April 23, 2018
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I 25 Migliori Fumetti dell’Anno 2017

  • da Marco Travicelli Sciarra
  • 30 dicembre 2017
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Macerie Prime di Zerocalcare

Ebbene si, ZeroCalcare è di nuovo sugli scaffali delle vostre fumetterie di fiducia e torna anche quest’anno nella nostra classifica di fine anno, sta volta con un progetto diverso dal solito. Lo scopo che Calcare si è prefissato, sta volta, è diverso dal solito: se le precedenti opere dell’autore facevano uso del fattore “nostalgia canaglia,” per far imboccare ai lettori il viale dei ricordi, “Macerie Prime” preferisce farli schiantare contro il muro dell’età che avanza, obbligandoli così a porsi una domanda: “e ora?”
Dire che crescere è difficile è un po come dire che il mare è salato, specialmente per chi non ha avuto un percorso di crescita facile o ben delineato, e quando ci si trova di fronte ad un evento che cambia le carte in tavola è impossibile non porsi delle domande sulla strada già percorsa e su quella che ancora abbiamo di fronte.
Il matrimonio di un amico, l’evolversi di una relazione, una presa di posizione a livello lavorativo, a chi non è mai capitato di incappare in un evento simile a questi? 
Stavolta Zero, nel suo lavoro più “corale,” non pone se stesso come protagonista, al centro della storia c’è l’evoluzione del suo personale microcosmo, fatto di persone, situazioni e sentimenti. Quale decisione avete o avreste preso in quella determinata situazione? Per capirlo dovete leggere Macerie Prime e, per avere la risposta di ZeroCalcare, dovrete aspettare per i sei mesi che ci separano dalla pubblicazione del secondo volume.

Per saperne di più su questo fumetto vi rimandiamo alla nostra recensione: [Recensione] Macerie Prime – I demoni della crescita di Zerocalcare


Sadbøi di Berliac 

Primo titolo della Canicola presente in questa lista di fine anno, Sadbøi di Berliac, il gaijin manga tanto discusso d’esordio del artista argentino. Il fumetto si ambienta in una grande Metropoli della Scandinavia, seguendo le disavventure di un giovane rifugiato. Il ragazzo però non è il solito personaggio stanco e disilluso, anzi cerca in tutta la durata del fumetto di imporsi su una società ingiusta e cattiva oltre che discriminante. Sarà un’impresa per lui riuscire a ritagliarsi quello che crede essere il suo spazio nel mondo, non solo da spettatore ma da membro attivo tramite appunto la sua scorza dura che lo porterà ad un riscatto proprio. Il percorso del nostro “sad boy” sarà costellato da attacchi di rabbia, malumori e desideri di emergere ed allontanarsi da quei luoghi tanto degradanti come la strada. Il fumetto sarà proprio composto da storie della sua vita, che ci mostrano come è passato da giornate in cui doveva essere un criminale, a giornate doveva tornava ad essere solo un ragazzo problematico di fronte ai servizi sociali e momenti in cui invece si sentiva forte insieme a gang di ragazzini come lui che lo aiutavano a superare tutto.
Realistico e un po’ provocatorio, il primo fumetto di Berliac ha dunque un obiettivo incredibilmente attuale e ambizioso: riflettere sul disagio degli esclusi e sulla condizione dei rifugiati, di chi attraversa il mondo a cuore aperto e pugni chiusi e far riflettere anche chi lo legge, che spesso si dimentica di come anche questi ragazzi siano esseri umani con dei sentimenti.


Niente da Perdere di Jeff Lemire

niente da perdere

Il passato è come un enorme macigno che grava sulle nostre spalle, o come anche un cane randagio che abbaia alle nostre spalle, ricordandoci sempre i nostri errori. Derek Oulette cerca in tutti i modi di soffocare quei latrati ogni giorno della sua miserabile vita di giocatore di hockey fallito. Ma quando la sorella Beth torna da lui implorando il suo aiuto, la sua corazza temprata dal freddo canadese comincia ad incrinarsi. Quello di Derek è un ritorno alla vita, un po’ come lo è stato quello di Jeff Lemire alle storie più intimiste ed introspettive, ripercorrendo la dura vita del suo protagonista ed esaltando quei valori di famiglia e di affetto a lui evidentemente tanto cari. Lemire qui riveste anche il ruolo del disegnatore, e anche qui si dimostra calzante con il suo tratto sgraziato, sporco, per nulla confortevole, esattamente come deve essere una storia di rinascita e di ripartenza.

Per saperne di più su questo fumetto vi rimandiamo alla nostra recensione: [Recensione] Niente da Perdere – Il freddo Canada di Jeff Lemire


Cage! di Genndy Tartakovsky

Luke Cage è arrivato alla ribalta del grande pubblico negli ultimi anni grazie alle serie Marvel/Netflix e mai li ringrazierò, non perché sia un gran personaggio ma perché finalmente ha visto la luce, Cage! di Genndy Tartakovsky, una miniserie che reinventa in salsa pop e cool Power Man, un personaggio estremamente anni 70 che il creatore di Samurai Jack e della prima Clone Wars rende molto più interessante e divertente da leggere in questa sua particolare accezione, con il suo stile spigoloso e cartoon del Cage regolare. Menzione d’onore ad Antonio Solinas, che ha curato l’adattamento Italiano per Panini Comics, grande appassionato della cultura black, che è riuscito a tradurre in modo perfetto un’opera che difficilmente sarebbe stata trasponibile in Italiano, riuscendo a far capire riferimenti sconosciuti al pubblico che così riesce anche a farsi una cultura e conoscere qualcosa di nuovo tramite un fumetto estremamente territoriale nello slang e nei riferimenti.


The Wicked + The Divine di Kieron Gillen e Jamie McKelvie

Torna anche quest’anno nella nostra classifica The Wicked + The Divine, questo grazie anche alla pubblicazione nell’anno corrente di quest’opera da parte di Bao Publishing. L’opera di Kieron Gillen e Jamie McKelvie (Young Avengers) si basa su un’idea stra-abusata, come quella del ritorno degli Dei sulla terra, in una forma non proprio usuale, quella di Teen Idol. Qualcuno sta minacciando questo rinato pantheon. Gillen e McKlevie lavorano in una sintonia quasi perfetta, poco sfugge alla scrittura di Gillen e tutto quello che l’autore non riesce a comunicare tramite i dialoghi lo fa il disegnatore, che è anche uno dei più esperti nel comicdom Statunitense. Pochi libri sanno catturare lo spirito del tempo come The Wicked + The Divine. Un’opera che riesce a farti volare con l’immaginazione ma anche a mostrare una realtà che purtroppo ben conosciamo quella del mondo delle pop star e della loro realtà.

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