. Ricollegandomi invece al tuo lungo sodalizio sulle pagine delle testate ragnesche, durante Superior Spider-Man il tuo modo di disegnare Peter/Spider-Man era differente rispetto a prima?

Domanda interessante; credo e voglio pensare di esserci riuscito usando gesti e posture diverse rispetto a quelle classiche per Peter e attraverso piccoli dettagli che rimarcassero la presenza della mente di Otto nel corpo di Peter.

Rimanendo sempre in tema, attualmente stai lavorando alla testata assieme a Nick Spencer il quale è subentrato a Dan Slott dopo una run decennale. Avendo collaborato con entrambi, quali sono le differenze che hai potuto notare sulla loro visone del personaggio ma anche sul loro modo di lavorare?

La caratteristica comune ad entrambi è che senza dubbio hanno le idee chiare sul tipo di storia da raccontare e ciò si nota ancora di più nei dettagliati script che mi inviano. Invece la differenza sostanziale tra i due riguarda la visione che hanno di Spider-Man. Nick vuole tornare agli albori del personaggio, proponendo storie dal taglio più semplice, che siano divertenti e alla portata di tutti. Con Dan invece il personaggio è cresciuto tantissimo. Negli anni Dan ha sconvolto e modificato Peter e il suo universo seguendo sempre un’idea precisa, restando però fedele all’essenza del personaggio. Partendo dall’inizio della sua run, sono accadute un sacco di cose connesse tra loro che hanno contribuito a formare il mosaico finale; ecco credo che per leggere lo Spider-Man di Dan il lettore dovesse avere un’infarinatura generale della storia del Tessiragnatele fino a quel momento.

Come hai appena affermato sia Nick che Dan ti hanno sempre sottoposto script molto dettagliati. Da artista, preferisci lavorare con un full script oppure con una sceneggiatura più libera che ti permetta di variare e dare sfogo alla tua creatività?

Premettendo che non amo lavorare su progetti senza una trama ben definita, mi è capitato talvolta di realizzare qualche tavola in totale libertà. Pur essendo divertente a livello creativo preferisco lavorare seguendo la linea tracciata dallo sceneggiatore, attenendomi alla sua sceneggiatura.

Parlando invece di alcuni deui tuoi altri lavori, due anni fa hai illustrato Champions, scritto da Mark Waid con il quale hai collaborato su Impulse agli inizi della tua carriera. Come è stato toornare a lavorare con Waid dopo tutto questo tempo?

Per me Mark è un amico e un mentore. Il periodo passato con lui su Impulse è stato molto bello e mi ha permesso di crescere e imparare tante cose. Nel corso degli anni abbiamo cercato più volte di incrociare di nuovo le nostre strade e finalmente con Champions ci siamo riusciti. Lavorare con lui su quella testata è stato davvero stupendo sotto ogni aspetto  e credimi quando ti dico che non è stato per niente facile dirle addio e tornare su Spider-Man. Mi sarebbe piaciuto avere ancora più tempo con quei personaggi.

Credo che Champions abbia la stessa essenza di cui parlavamo all’inizio per Spider-Man. Dal più banale “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” fino alla crescita e maturazione di questi teenage superheroes, non sei d’accordo?

Sì, assolutamente. Credo che le prime cinque tavole della testata spieghino al meglio le tematiche da noi trattate e da te citate: nessun eroe arriverà a salvare il mondo ma sarà il loro compito, sarà il compito di questi ragazzi con abilità e poteri eccezionali. Abbiamo cercato di rendere i ragazzi protagonisti portatori un messaggio di speranza: se loro saranno disposti a fare del bene con i loro poteri allora renderanno il mondo migliore.

È davvero un messaggio potente il vostro. Inoltre è davvero bello sentire un artista del tuo calibro dire parole del genere e con così tanta passione.

Ti ringrazio.

Un’ultima domanda: per quanto tempo Spider-Man ti terrà ancora impegnato?

Ancora per poco. Qualche settimana fa la Marvel ha annunciato l’arrivo di Patrick Gleason sulle pagine di Amazing Spider-Man come mio sostituto. Per quanto mi dispiaccia lasciare le pagine dell’Uomo Ragno, attualmente sto lavorando ad un nuovo progetto sempre per Marvel che verrà annunciato al San Diego Comic-Con o al New York Comic-Con. Non posso entrare nei dettagli, ma quello che posso dirti è che quando verrà reso noto l’autore e il personaggio su cui sto lavorando credo che i fan resteranno entusiasti da questo progetto tanto quanto me.

Non vediamo l’ora di saperne di più.  Humberto, grazie mille per l’intervista, è stato davvero un piacere parlare con te! A nome di tutta la redazione di RedCapes in bocca al lupo per questo nuovo progetto e ci auguriamo di rivederti presto in Italia.

È stato un piacere. Grazie e alla prossima.

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Per gli amici Tollo, ha un debole per gli eroi in tutina Marvel e DC dal luglio del'92. Crescendo scopre Frank Miller e Grant Morrison che gli cambiano il modo di intendere il fumetto e da allora professa instancabilmente la loro parola. Districandosi tra una recensione e un'intervista, sperperà metà del suo stipendio per seguire ogni singola serie di Rick Remender.
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