Mike Mignola su Scott Allie: “Sapevo dei suoi comportamenti ma ho fatto finta di non vederli”

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Mike Mignola

Scott Allie è stato accusato da Shawna Gore di reiterati abusi sessuali e il mondo dei fumetti ha subito un forte scossone. Subito infatti la Dark Horse Comics ha interrotto qualsiasi tipo di rapporto lavorativo con l’editore al centro della controversia. Subito dopo è stato il turno di Mike Mignola.

Mignola, infatti, ha collaborato per 25 anni con Scott Allie: inizialmente l’editore avrebbe dovuto occuparsi di un solo fumetto, ma poi è iniziato un lungo sodalizio professionale. L’autore ha detto di esser stato consapevole dei comportamenti dovuti all’alcool di Scott Allie, ma inizialmente li aveva presi come singoli episodi. In seguito Mike Mignola ha detto di aver parlato con lo stesso Allie, e di esser stato rassicurato sul fatto che stava venendo aiutato. Ma gli incidenti son continuati e Mike Mignola non ha fatto nulla per impedirlo, pentendosene amaramente.

In ogni caso, di seguito la traduzione delle dichiarazioni di Mike Mignola:

“Credo e supporto totalmente Shawna Gore.

Riguardo Scott Allie…

Scott è stato il mio secondo editore per Hellboy in Dark Horse. Doveva ricoprire quel ruolo in maniera temporanea, per un solo fumetto. Qualcuno con più esperienza avrebbe dovuto prendere il suo posto. Tuttavia, evitò che io facessi un grosso errore per quell’albo e perciò chiesi di farlo essere il mio editore regolare. Di conseguenza, abbiamo lavorato insieme per quasi 25 anni.

Sin dal primissimo giorno io sentii storie riguardanti la sua tendenza a bere ed esser molesto durante gli eventi. Cose stupide, tipo lui che si tuffa completamente vestito in una fontana. Ci si rideva sopra e non pensavo ci fosse qualcosa di molto più serio dietro.

L’incidente del 2015, poi, rese chiara la situazione, ma anche la consapevolezza che qualcosa andava fatto, per arginarlo. Gliene parlai. Anche altri lo fecero. Lui ammise il suo problema con l’alcool e tutti credemmo che si stesse facendo aiutare. E per quanto ne so, effettivamente entrò in riabilitazione per i suoi problemi legati al bere.

Dopo un po’ di tempo, però, ho iniziato a sentire voci riguardo altri incidenti: comportamenti dovuto all’abuso di alcool che però sembravano limitati ad esser scherzi giovanili. Niente di specifico e non ho mai sentito i nomi delle persone coinvolte. Ho continuato a pensare fossero episodi stupidi, di chi ha alzato giusto un po’ il gomito. Poi ho saputo di alcune persone che non amavano lavorare con Scott. Anche se il nostro rapporto lavorativo è sempre stato buono, sapevo che il suo stile poteva essere aggressivo e alienante. Pensavo che questo suo atteggiamento, unito ai problemi con l’alcool, fosse la ragione dei vari problemi di cui si vociferava. La verità però era una sola: dopo un lungo periodo di collaborazione estremamente produttiva non volevo credere che ci fosse di più dietro tutte queste storie. Ero cieco perché volevo esserlo. La colpa è mia e dovrà conviverci.

Dopo le notizie di Cameron Stewart e Warren Ellis della scorsa settimana, il nome di Scott è tornato in auge sui social. Fino all’altro giorno non avevo mai sentito degli abusi di Scott a Shawna. Avrei voluto saperlo. Capisco che ci sono molti motivi per cui nessuno mi avrebbe detto queste cose: vergogna e imbarazzo in prima istanza e, purtroppo, la percezione di me e Scott come grandi amici. Se avessi saputo prima ciò che ho sentito nelle ultime 24 ore avrei tagliato tutti i contatti con Scott Allie sin da subito.

Ma dove c’è fumo c’è quasi sempre fuoco e dopo un po’ c’era troppo fumo. Ovviamente, io avrei dovuto indagare di più, contattare amici e colleghi, persone più vicine a Scott, in modo da capire cosa effettivamente stesse succedendo. Sono rimasto di stucco quando ho sentito ciò che ho sentito. Dopo tanti anni volevo dare a Scott il beneficio del dubbio. Come figlio di un alcoolizzato volevo incolpare l’alcool stesso. Mi stavo prendendo in giro e me ne pentirò per sempre. Il mio cuore è rivolto a tutte le vittime. E Shawna… La conosco da quando conosco anche Scott e l’ho sempre considerata una buona amica. Scoprire adesso che ha vissuto con questo peso per tutti questi anni… Sono a pezzi. E ovviamente sono furioso con Scott e con me stesso per non aver capito molto prima cosa stesse succedendo.

Scrivo queste parole di rimando alle parole delle vittime di Scott. Le loro storie devono essere ascoltate. La gente deve credere.

I fumetti devono essere migliori. Dobbiamo essere più responsabili. Tutte le compagnie devono investire nei dipartimenti di risorse umane. Bisogna sapere cosa fare in caso di assalti, abusi e comportamenti inappropriati dei propri collaboratori e colleghi.

Come creatore io sento di dover essere migliore, devo essere d’esempio. Sia nelle storie che racconto tanto quanto nella scelta delle persone che le racconteranno insieme a me.

Mike Mignola”

Fonte: CBR

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