Dark: Stagione 3
Quest’anno si è conclusa una della serie europee più apprezzate del catalogo di Netflix, Dark. La serie segue la storia di quattro famiglie che vengono sconvolte quando la quiete della loro vita e della città stessa dove abitano viene interrotta dalla scomparsa di due bambini. Uno di questi è Mikkel Nielsen, figlio di Ulrich Nielsen (Oliver Masucci), il quale aveva già perso il fratello 33 anni prima in circostanze molto simili. Con il dispiegarsi della vicenda sempre più segreti nascosti della cittadina di Winden vengono alla luce e colpiscono i personaggi più inaspettati, che entrano in un circolo vizioso di autodistruzione. Fin dalla prima puntata viene messo l’accento su quanto la domanda non sia dove ma quando, portando lo spettatore in una rete di intrighi e misteri che si districano tra vari periodi temporali e che alla fine porteranno alla fine del mondo. Tre stagioni che ruotano intorno alla concezione di tempo e ineluttabilità e che riescono a gestire al meglio non solo i personaggi ma anche la concezione stessa del tempo. Inevitabilmente, dal suo rilascio, la serie ha ben presto raccolto un certo numero di fan che ne hanno accresciuto la fama, e che con questa terza stagione possono vedere una conclusione se non perfetta sicuramente poetica della storia.
Se siete interessati potete approfondire con la nostra recensione: Dark: Stagione 3 – Una frazione del tempo
Gangs of London
Gangs of London è una produzione Sky UK che ha in fretta attirato l’attenzione grazie al nome dietro alla serie e anche alla macchina da presa: Gareth Evans. La serie è ambientata nella Londra moderna, e segue la storia di una guerra tra gang per il controllo del territorio a causa del vuoto di potere che si è venuto a creare dopo la morta di Finn Wallace. Quest’ultimo, però, non è morto di cause naturali ma è stato ucciso: dunque, toccherà al figlio Sean (Joe Cole), insieme alla famiglia di Ed Dumani (Lucian Msmati), trovare il mandante dell’omicidio. Ad aiutare Wallace ci sarà anche il membro di basso livello della famiglia Wallace, Elliot Finch (Sope Dirisu) che ha un suo piano segreto. La serie può contare oltre che su una regia di grande livello, ed una trama che ti cattura dal primo minuto, ma anche su una Londra violenta come non l’abbiamo mai vista. Inoltre, si ritroverà l’ormai non più tanto giovane, ma sempre talentuoso Joe Cole di Peaky Blinders, che grazie alla centralità del suo personaggio può brillare e dimostrare di meritarsi una sua serie. Nota positiva anche Sope Dirisu, attore britannico di colore che quest’anno ci ha dimostrato di saperci fare sia con His House che con il suo ruolo in questa serie action, dove si presta bene anche a scene di una certa cruenza.
Hollywood
Miniserie creata e scritta da Ryan Murphy e Ian Brennan per Netflix, ambientata nella Hollywood degli anni 50. Nella serie si vivono le vicende di un gruppo di aspiranti attori, registi, sceneggiatori e grandi produttori cinematografici che cercano a qualsiasi costo di sfondare nella Hollywood del secondo dopoguerra. Nel corso degli episodi si incontrano diverse tipologie di personaggi, che rappresentano, nel bene e nel male, quella che era la Hollywoodland di quel periodo storico, fatto di favoritismi e discriminazioni che erano davanti agli occhi di tutti. Nella serie ritroviamo anche ormai un feticcio di Murphy: Darren Criss che interpreta il regista esordiente Raymond Ainsley, sicuramente uno dei più riconoscibili insieme a Jim Parsons e che insieme all’estetica fanno della serie una delle migliori di Murphy. Certamente potrebbe sembrare all’inizio un racconto storico, ma ben presto gli autori avranno modo di distruggere ogni aspettativa, perché se Hollywood è sempre stata la terra dei sogni, in realtà, è stata anche la morte di molti di questi e così la serie si diletta ad immaginare una terra dei sogni.
Se siete interessati potete approfondire con la nostra recensione: Hollywood – La nuova miniserie di Ryan Murphy che riscrive l’età dell’oro del cinema Americano
I Know This is Much is True
Miniserie di HBO, creata da Derek Cianfrance, che lo vede anche alla regia. Il protagonista è Mark Ruffalo nel ruolo di Thomas e Dominick Birdsey, due gemelli in realtà diversissimi tra di loro. Il primo ha avuto una vita parecchio problematica, ed è noto per aver fatto numerose visite in reparti psichiatrici e manicomi veri e propri. Dominick è molto più sereno e tranquillo, ma presto a causa della morte della madre, dovrà iniziare a prendersi cura del fratello, instabile e considerato pericoloso da tutti. Nella serie vedremo la vita dei due ragazzi, e capiremo come la loro stessa famiglia abbia condizionato la loro vita e la loro posizione sociale stessa. Cianfrance, noto soprattutto per i suoi progetti intimisti alla “Come un Tuono”, dirige una storia che sarebbe disonesto dire non si regga in gran parte sulle performance attoriali di Mark Ruffalo che dimostra, se mai ce ne fosse stato bisogni, di essere ben più dell’attore che fa Hulk nei film Marvel e che probabilmente vedremo anche agli Emmy.
La Regina degli Scacchi
Miniserie televisiva creata e scritta da Scott Frank, che ha anche curato la regia, vede protagonista Anya Taylor-Joy ed è basata sull’omonimo romanzo di Walter Tevis. La serie segue la vita di una bambina orfana, Beth Harmon (Anya Taylor-Joy), partendo dai suoi otto anni quando in orfanotrofio si fa amica Jolene e inizia a giocare a scacchi con la preside dell’orfanotrofio, Helen Deardorff. La giovane ragazza presto dovrà combattere contro numerose dipendenze che svilupperà negli anni come quella da alcol e farmaci. Nel mentre diventerà una grande maestra di scacchi. Anche in questo caso a fare da padrone sono le interpretazioni di Isla Johnston come Beth da giovane prima, e Anya Taylor-Joy da adulta dopo. Le due attrici sono capaci di restituire una ragazzina forte che sa conoscere vittorie e sconfitte, ma che non riesce a capire cosa le succeda intorno, non sa oppure non ha mai imparato a relazionarsi molto con le altre persone se non con quelle poche donne che nella sua vita sono state importanti e ne paga il prezzo senza accorgersene iniziando ad abusare appunto di farmaci e alcol.
















