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[Recensione] Sherlock Frankenstein e la Legione del Male di Jeff Lemire e David Rubin

  • di Nicolò Beretta
  • 14 giugno 2018
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sherlock frankestein

Di Black Hammer abbiamo già parlato, annoverando il fumetto di Jeff Lemire come uno dei migliori titoli usciti nello scorso anno. Ne abbiamo elogiato l’intima caratterizzazione dei personaggi e la volontà del suo autore di omaggiare quei personaggi che hanno fatto la storia del fumetto americano e che fanno parte del nostro immaginario praticamente da sempre.

Ma Lemire non si è voluto fermare qui, ampliando ulteriormente il mondo che ha creato dando vita ad una serie di spin off incentrati su altri personaggi del suo mondo. Il primo di questi è proprio Sherlock Frankenstein e La Legione del Male, che il fumettista canadese ha realizzato insieme allo spagnolo David Rubin, e che Bao Publishing ci ha finalmente portato in Italia.

Quando lo abbiamo incontrato a Milano, Jeff ci ha raccontato che gli piacerebbe davvero molto , una volta conclusi tutti suoi impegni in DC Comics e Marvel Comics, concentrarsi unicamente proprio sul suo mondo, che sta espandendo sempre di più (trovi qui la nostra intervista scritta a Jeff Lemire e qui quella video, realizzate in occasione dell’incontro tenutosi alla Feltrinelli RED di Milano in collaborazione con Bao Publishing). Leggendo questo primo spin off però ci si rende subito conto che, in realtà, si tratta di una storia che porta avanti la trama principale. Ritroviamo infatti Lucy Weber, la figlia del defunto eroe Black Hammer, intenta ad indagare sulla sparizione del padre e dei suoi compagni in seguito alla battaglia contro l’Anti-Dio che ha sconvolto Spyral City. Le sue ricerche la portano sulle tracce di alcuni fra i più temibili nemici che Black Hammer ha affrontato nel corso della sua carriera da eroe, come Grimjim, Cthou-Lou, Metal Minotaur, Mectoplasm, e, ovviamente, Sherlock Frankenstein.

Sentendosi libero di poter lavorare a suo piacimento, con questa serie Lemire sviluppa ulteriormente lo spirito da racconto “poliziesco”, di indagine, esplorando il sottobosco di criminali di Spyral City, alcuni dei quali che abbiamo solo scorto nei numeri precedenti di Black Hammer, attraverso gli occhi di Lucy. In questo, questa serie rimane coerente con Black Hammer, continuando a portare avanti l’omaggio che Jeff Lemire si è preposto di fare nei confronti di quelli che sono stati i fumetti con cui lo sceneggiatore è cresciuto o che lo hanno influenzato di più (ci sono pagine che gridano Mike Mignola o Hellboy letteralmente a squarciagola), ma citando anche il ciclo dei miti di Chtulu di H.P. Lovecraft. La coerenza rimane anche per quanto riguarda il carisma che Lemire riesce ad infondere nei suoi personaggi, anche nei villain: durante le sue indagini, Lucy si rende conto che non tutti i cattivi sono davvero tali, e in ogni capitolo si finisce, ancora una volta, a provare empatia con questi anti-eroi, forse ancor di più di quanto non sia capitato con gli eroi che abbiamo conosciuto. Si torna anche a giocare con il susseguirsi, visto dagli occhi di Sherlock Frankenstein, delle varie Età della storia del fumetto americano, di come vengono ereditate le maschere da un eroe all’altro e anche di come queste cambino dal punto di vista design.

Sempre durante la nostra intervista, Jeff ha raccontato che la collaborazione con David Rubin è nata in seguito ad un periodo di malattia di Dean Ormston, disegnatore della serie principale di Black Hammer. Lo scrittore si è dunque ritrovato a dover prendere tempo, ideando il primo spin off e volendo come suo disegnatore proprio lo spagnolo (leggi qui la nostra intervista a David Rubin a Lucca Comics and Games 2017, in collaborazione con Tunuè). A detta dello stesso Lemire, Rubin è un artista fenomenale, più cartoonesco rispetto ad Ormston, addirittura psichedelico e surreale, giocando qualche volta anche con la struttura della tavola e allargandosi spesso e volentieri nel realizzare delle splendide splash page.

Se, come il sottoscritto, fate fatica a sopportare l’attesa tra un numero e l’altro di Black Hammer, questo primo spin-off della serie saprà conquistarvi come Lemire è già riuscito a fare con la sua serie principale.


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