Da qualche giorno è disponibile su Netflix la quarta parte de La Casa di Carta, serie spagnola nata dalla penna di Álex Pina. Inizialmente lo show è stato prodotto e mandato in onda da Antena 3 in terra spagnola. Netflix si è dapprima occupata della distribuzione internazionale per poi acquistare i diritti e proseguire con la produzione delle stagioni/parti successive. Come ogni volta che arrivano nuovi episodi, il pubblico si spacca letteralmente in due: chi adora la serie, eleggendola a miglior prodotto televisivo sul mercato e chi la critica in maniera esagerata, dimenticando che si tratta di un semplice prodotto confezionato per intrattenere. Ad onor del vero, come se fosse di moda vedere una sorta di “effetto Black Mirror” dappertutto in questi casi, si è andata a creare anche una parte di pubblico che da quando la produzione è passata in mano a Netflix nota una serie di lacune e/o errori che, e chi ha guardato la serie sempre con occhio obiettivo lo sa, ci sono sempre stati.
[ALLERTA SPOILER] QUANTO SEGUE CONTIENE ALCUNI SPOILER SU LA CASA DI CARTA – PARTE 4!
Con questa quarta parte le discussioni si sono dimostrate sempre le stesse. C’è chi ama la serie, c’è chi la odia. L’elemento più controverso, però, in questo caso non riguarda una determinata scena d’azione o qualche risvolto di trama, bensì l’identità di uno dei personaggi. Si sta parlando, chiaramente, del polverone alzatosi attorno al vero nome di Denver, il personaggio interpretato da Jaime Lorente.
Daniel o Ricardo? Ricardo o Daniel? In questa quarta parte viene detto chiaramente in più occasioni che il vero nome di Denver è Daniel. Ma si proceda con ordine. E, a voler essere precisi, anche a ritroso. Nella 4×05 lo spettatore è messo davanti ad alcuni flashback. Le scene riportano alla mente i momenti precedenti alla rapina delle prime due parti de La Casa di Carta, quella alla Zecca di Madrid. Sono vari i personaggi che ritornano, come Berlino, Oslo e Mosca. Proprio Mosca, con il figlio Denver, chiede al Professore di poter far unire alla rapina il figlioccio Juanito. Quando il Professore si mostra restio all’idea, Denver perde le staffe. Alterato, spiega quanto sia ridicola per lui l’idea dei nomi di città e dicendo “io sono il fottuto Dani”. “Yo soy el puto Dani”, in lingua originale. “Sono Dani da sempre” nei sottotitoli italiani. La scena parte circa al minuto 2:30 della quinta puntata.
Sempre nella stessa puntata, inoltre, Juanito, che nel frattempo è diventato Julia, nome in codice Manila, si rivolge a Denver chiamandolo sempre Dani/Daniel. Prima quando i due si incontrano alla fermata dell’autobus dove i membri della banda sono andati a prenderla. Al minuto 11:30 circa Julia dice “che ti prende, Daniel?” in italiano e “¿que pasa, Daniel?”. I sottotitoli dicono “che c’è, Daniel?”. La seconda occasione è al minuto 13:20: Denver e Manila sono in bagno a discutere su come affrontare la situazione. Al rifiuto del ragazzo, Julia esclama in italiano “che c***o Dani”, mentre in spagnolo dice semplicemente “Dani”. Nei sottotitoli italiani l’espressione non viene riportata, trattandosi di un’intercalare. In quelli spagnoli viene riportato solo “Dani” con il prosieguo della frase.
Sembra dunque che, a tutti gli effetti, il nome di Denver sia Daniel. I problemi, o presunti tali, sorgono quando si va a ripescare una scena della seconda parte della serie. In particolare, si parla della 2×08. Al minuto 36:10 all’incirca, Monica, che nella prima rapina è un ostaggio, chiede a Denver di dirle il suo vero nome, e dopo un momento iniziale di riluttanza, il ragazzo cede, e glielo bisbiglia all’orecchio. Ed è qui che le versioni sono estremamente differenti: in lingua originale, ciò che Denver dice non è assolutamente comprensibile e nemmeno i sottotitoli spagnoli vengono in favore dello spettatore, mentre in italiano il doppiatore, Flavio Aquilone, dice a chiare lettere “Ricardo”, ed anche i sottotitoli (in italiano ma anche in altre lingue) riportano questo nome. Non è dato sapersi il perché nell’adattamento italiano di questa scena sia stata fatta una scelta del genere, ma certo è che, se bisogna logicamente far federe alla versione in lingua originale, non è assolutamente possibile capire cosa dice il ragazzo. L’unico elemento che potrebbe trarre in inganno potrebbe essere una sorta di suono gutturale che sembra distinguersi nel bisbiglio e che potrebbe ricordare vagamente il suono duro della C. Non ci sono prove concrete però che sia Ricardo il nome. E quand’anche abbia detto quel nome, si potrebbe trattare benissimo di un nome falso dato a Monica per allentare la pressione. Occorre anche specificare che i sottotitoli sono stati realizzati da Netflix per distribuire il prodotto in tutto il mondo, e non dalla produzione originale della serie, Antena 3.
A sostegno del fatto che il nome di Denver sia Daniel ci sono anche le immagini che scorrono durante i titoli di coda della 2×09, in cui i personaggi sono ripresi mentre tengono in mano i classici cartelli con nome e cognome delle foto segnaletiche. Nel caso di Denver il nome è pixellato per mantenere ancora il riserbo sul nome (proprio perché la rivelazione è arrivata solo in seguito e, probabilmente, nell’idea originale di Álex Pina il nome sarebbe dovuto rimanere un mistero), ma è possibile comunque notare alcuni particolari, come si può notare dalla foto sottostante. Per quanto nascosto, è possibile notare che la prima lettera è una D e le ultime due una E e una L, andando indirettamente a confermare il nome Daniel.

Sembra dunque chiaro che il vero nome di Denver sia stato sin dalle prime battute Daniel e che non c’è stato alcun errore da parte della produzione della quarta parte nell’attribuirgli questo nome piuttosto che Ricardo. Piuttosto, l’errore lo si può rintracciare nell’adattamento della 2×08, perché, come visto, c’è questa rivelazione che in lingua originale la serie non solo non c’è, ma è evidente e chiara l’intenzione del creatore di mantenere il massimo riserbo sul nome del personaggio.
Un problema in meno, dunque, attorno a questa controversa serie che, in un modo o nell’altro, riesce sempre a far parlare di sé.
Le quattro parti de La Casa di Carta sono attualmente disponibile su Netflix.




















