Menzione d’onore
Il Nuovo Mondo di Ales Kot e Tradd Moore

Non potevamo non citare un’altra opera uscita per Saldapress come Il Nuovo mondo di Aleš Kot e Tradd Moore. L’autore, noto ai più per il suo lavoro in Marvel con Il Soldato d’Inverno e i Secret Avengers, è arrivato all’attenzione della critica grazie a fumetti come Zero, Days of Hate e The Surface. Il fumetto è ambientato negli Stati Uniti, ma non quelli che conosciamo: una serie di bombardamenti ad opera di sconosciuti ha infatti portato al collasso una delle superpotenze mondiali. Dopo un inevitabile conflitto interno e i tentativi di colonizzazione, mascherati da aiuti umanitari, da parte delle altre nazioni, l’America sembra aver ricostruito un proprio equilibrio, ma in questo nuovo mondo non è tutto oro quel che luccica. I personaggi principali che seguiamo sono Stella Maris, una super star del programma televisivo Guardiani, che trasmette in diretta le attività di alcuni vigilanti governativi di Nuova California, lasciando decidere al pubblico cosa ne sarà del criminale di turno; Kirby Shakaku Miyazaki, un giovane hacker che vuole vedere crollare questo meccanismo, un insurrezionalista che è riuscito ad interrompere una delle dirette di Guardiani. Presto i due opposti si troveranno inevitabilmente ad entrare in contatto rappresentando l’unica speranza l’uno per l’altra. A differenza di altre opere di Kot, questo lavoro risulta più maturo, oltre ad essere artisticamente molto notevole grazie alla collaborazione rinnovata dello scrittore con Tradd Moore: l’artista, con il suo stile sinuoso e psichedelico reso grandioso dai colori di Heather Moore, non è infatti il classico disegnatore da comics, anzi. Lo stile di Moore, visto anche all’opera su Silver Surfer, richiama molto di più i maestri francesi come Moebius più che gli americani.  Se amate i fumetti di Kot o in generale prodotti indipendenti che non solo hanno qualcosa da dire, ma lo fanno in maniera riconoscibile e diversa da tutto il resto, questo fumetto fa per voi.

Fumetto dell’anno per i lettori di Redcapes.it
Spider-Man – La storia della mia vita

Partiamo dal presupposto che Spider-Man: La Storia della Mia vita di Chip Zdarsky e Mark Bagley sarebbe entrata a prescindere nella nostra lista di migliori fumetti dell’anno, ma siamo contenti che siano stati gli utenti a dargli questo posto perché si vede che ha colpito davvero anche voi e che quindi l’autore dell’attuale run di Daredevil sia riuscito nuovamente a mettere tutti d’accordo. Le vicende prendono il via nel 1962, quando un giovane Peter Parker viene morso da un ragno radioattivo e, dopo la morte dello zio Ben , il giovane diventa il supereroe Spider-Man. Da quel momento, ogni capitolo dei sei che compongono il volume racconta un decennio dell’Uomo Ragno incorporando all’interno della narrazione qualsiasi grande sconvolgimento abbia caratterizzato il decennio preso in considerazione, come la morte di Gwen Stacy, la saga del Clone e anche la Guerra Civile dei superumani, ma mostrandoci Peter Parker e così Spider-Man invecchiare in maniera coerente con il passare del tempo. In Spider-Man: La Storia della mia vita Chip Zdarsky abbandona i toni leggeri e spensierati che abbiamo letto su Peter Parker: Spectacular Spider-Man e Marvel Two in One, mostrando tutto l’amore per il personaggio e la sua maturità. Mark Bagley, uno degli autori più importanti del Ragno, passa così dall’essere il disegnatore che ha definito lo stile dell’Ultimate Spider-Man a rappresentare il volto di un’operazione che è, prima di tutto, un omaggio all’Uomo Ragno classico. Bagley oggettivamente fa un buon lavoro e da coerenza al progetto, ma sarebbe stato forse più interessante vedere un disegnatore per ogni decennio che rappresentasse anche la corrente artistica del periodo di riferimento.

Fumetto dell’anno per la redazione di Redcapes.it
L’Aida di Sergio Terasi

l'aidaVera sorpresa di fine anno, L’Aida di Sergio Terasi per Bao Publishing ha convinto l’intera redazione e non potevano non selezionarlo come titolo dell’anno. Il fumetto segue Aida, una ragazza alto borghese il cui mal di vivere non riesce a prendere una forma precisa. Un giorno, quasi per sbaglio, conosce un collettivo di artisti emarginati e davvero fuori dagli schemi, e la sua vita comincia a cambiare, insieme alle sue priorità. La guarderemo crescere, imparare a buttarsi, a non preoccuparsi di cadere. E a ricominciare a fidarsi di sé. L’autore dopo In inverno le mie mani sapevano di mandarino e Un Romantico a Milano, torna a dipingere la sua amata città Milano, in una storia di ribellione e di crescita che prende forma tra luoghi iconici del capoluogo lombardo. Abbiamo Aida che combatte contro il male che sente crescere dentro di sè e contro la propria condizione familiare, e con i rapporti che a causa di questa si sono rovinati o sono stati anche distrutti. Poi abbiamo quella dei The Virus, che combattono contro il consumismo, contro la deriva dei social che ha tolto il tempo alle persone, contro la morte delle relazioni e la dipendenza dal modello capitalista. L’Aida, molto di più dei precedenti lavori di Gerasi, trova la sua anima impressa su ogni pagina, un’anima decisamente punk e che ci mette di fronte ad uno scontro ideologico che ogni giorno si consuma non solo nelle strade di Milano ma anche in quelle di tutta Italia e di tutto il mondo. Gerasi, che qui è anche disegnatore, non si risparmia a dare forma reale e tangibile alla sua città e dimostra nuovamente quanto sia un grande disegnatore e quanto questa storia meriti non solo per la trama ma anche per una componente street ed evocativa della metropoli italiana più famosa al mondo e che diventa, così come nelle migliori storie a fumetti, un personaggio a sé.

Lascia un commento