Samantha Ware aveva 23 anni quando è arrivata sul set di Glee per la prima volta. Qualche anno prima aveva deciso di abbandonare il college per darsi al teatro: prima Il Re Leone a Las Vegas, poi The Book of Mormon a Broadway e infine Hamilton, a Chicago. Quando però si è unita alla sesta stagione di Glee, la ragazza fu entusiasta di diventare una dei protagonisti della nuova generazione.
La felicità però era destinata a durare poco. La Ware ha infatti detto che dopo girato il suo primo numero musicale per la serie si è sentita letteralmente emarginata dalla protagonista dello show, Lea Michele.
“Provai questa sensazione dal primo giorno, quando tentai di presentarmi. Non fu una cosa graduale. Dal principio decise che io non le piacevo, ed era estremamente evidente. Dopo la mia prima performance canora, poi, sono iniziati gli atteggiamenti problematici: i silenzi nei miei confronti, gli sguardi dall’alto in basso, i commenti cattivi bisbigliati, i comportamenti passivo-aggressivi. Era un mix di tutto questo”.
L’attrice ha aggiunto che in un’occasione Lea Michele ha minacciato la sua permanenza sul set davanti alle comparse, ai ballerini e al resto del cast. Tuttavia, Samantha Ware non ha mai riportato ufficialmente questi atteggiamenti alla produzione perché pensava di non averne l’opportunità. Anche perché l’atteggiamento “da prima donna” di Lea Michele non era una novità sul set: “Le sue azioni non erano niente di nuovo, quindi pensai fosse una cosa comune. Ricordo il primo giorno in cui ne parlai, e sfortunatamente nessuno fece nulla. Scossero le spalle, facendomi capire che era parte del suo carattere. Nessuno cercava di fermarla, e per questo motivo lei si sentiva autorizzata a continuare con questi abusi”.
La settimana scorsa, poi, è arrivato un tweet della Ware: “Ricordi quando hai reso la mia prima esperienza in televisione un incubo? Perché io non lo dimenticherò mai. Se non sbaglio dicesti anche che, ad averne la possibilità, avresti defecato nella mia parrucca. Questa e altre piccole aggressioni mi hanno fatto mettere in dubbio la mia carriera a Hollywood”. Il post dell’attrice è arrivato in risposta a un tweet della Michele in supporto a George Floyd:
LMAO REMEMBER WHEN YOU MADE MY FIRST TELEVISON GIG A LIVING HELL?!?! CAUSE ILL NEVER FORGET. I BELIEVE YOU TOLD EVERYONE THAT IF TOU HAD THE OPPORTUNITY YOU WOULD “SHIT IN MY WIG!” AMONGST OTHER TRAUMATIC MICROAGRESSIONS THAT MADE ME QUESTION A CAREER IN HOLLYWOOD… https://t.co/RkcaMBmtDA
— SAMEYAAAAAA (@Sammie_Ware) June 2, 2020
Da quel momento, l’effetto domino. Una serie di ex-colleghi di Lea Michele hanno raccontato altre esperienze traumatiche vissute a causa dell’attrice. Non solo, anche altri racconti, come quello della modella transessuale Plastic Martyr che, durante una cerimonia degli Emmy, ha incontrato la Michele nei bagni del teatro e per tutta risposta l’attrice ha urlato contro la modella che avrebbe dovuto utilizzare un altro bagno. Dabier Snell, attore che ha partecipato solo fugacemente a Glee, ha detto che nel 2014 l’attrice non l’ha fatto sedere accanto a lei. La motivazione? “Lui non fa parte di tutto questo”. Un’altra attrice che ha collaborato con lei quando erano bambine ha raccontato: “Insultava la crew e minacciava di far licenziare le persone se l’avessero in qualche modo disturbata. Aveva solo 12 anni. Era terrificante”.
Tuttavia, non tutti hanno bollato la Michele come razzista. Amber Riley, attrice di Glee, ha infatti detto: “Non credo che Lea Michele si comporti così per motivi razzisti. Penso sia più un’idea che derivi da tutto ciò che sta succedendo nel mondo, visto e considerato che i fatti del set di Glee coinvolgevano una persona di colore”. Tuttavia, come conseguenza di tutto questo polverone, la Michele ha perso l’accordo di sponsorizzazione con HelloFresh, che ha una politica di zero tolleranza per razzismo e discriminazione.
Come motivazione a tutto questo, Samantha Ware pensa che Lea Michele possa essersi sentita offesa in qualche modo: “Quando giri una scena, non sempre la telecamera è su di te. A quanto pare, in un momento in cui non ero io ad esser inquadrata ma lei, io mi sono distratta e lei ha pensato che io le stessi mancando di rispetto. Nessuno mi ha fatto delle rimostranze, nemmeno il regista. Quando la scena però è finita, si è messa al centro del set e mi ha fatto cenno di avvicinarmi, come fa una mamma con un figlio. Succedeva dopo i nostri primi scontri, quindi io mi rifiutai gentilmente di avvicinarmi a lei. Quindi lei ha iniziato a minacciare di farmi perdere il lavoro. Ha persino detto che avrebbe chiamato Ryan Murphy per farlo venire e farmi licenziare. Fu terribile. Per una settimana ho avuto paura di trovare una mail che mi avrebbe impedito di registrare gli ultimi tre episodi o che non mi avrebbe fatto più cantare”.
La Ware ha poi raccontato di come cercò, all’epoca, di spiegarsi con la Michele: “Quando ho cercato di farle capire come erano andate le cose, mi disse di chiudere la bocca, perché non meritavo di esser lì. Parlava di come tutto quello fosse il suo regno. Ed io lo avevo già capito, e proprio per questo non le volevo mancare di rispetto. Ma a quel punto non ce n’era più traccia e lei stava solo abusando dei suoi poteri. Fu mortificante perché cercava unicamente di mettermi in imbarazzo. E la cosa più assurda è che faceva così paura che nessuno cercava di contrastarla. Tutti dicevano di esser dispiaciuti ma che avrei dovuto semplicemente abituarmi alla situazione”.
Secondo la fonte, Lea Michele ha cercato di mettersi in contatto con Samantha Ware, che però l’ha invitata a contattare i suoi rappresentanti. Rappresentanti che sembra abbiano ricevuto una lettera di scuse da parte della stessa Michele.
Fonte: Variety

















