In occasione di Lucca Changes 2020, grazie a Panini Comics, abbiamo avuto modo di fare quattro chiacchiere con Giulio Macaione, fumettista ormai al centro del panorama italiano e già autore di Basilicò, Stella Di Mare e Alice Di Sogni In Sogno. Con Giulio abbiamo parlato di questa particolare edizione del Lucca Comics & Games 2020, F***ing Sakura, sua ultima fatica per Panini Comics e dei suoi progetti futuri.
Di seguito potete leggere la nostra intervista completa a Giulio Macaione:
Ciao Giulio! Come stai e come stai vivendo questa Lucca 2020 così diversa dal solito?
“Eh… è un po’ triste devo dire… Infatti sono scappato nel weekend e sono andato in montagna per distrarmi. È veramente molto strano non essere lì in questo momento, sopratutto quando si ha un libro in uscita fa veramente strano non poter incontrare i lettori a Lucca. Ho preferito distrarmi e non pensarci dunque.”

Parlando adesso un po’ del tuo nuovo fumetto, ho notato qualche differenza rispetto ai tuoi precedenti lavori, specie per quanto riguarda i protagonisti. Entrambi sono molto scontrosi, José anche rassegnato addirittura, mentre Cloe è costantemente distratta in maniera anche esasperata con il suo cellulare. Da dove nascono loro due e perché sono così diversi dai tuoi precedenti protagonisti?
“Credo che la differenza che hai notato sia dovuta al fatto che ho deciso di raccontare i personaggi nel momento in cui si stanno per lasciare, quindi sicuramente il lettore li conosce nel loro momento peggiore. D’altronde quando una storia sta per finire, quando non si va più d’accordo poi non ci si sopporta a vicenda e si tende a mostrare il peggio di sé. Sin dalla prima scena si vedono mente litigano e discutono, si capisce quindi che sono frustrati dalla loro relazione e dal fatto che sostanzialmente sono due persone molto diverse che hanno provato a far funzionare questa relazione, ma in fondo queste differenze sono finite con l’allontanarli l’un l’altro. Probabilmente dunque la differenza sta in questo, sta nel fatto che per una volta si vedono all’inizio della storia i personaggi nel loro momento peggiore. Da lettori, da spettatori o da fruitori di storie in generale siamo abituati a conoscere i personaggi durante le loro parabole ascendenti o comunque nei momenti in cui relazioni amorose stanno per iniziare. Questa volta però volevo farli partire dall’esatto opposto per poi farli lavorare su loro stessi e sulla loro storia.”
La storia è stata pubblicata in due volumi, di cui il secondo in uscita proprio in questi giorni. In particolare è proprio questo secondo volume a regalarci i migliori sviluppi psicologici dei personaggi. José e Cloe sono straordinari nel loro essere semplici e realistici, tanto che sembra quasi di conoscerli ad un certo punto. Com’è stato adattare e scrivere questa storia in due volumi e come nasce l’evoluzione psicologica dei protagonisti?
“Mi fa piacere quello che dici sul fatto di conoscere i personaggi. Gestire un opera in due volumi sicuramente è stato molto diverso rispetto ai soliti graphic novel in volumi unici e forse è proprio per questo che il primo volume funge più da presentazione dei personaggi e della situazione, mentre nel secondo c’è sicuramente il cuore della storia, ovvero il momento nel quale i personaggi fanno un cambiamento ed iniziano a muoversi veramente. Nel primo volume José si trova nel viaggio dei suoi sogni. Si trova in Giappone, è un otaku e fa dunque le classiche cose che fa un turista otaku in Giappone. Cloe dal canto suo è spaesata e impreparata. È in una situazione nella quale non avrebbe mai voluto trovarsi. Single e in un paese di cui sostanzialmente non le importa nulla. Nel primo volume volevo farli muovere per farli familiarizzare con i luoghi e le situazioni nuove in cui si ritrovano, mentre nel secondo ho iniziato a farli sentire più consapevoli di quello che sono adesso e di quello che vogliono diventare.”
Un’altra cosa che mi piace sempre nei tuoi lavori è la grande importanza che tu dai ai luoghi. Il Giappone è protagonista tanto quanto Cloe e José così come lo era Cefalù in Stella di Mare o Cincinnati in Alice di sogni in sogno. Il modo in cui tu e Laura Guglielmo ai colori avete rappresentato i paesaggi, le lunghe camminate, i vestiti dei protagonisti, gli zaini e le borse, tutto da l’idea di un viaggio vero e proprio che è possibile vivere durante la sola lettura del fumetto.
“Sono molto contento di questo e anche in questo caso c’è una grande differenza tra i due volumi. Nel primo volume ho lasciato più spazio all’aspetto superficiale del Giappone, ovvero otaku, grandi città e cultura pop. Nel secondo invece mi sono concentrato maggiormente su quello che è il vero Giappone, non solo a livello paesaggistico, ma anche e sopratutto a livello spirituale, su quella che è l’atmosfera di certi posti e che non ha nulla a che vedere con la cultura del Giappone che arriva a noi in Occidente. Miyajima ad esempio è un posto che mi ha colpito particolarmente è la scena in cui José si trova lì è una delle scene a cui sono più affezionato perché da turista quel posto mi ha colpito davvero tantissimo. Devo dire che Laura è stata molto brava nel capire quali fossero i colori e le luci migliori da utilizzare per rendere perfettamente in sintesi delle atmosfere e delle sensazioni vissute sul serio dal vivo e sono contentissimo del risultato che abbiamo creato.”
Un ultima considerazione la faccio sulle musiche. Se nei tuoi fumetti i luoghi sono i protagonisti, le musiche le co-protagoniste. Che ruolo ha avuto la musica in questo fumetto e in generale che ruolo ha la musica nei tuoi lavori?
“Quello del fumettista è un lavoro solitario, perciò mi ritrovo spessissimo da solo ad ascoltare musica e spesso proprio la musica finisce per entrare ed amalgamarsi alle storie. Quando scrivo un fumetto poi io lo immagino sempre come fosse un film e dunque tendo ad aggiungergli anche una colonna sonora. Nel caso di F***ing Sakura in particolare i capitoli sono tutti dei titoli di canzoni, anche se spesso lo sono solo per assonanza o perché sono canzoni che citano il Giappone, ma in particolare una canzone è stata fondamentale per il fumetto, ed è la canzone che Cloe ascolta quando si trova da sola per la prima volta sotto la pioggia e scoppia a piangere. La canzone in questione è Night Shift di Lucy Dacus, ed è una canzone che ascoltavo molto in quel periodo. Il pezzo parla di una coppia che si è lasciata è si rincontra dopo un lungo periodo e mi ha davvero influenzato moltissimo per la creazione di Fucking Sakura.”
Cosa puoi dirci invece dei tuoi prossimi progetti?
“Sto lavorando in questo periodo a Scirocco, una storia molto diversa da F***ing Sakura, una storia sicuramente più vicina a Basilicò o Stella di Mare. È una storia più intima e familiare, ambientata in parte a Venezia e in parte sulle Madonie, tra Palermo e Messina. Non posso dirvi molto perché è ancora un WIP, ma posso dirvi che ci sto mettendo davvero tanto in questo fumetto. Scirocco uscirà per Bao Publishing.”
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