Motherless Brooklyn – I segreti di una città di Edward Norton | Recensione | Speciale Roma FF14

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Motherless Brooklyn

Si è aperta oggi la quattordicesima edizione della Festa Del Cinema di Roma che per dieci giorni (17-27 ottobre) illuminerà la città eterna con anteprime, red carpet e ospiti internazionali. Il film di apertura della nuova edizione è Motherless Brooklyn – I segreti di una città, di Edward Norton , prodotto da Warner Bros., un noir che celebra gli anni cinquanta con una fotografia evanescente e una colonna sonora evocativa, tratto dal romanzo di Jonathan Lethem Brooklyn Senza Madre, vincitore del premio Gold Dagger nel 2000.

In una fumosa New York degli anni ’50, un detective privato affetto da sindrome di Tourette , Lionel Essrog, soprannominato Brooklyn (Edward Norton) dovrà, insieme ai suoi colleghi, indagare sull’omicidio del suo mentore e capo Frank Minna (Bruce Willis) addentrandosi sempre di più in una città fatta di corruzione e scandali che dovrà da subito imparare a conoscere e ad evitare. Entrando sempre di più nella malavita, Lionel farà la conoscenza di persone facoltose che non sempre arriveranno in suo aiuto nella disperata ricerca di trovare un colpevole per la morte del suo amico.

Quando Lethem pubblicò per la prima volta il romanzo “Motherless Brooklyn” era il 1999 e un giovane Edward Norton, rimase folgorato dalla storia narrata all’interno del romanzo che da allora spera di poter dirigere ed essere protagonista delle avventure di Lionel Essrog. Ci sono voluti esattamente vent’anni prima di riuscire a far avverare il suo desiderio. Avendo in mano il libro, caratterizzato da una moltitudine di narrazioni e cambi di registro, Norton si trova costretto a riscrivere in qualche modo la trama del libro affinché si possa adattare meglio al grande schermo, cercando quindi di far risultare la narrazione della pellicola attuale e non troppo distorta rispetto alla storia originale. Purtroppo però ci riesce solo in parte.

Se pur caratterizzato da una bellissima fotografia, affidata a Dick Pope, e ad alcune sequenze ed inquadrature davvero evocative e celebrative, il film, complice anche la sua durata (144 minuti) risulta decisamente monotono. Oltre ad essere una sorta di gangster movie, Motherless Brooklyn è un thriller, nel quale lo spettatore cerca di comprendere le motivazioni che hanno portato all’omicidio di Frank Minna. Motivazioni che però si perdono per dare spazio ad alcune sotto trame banali che non portano nulla se non ad un modesto rallentamento dello svolgimento dell’azione. La detective story, intorno alla metà del film si perde, e viene surclassata da immagini celebrative della New York e della Brooklyn degli anni ’50, che se pur di ottima realizzazione, nulla apportano allo svolgimento della pellicola. Più che di fronte ad una narrazione cinematografica, ci si trova quasi a percepire il film come un lungo episodio di una serie televisiva o addirittura una miniserie in più episodi, dove i personaggi vengono presentati mano a mano che la trama si infittisce e gli avvenimenti salienti seguono uno schema quasi episodico.

La già citata ottima fotografia, è sicuramente d’aiuto alla regia, che resta per lo più piatta e senza particolari virtuosismi se non per alcune scene che vogliono di prepotenza risultare esteticamente belle. Ad aiutare Norton, non al suo primo lavoro di regia (ricordiamo infatti Tentazioni D’Amore del 2000), intervengono costumi davvero ben realizzati e una ricostruzione della città fedele al periodo storico in cui la pellicola è ambientata. Minuziosi e molteplici sono i particolari che vengono proposti all’occhio dello spettatore, a partire dalla ricostruzione degli esterni con palazzi, pubblicità, auto e negozi, fino agli interni che sono un’ottima riproduzione dei più famosi locali di jazz della città. Molti sono i riferimenti a classici del cinema noir americano e ai più famosi gangester movie in cui il ponte di Brooklyn svetta all’orizzonte come una madre che veglia sui propri figli. Tutto ciò però non basta a risollevare le sorti di una pellicola, che se pur con ottimi intenti, non riesce ad essere all’altezza di ciò che si era predisposta. Il tempo è dilatato, alcune sequenza sono davvero troppo lunghe e i dialoghi non sempre sono d’aiuto.

Moltissimi sono i volti noti del film, a partire da Edward Norton, passando per Bruce Willis, Alec Baldwin, Willem Dafoe, Bobby Cannavale, Cherry Jones e Gugu Mbatha-Raw. Grandi attori che però vengono sfruttati al minimo, per dare spazio ad una narrazione corale ma confusionaria. Alcuni tra i migliori momenti della pellicola vedono protagonisti Norton e Baldwin, vero highlight della pellicola. Bruce Willis, al contrario, è quasi completamente assente e la figura di mentore “spirituale” non riesce ad imporre il suo lume. I veri protagonisti sono a tutti gli effetti i sobborghi di New York, il quartiere Brooklyn, e la meravigliosa colonna sonora composta da Daniel Pemberton, con musiche di Thom Yorke che per il film ha composto Daily Battles con la collaborazione di Flea e alcune musiche jazz che Norton ha personalmente deciso di far rivisitare dal musicista Wynton Marsalis.

Motherless Brooklyn – I segreti di una città è un film che celebra, forse un po’ troppo, il noir americano e gli anni ’50 in una New York fumosa ed evanescente. Caratterizzato da una colonna sonora degna di nota e da una fotografia opaca come quegli anni, non riesce però a soddisfare appieno le aspettative. La realizzazione di questo film, è stata per Edward Norton la realizzazione di un desiderio che aveva ormai da vent’anni, che però resta un film quasi esclusivamente per se stesso. Il cast, se pur composta da nomi eccelsi, scompare difronte alla troppa celebrazione degli anni ’50 e dalla musica jazz del periodo.

Motherless Brooklyn – I segreti di una città, distribuito da Warner Bros., sarà nei cinema italiani a partire dal 7 novembre 2019. Di seguito il trailer italiano del film: