A due anni da Glass, film conclusivo della trilogia iniziata nel 2000 con Unbreakable, seguito poi da Split nel 2016, M. Night Shyamalan torna dietro la macchina da presa per dirigere Old, trasposizione cinematografica di Castello di Sabbia, graphic novel francese di Pierre Oscar Lévy e Frederik Peeters, edita in Italia da Coconino Press. Old, pellicola sicuramente nelle corde del regista, mescola sapientemente thriller, horror e critica sociale, dando vita ad un prodotto d’intrattenimento, non privo però di alcune criticità. Grazie a Universal Pictures Italia, che distribuisce il film, abbiamo potuto vederlo in anteprima e di seguito vi riportiamo il nostro parere, rigorosamente no spoiler, perché si sa, con i film di Shyamalan il rischio è sempre dietro l’angolo…

È una giornata di mare perfetta, o almeno così pensa la famigliola di Guy (Gael Garcia Bernal), Prisca (Vicky Krieps), Trent (Nolan River) e Karen (Alexa Swinton), la giovane coppia composta da Charles (Rufus Sewell), Chrystal (Abbey Lee), l’anziana madre di Charles: Agnes (Kathleen Chalfant), i turisti Jarin (Ken Leung) e Patricia (Nikki Amuka-Bird) e il rapper Mid-Sized Sedan (Aaron Pierre) che finiscono tutti nella stessa baia appartata e idilliaca piena di piscine naturali e spiagge sabbiose, circondata da impenetrabili scogliere verdi e fitte di vegetazione. Ma questa utopia nasconde un oscuro segreto… il primo è il cadavere di una donna trovata a galleggiare nell’acqua cristallina, e poi c’è il fatto strano che tutti i bambini invecchino rapidamente. Presto tutti invecchiano, ogni mezz’ora, e non sembra esserci alcuna via d’uscita dalla baia. Che fare quando si hanno i minuti (e gli anni) contati?

Old è l’ennesimo film che a causa della pandemia da Coronavirus ha subìto un importante ritardo sulla tabella di marcia, slittando da febbraio 2021 a luglio dello stesso anno. Il film, anticipato come un progetto misterioso, come quasi ogni prodotto di Shyamalan, è stato presentato al pubblico di tutto il mondo prima con una misteriosa locandina, poi con un breve trailer durante il Super Bowl, fino al rilascio del trailer ufficiale il 7 febbraio 2021. Come dichiarato da M. Night Shyamalan stesso, il progetto ha visto la luce durante i mesi del lockdown, in cui il regista, insieme al suo staff, ha lavorato allo storyboard in lunghissime sessioni su Skype. Le riprese della pellicola si sono svolte interamente nella Repubblica Domenicana per due mesi, durante i quali regista, cast e truppe si sono più volte imbattuti in uragani che hanno persino distrutto il set.

Old segna il ritorno di Shyamalan al thriller mistery/horror, che tanto l’ha reso famoso. Era il 2015 quando diresse The Visit, realizzato con la tecnica del fan footage, in cui due ignari fratellini in vacanza dai nonni avrebbero ben presto scoperto che i due simpatici anziani in realtà nascondevano misteriose abitudini notturne. Con Old, decide di spostarsi su tutt’altri binari, regalando allo spettatore una pellicola ineccepibile dal punto di vista estetico e della messa in scena, nonostante alcuni scivoloni in fase di scrittura. Il progetto segna per il regista indiano naturalizzato statunitense l’inizio di una collaborazione per due pellicole da lui scritte, dirette e prodotte con Universal Pictures, di cui Old è proprio il primo film.

Abbandonate le atmosfere claustrofobiche di altri suoi precedenti prodotti, Old è un vero e proprio incubo a ciel sereno che si abbatte sui malcapitati vacanzieri quasi come una maledizione. Realizzata in 35 mm, la pellicola è un vero e proprio tripudio di luce, colori, e panorami mozzafiato che stridono con la drammaticità della situazione che i protagonisti affrontano. Il film si apre con una sequenza che presenta al pubblico i vari protagonisti e da subito la macchina da presa, tramite l’utilizzo di inquadrature spigolose, anomale, distorte, è in gradi di trasmettere il disagio, l’anomalia della situazione, pur raffigurando un luogo perfetto ed idilliaco. Il tutto cambia all’arrivo sulla spiaggia. Da questo momento in poi la regia si fa sinuosa, elegante, caratterizzata da lunghi piani, movimenti leggiadri e sempre più calibrati che ancora una volta apportano quella sensazione di disagio, questa volta però  opposta a quella iniziale. Come anticipato, il mistero del film si cela proprio dietro la spiaggia, in cui il tempo sembra essere accelerato per non si sa quale motivo. La telecamera accompagna lo spettatore in questa anomala situazione, regalando movimenti circolari (in senso orario) che ruotano intorno agli attori quasi come si trovassero all’interno di un orologio. Regia e sonoro si amalgamano perfettamente, dando origine a delle sensazioni davvero disturbanti, ancor di più perché l’orrore si svolge alla luce del sole. Ormai, è appurato che i film horror “alla luce” siano più inquietanti di quelli ambientati nell’oscurità (uno tra tutti il bellissimo Midsommar di Aster) e proprio in questo caso Shyamalan ha voluto sfruttare tutta l’illuminazione possibile, non lasciando praticamente nulla al coperto.

Tutti i personaggi godono di un’ottima caratterizzazione estetica, ognuno di loro riveste un particolare “tipo” e ognuno di loro è caratterizzato da un colore o da un accessorio che permette allo spettatore di riconoscerlo a colpo d’occhio. Va detto però che Old non è un film basato sui personaggi: si conosce solo lo stretto necessario del loro background che pian piano viene rivelato durante il passare del tempo sulla spiaggia. Come anticipato, il film è diretto, prodotto e scritto dallo stesso Shyamalan che ha tratto ispirazione dal graphic novel Castello di Sabbia di Lévy e Peeters. Pur discostandosi in parte dal prodotto originale, Shyamalan riesce a confezionare un altrettanto interessante storia non priva di una profonda critica sociale che soprattutto nel finale non potrà che sorprendere. Non vi diremo altro: si sa che con i suoi film il plot twist è sempre dietro l’angolo.

Nonostante l’abile adattamento del fumetto e l’ottima messa in scena, in Old qualcosa sembra funzionare meno. Alcuni temi sono trattati con una potenza notevole, due tra tutti: la scoperta della sessualità e il vero significato della parola “invecchiare”. Altri aspetti sembrano essere un po’ lasciati al caso nonostante siano importanti ai fini della narrazione. La pellicola fa di tutto pur di apparire il più verosimile possibile, nonostante l’assurdità della situazione, ma alcune scene al limite del grottesco, spezzano questa sensazione, creando nello spettatore più che ribrezzo, quasi una risata. È anche vero che Shyamalan ha sempre utilizzato escamotage grotteschi nelle sue narrazioni, ma qui vengono inseriti forse in maniera troppo gratuita e inaspettata, in un senso non troppo positivo, da risultare quasi fuori contesto.

Non tutti gli attori sembrano poi essere nel massimo della forma. Gael Garcia Bernal tra tutti è quello che sembra più fuori contesto, il suo personaggio rimane statico per gran parte del film, assiste agli eventi ma di rado prende una posizione, risultando quasi una comparsa nonostante sia uno dei protagonisti. Menzione d’onore alle interpretazioni dei giovanissimi Thomasin McKenzie (Jojo Rabbit e l’attesissimo Last Night in Soho) e Alex Wolff (Hereditary) capaci di rubare la scena anche ad attori più navigati come Rufus Sewll, nonostante il suo personaggio sia particolarmente interessante specialmente a partire dalla seconda parte del film.

Old è un film che mescola sapientemente horror, mistery e temi fondamentali della vita. Il passare degli anni, la maturità sessuale, la vita, la morte, la perdita dell’innocenza, della bellezza, il tutto inserito in un contesto visivo ineccepibile, realizzato in maniera davvero elegante. Nonostante alcune pecche in fase di scrittura e alcuni momenti decisamente sopra le righe, ai limiti del grottesco, riesce ad intrattenere, accompagnando lo spettatore verso un’inaspettata rivelazione finale, degna del re del plot twist.


Old di M. Night Shyamalan arriva nelle sale cinematografiche il 21 luglio 2021. Ecco il trailer italiano del film:

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