Dopo il numero introduttivo Marvel Legacy #1, di cui vi abbiamo parlato nelle scorse settimane, in Capitan America #97 (che contiene i numeri #695 e #696 della testata originale) inizia la nuova run di Mark Waid e Chris Samnee dedicata al vendicatore a stelle e striscie.
Dopo gli eventi di Secret Empire, in cui una versione malvagia di Capitan America ha portato il mondo sull’orlo del baratro, Steve Rogers si trova a dover riconquistare la fiducia degli Americani. Parte in sella ad una moto per un viaggio on the road lungo gli Stati Uniti D’America con l’obbiettivo di riconquistare quel popolo che ormai non crede più in lui. Cap dunque abbandona momentaneamente la lotta a nemici carichi di forza cosmica e a invasori extra-dimensionali per tornare in contatto con le piccole realtà che lo hanno sempre sostenuto per infondere nuova fiducia al simbolismo di cui la figura del primo vendicatore è sempre stata intrisa.
L’approccio di Waid è completamente differente a quello operato da Nick Spencer sul personaggio, che si basava molto sul genere spionistico (quella di Steve Rogers) e sul sociale-politico nella sfera della comunità nera (Sam Wilson); qui abbiamo un Capitan America che si spoglia della sua identità di eroe che salva il mondo e torna nelle piccole comunità e torna a sconfiggere nemici comuni, che normalmente lui non affrontava, per ristabilire la fiducia che quelle persone un tempo nutrivano nei suoi confronti. Questo Perché quando il popolo non crede più in chi lo deve rappresentare e nelle istituzioni, l’uomo, Steve Rogers, torna in contatto con le piccole comunità e cerca di risolvere quei problemi che li attanagliano.
La run è molto patriottica e rispolvera alcuni dei nemici più sconosciuti di Capitan America, come lo Spadaccino, e va anche ad esplorare alcune tematiche che affliggono alcune zone degli Stati Uniti, come la supremazia bianca, rappresentata dal Rampart, che ancora dopo tutti questi anni è ancora viva e vegeta in alcune zone del paese.
Alla fine è un fumetto on the road con molta azione e che non brilla per dialoghi, che sono abbastanza banali, ma al contempo le immagini narrano meglio della sceneggiatura. Samnee si dimostra un genio che riesce a sopperire ad una scrittura da parte di Waid, banale e semplice, quanto l’intreccio stesso della storia. Il disegnatore appone al fumetto uno storytelling pulito ed essenziale ma sempre ricca di patos anche grazie sopratutto ai colori di Matthew Wilson.
Se il Capitan America di Secret Empire era, in qualche modo, un’esasperazione e allo stesso tempo un’aberrazione dell’idea originale che stava alla base del Cap del 1941, questa versione rinnovata trae ispirazione non solo dagli archi narrativi di fine anni ’60, ma anche dalla realtà socio-politica Americana odierna.
Più volte, nel corso della storia, Steve Rogers si ritrovò di fronte alla cruda realtà: il “sogno Americano” che aveva dato vita al suo alter ego a stelle e strisce era ormai solo un lontano ricordo e lui, più che un difensore, ne era un monumento vivente alla memoria.
Ne un Secret Empire (vecchio e nuovo) o un finto Cap nazista creato dal Dottor Faustus sono lontanamente paragonabili all’incertezza e alla paura che contraddistinguono il clima socio-politico Americano della legislazione Trump, ma come può un fumetto fare qualcosa a riguardo? Forse oggi il mondo è meno incline di un tempo a credere nella propaganda: viviamo in un periodo i cui la speranza di un futuro migliore, spinto dalle azioni e dalle convinzioni delle persone, è stata sostituita dalla paura della realtà e della sua ineluttabilità.
Eppure un tempo non era così, un tempo un bambino, comprando un fumetto all’edicola, sapeva che quell’acquisto avrebbe aiutato l’America a sconfiggere i nazisti. Capitan America ha preso a pugni Hitler e ha trascinato i berretti verdi fuori dalle giungle del Vietnam. Cap ha sempre combattuto per il sogno Americano, senza chiedere nulla cambio.
Forse se oggi un bambino, leggendo Capitan America #97, riscoprirà lo stesso sentimento che il 4 Luglio del 1776 diede vita al sogno Americano, Cap salverà l’America una volta ancora.
Panini Comics porta in Italia la serie dedicata a Captain America in una testata monografica a cadenza mensile che, al prezzo di 3,20€, contiene i primi due numeri dello spillato originale. All’interno del fumetto troviamo anche le Marvel Primer Pages dedicate alle origini di Captain America a cura di Robbie Thompson e Valerio Schiti.
Questo primo albo di Captain America di Waid e Samnee ci ha soddisfatto a pieno e dunque non ci resta che attendere il prossimo numero in cui Steve Rogers si troverà ad affrontare Kraven il Cacciatore.
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