Dopo tanto anche in Italia è uscita l’ultima fatica di Luc Besson(Léon, Il Quinto Elemento) con protagonisti Dane DeHaan e Cara Delevingne, vediamo insieme se Besson è riuscito a catturare di nuovo il pubblico con la fantascienza dopo il suo “Il Quinto Elemento” con Valerian e La città dei mille pianeti.
Il film segue Il maggiore Valerian (Dane DeHaan) e il sergente Laureline (Cara Delevingne) , due agenti speciali umani che nel 28° secolo hanno il compito di mantenere l’ordine nell’universo. Una missione li porta sulla città di Alpha, una metropoli che non ha mai smesso di espandersi accogliendo, nel corso dei secoli, una quantità impressionante di specie: una megalopoli dalle risorse inesauribili e di vita pulsante, il cui patrimonio non ha eguali per ricchezza e tradizione. La cui distruzione, dunque, non può che risuonare in tutto l’universo come un monito pessimista e struggente sul futuro della galassia.
Dopo una lunga e travagliata lavorazione Besson riesce a portare sullo schermo questo enorme progetto di fantascienza. Tratto dal fumetto cult Valerian e Laureline di Pierre Christin e Jean-Claude Mézières, la pellicola del regista francese è una produzione fantascientifica 3D ad altissimo budget (si tratta della produzione più costosa di sempre di EuropaCorp) caratterizzata da una grande cura del design delle scenografie e delle svariate razze aliene.
Besson, chiaramente ispirato da Lucas e Cameron, si rifà evidentemente a film come Avatar e Star Wars. Nonostante la confezione molto fanciullesca il film non nasconde l’ambizione di volersi inserire, proprio come i due titoli a cui si rifà, nella storia del cinema. Ambizione però che si vede fortemente distrutta da quello che è un film molto naïf che non riesce a solcare la stessa via delle grandi produzioni a cui si vuole rifare.
Stiamo comunque parlando di Besson, il regista, produttore e sceneggiatore che ha portato Hollywood a Parigi. Magnate delle produzioni ad alto budget, che dal suo piccolo è riuscito a rivoluzionare il cinema action e
fantascientifico francese. Luc riesce dopo 45 anni a realizzare il sogno di gioventù: fare un film ispirato al fumetto Valerian e Laureline di cui era ed è un grande fan. Mette tutto sé stesso in questo film, selezionando una musica curata ed effetti visivi incredibili, la regia è come sempre ottima soprattutto non saremmo in grado di capire se il film è davvero una produzione Europea e non una produzione hollywoodiana. Purtroppo non basta per dare al film quel tocco in più da farsi considerare un grande film.
Molte sbavature caratterizzano questa pellicola, partendo forse dalla più evidente: il cast. Tentativo encomiabile quello di dare ruoli a nomi altisonanti per attirare più gente possibile in sala, ma tentativo che risulta fallimentare se il cast non è studiato con cognizione e attenzione. Cara Delevingne, straordinariamente bella e ironica, non riesce mai ad entrare in ruolo e spesso fuori parte da dimostrazione di una non sufficiente capacità recitativa. Personaggio ben caratterizzato in sceneggiatura, Laureline viene un po’ sottomessa dalla figura iconica che la Delevingne ha fuori dallo schermo non riuscendo quindi a completare la caratterizzazione e dando così un personaggio sempre in bilico tra sé stesso e l’attrice. Nonostante tutto, forse per meriti di scrittura e forse per la bravura della sua controparte maschile Dane Dehaan, la coppia Valeria e Laureline riesce a funzionare nel suo insieme di coppia. Il cast non è l’unica nota negativa, anche le varie guest star messe un po’ dappertutto non sono mai veramente funzionali o caratterizzate a sufficienza; Queste comparsate risultano quindi più una vetrina dove star del cinema e della musica si mostrano più che un vero casting studiato per il film. Siamo molto lontani dai casting perfetti che ci regalava il primo Besson, pensiamo a Il quinto elemento dove i tre principali attori erano perfetti per i ruoli nonostante non tutti fossero ancora delle super star internazionali.
Regia e la fotografia non hanno molto da dire, ottime ma non brillanti, si stazionano in un limbo di gestione perfetta ma senza mai troppo osare. Funzionano bene nel complesso del film e si uniscono bene agli effetti visivi, nota più riuscita della pellicola. Danno ritmo e lo spettatore non vive mai momenti di vera noia. Sorprende molto la musica, studiata accuratamente nel complesso, che scandisce il ritmo di questa giostra impazzita da cui lo spettatore non riesce a staccare gli occhi.
Si esce dalla sala senza dubbio un po’ storditi e un po’ delusi da quello che sembrava essere il nuovo cult fantascientifico contemporaneo. Siamo lontani dal miglior Besson che di cult ne ha regalati molti. Un film che ha molto da recriminare a se stesso, da una scrittura non così buona come sembra che si accartoccia su se stessa, ad un cast figlio più di un divismo contemporaneo che di un vero studio e ad una regia fin troppo leggiadra che disattende le stesse ambizioni che il film si pone. Valerian è un film che ha in se tutto e nulla, intrattiene chi lo guarda ma non lo entusiasma mai davvero.















