MICKEY ROURKE

Dopo Travolta, un altro attore di culto è senz’ombra di dubbio il grande Mickey Rourke. Nato nel 1952, ha iniziato a lavorare nel cinema a 27 anni grazie ad un piccolo ruolo in 1941 – allarme a Hollywood di Steven Spielberg, mentre un un altro piccolo ruolo arriva l’anno successivo con Brivido Caldo di Lawrence Kasdan. Importanti sono gli anni successivi che lo vedono parte in cult e capolavori come Rusty il selvaggio di Francis Ford Coppola, L’anno del dragone di Michael Cimino, 9 settimane e 1/2 di Adrian Lyne, Angel Heart di Alan Parker e Johnny il Bello di Walter Hill. Dopo questo decennio formidabile, l’attore inizia a lavorare a film molto meno importanti visto il suo comportamento, l’uso eccessivo di droghe e i brutti giri che si era creato.
Negli anni ’90 gli unici ruoli da ricordare sono in Ore Disperate di Cimino e i cameo in Buffalo ’66 di Vincent Gallo e L’uomo della pioggia di Coppola. Gli anni 2000 sembrano per lui un momento di ripartenza, vista la partecipazione in pellicole di grande richiamo come La Promessa di Sean Penn, C’era una volta in Messico e Sin City di Robert Rodriguez e i film di Tony Scott, Man on Fire e Domino.
Nel 2008 arriva il suo film più importante da attore, ovvero The Wrestler di Darren Aronofsky, con cui riceve la sua prima candidatura agli Oscar, un Golden Globe e moltissimi altri premi, oltre a vincere al Festival di Venezia come Miglior Film.
Due anni dopo prende parte a I mercenari, primo capitolo della trilogia diretta da Stallone e come villain nel film Marvel Iron Man 2: questi due film sembrano uno spiraglio per la sua carriera da attore, purtroppo però continua a cadere ancora di più negli anni partecipando nuovamente a molte pellicole, tutte di bassa categoria, tanto che l’unico film che in questo decennio lo ha minimamente contraddistinto è il sequel di Sin City.
Rivedremo mai Rourke in un film degno di tale nome? Ad oggi l’attore è al lavoro su moltissimi progetti, ma tutti di bassa categoria, che eviteremo di citare.

















